Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Riscopriamo il tesoro nascosto dei beni culturali", di Giovanni Valentini

Oltre al valore in sé che è un suo carattere assolutamente pre-minente, la cultura possiede anche un valore che le viene dal-l’utilità. (da “La cultura si mangia!” di Bruno Arpaia e Pietro Greco – Guanda, 2013 – pag. 153). ALL’ATTO della sua nomina a ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini aveva esordito con un’impegnativa dichiarazione programmatica, affermando che il suo è «il ministero economico più importante del Paese». Ora sarà proprio in forza della spending review che Franceschini metterà mano alla riorganizzazione della struttura ministeriale, tagliando 32 dirigenti di seconda fascia. E magari promuovendo nel contempo un auspicabile ricambio generazionale. Il neo-ministro si riserva di decidere se procederà a un accorpamento delle competenze per ambiti territoriali oppure per materie. Sta di fatto, comunque, che un intervento del genere è destinato a incidere sul ruolo e sulle funzioni delle Soprintendenze, in modo da renderle più snelle e forse anche più efficienti. È proprio quello che abbiamo più volte sollecitato, contestando disfunzioni e ritardi burocratici che spesso compromettono l’attività di questo apparato statale. Nel frattempo, Franceschini ha …

«Modificare la Legge 40? No, solo piccoli accorgimenti», di Mariagrazia Gerina

Renzi lo conosco piuttosto bene, è uno che sa sentire gli umori della gente, mentre era sindaco il consiglio comunale fiorentino approvò il testamento biologico, anche se quello della fecondazione assistita è per lui un terreno piuttosto scivoloso, saprà trovare il modo di intervenire an- dando incontro ai bisogni delle perso- ne e rispettando il dettato della Consulta», assicura o almeno si augura Claudia Livi, ginecologa fiorentina, responsabile del centro per la procreazione assistita Demetra di Firenze e consigliera comunale del Pd a Palazzo Vecchio per due consiliature. Con l’ex sindaco si sono trovati spesso da parti opposte della barricata. Specie all’epoca dei referendum sulla legge 40, quando lei era in trincea per il sì e lui, da presidente della provincia, pro- muoveva il fronte per l’astensione. «Abbassare i toni», disse Renzi il giorno do- po la sconfitta dei referendari. «Tanto più ora davanti alla sentenza della Consulta, dovrebbe suggerirlo a chi è al governo con lui», osserva la ginecologa fiorentina, a proposito della “road map” sulla fecondazione assistita invocata dal ministro Lorenzin, che ipotizza …

"Lleft e la fine del «tabù giustizia» nel dopo-Berlusconi", di Giovanni Maria Bellu

Un giorno la sinistra smise di occuparsi della cattiva giustizia. Non se ne conosce la data precisa, ma si può affermare con certezza che l’inizio di questa «distrazione» coincide col momento in cui l’uomo più ricco e potente d’Italia cominciò ad attaccare i giudici, e a cambiare le leggi, per difendere se stesso. Prima dell’inizio dell’era berlusconiana la questione della difesa dei diritti dei più deboli era stabilmente all’ordine del giorno del dibattito della sinistra. Si par- lava senza imbarazzo di procure che occultavano le inchieste (i «Porti delle nebbie») o che si accanivano su figure deboli e marginali per distogliere l’attenzione dalle responsabilità degli apparati dello Stato nelle stragi (il «caso Valpreda»). Poi tutto (o quasi) tacque. Abbiamo dedicato il prossimo numero di left (in edicola domani con l’Unità) a questo tabù. Ne abbiamo parlato con giuristi come Luigi Ferrajoli, con storici come Salvatore Lupo. Nell’editoriale di apertura il giudice Alberto Cisterna chiarisce un aspetto cruciale della questione. E cioè che a questo silenzio della sinistra si è accompagnata, da parte della politica, di …

"Il Servizio Civile che fa bene all’Italia" di Giangiacomo Schiavi

La voglia di volontariato che aumenta nonostante la crisi è una buona notizia da mettere sul piatto della crescita. Se aumenta l’impegno a darsi da fare per ridurre disagi, garantire assistenza, assicurare un servizio, vuol dire che c’è nelPaese un capitale umano su cui investire e di cui si dovrebbe tener conto per ogni discorso sulla ripresa: all’innovazione, oltre alla creatività e all’intelligenza, servono anche il coraggio e la generosità. In questo senso l’idea di rilanciare il servizio civile per tutti in occasione del semestre di presidenza italiano dell’Unione Europea, proposto dal settimanale Vita , è l’occasione per riflettere sul valore di certe pratiche che aiutano a vivere meglio. Anche se non impattano sul Pil, come ricordava Bob Kennedy nel famoso discorso del 1968 sul benessere della nazione americana, certi esempi di civismo misurano «la saggezza, la conoscenza, la compassione e la devozione verso il proprio Paese». Oggi il servizio civile nell’Italia che ha abolito la naja obbligatoria, è soltanto volontario. Per tanti giovani sarebbe un’opportunità e un’esperienza utile per il futuro, integrandolo con i …

"Dai giudici costituzionali solo semplice buonsenso", di Carlo Flamigni

Credo che la cosa più importante accaduta in Europa negli ultimi anni, almeno per quanto riguarda i problemi della bioetica e del biodiritto, sia una sollecitazione arrivata proprio al nostro Paese, dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo (Cedu) a proposito delle donazioni di gameti. In una prima sentenza, del 1°aprile 2010, una Camera della I Sezione della Cedu aveva affermato che il dispositivo della legge austriaca che vietava la donazione di gameti femminili violava l’articolo 14 della Cedu stessa, in combinato disposto con l’articolo 8. La sentenza criticava poi in modo molto severo le motivazioni addotte dall’Austria per giustificare le proprie scelte in materia di donazione di gameti. La sentenza ha trovato, come era naturale, forte opposizione ed è stata sottoposta al giudizio della Grande Chambre per una revisione; nel giudizio definitivo, il Collegio l’ha ribaltata ricordando anzitutto che la normativa europea non si schiera su questi temi e lascia agli stati membri un ampio margine di discrezionalità. Inoltre, l’ingerenza della legge nelle libere scelte delle coppie appare giustificata, sempre secondo la Grande Chambre, anche …

"Se il volontariato ti cambia il curriculum", di Leonard Berberi

Se il volontariato ti cambia il curriculum «Decisivo per i giovani» Di solito finisce in fondo al curriculum. Alla voce «altre attività». Ma è un elemento sempre più importante. A volte decisivo in un colloquio di lavoro. Perché il volontariato è sì un’esperienza non retribuita, ma a sentire «cacciatori di teste» ed esperti delle risorse umane per molte grandi aziende italiane e multinazionali è una realtà valutata positivamente. Non è un caso se negli ultimi mesi decine di enti locali hanno messo a disposizione uffici e siti web per «certificare» le attività «informali». Un documento da allegare al proprio curriculum vitae con le indicazioni sulla durata e sulle attività non profit svolte. Il «modello» restano gli Stati Uniti. Lì il lavoro gratuito per la collettività è pratica comune. E tra i giovani diventa una voce da aggiungere alle attività svolte per presentarsi, bene, all’ammissione all’università o a un colloquio di lavoro. «Anche da noi il volontariato sta diventando un elemento importante nella selezione del personale», spiega Paolo Citterio, presidente nazionale dell’Associazione direttori risorse umane (Gidp). …

"I veri diritti di mamma e papà", di Michela Marzano

Con la decisione presa ieri dalla Consulta sulla fecondazione eterologa è caduto l’ultimo paletto imposto dalla tristemente celebre legge 40. Non si potrà più impedire la fecondazione a chi, per avere figli, ha bisogno di ricorrere a un dono di gameti (ovuli o sperma). E non si potranno quindi più discriminare alcune coppie sterili. Perché d’altronde focalizzarsi sui legami genetici esistenti o meno tra genitori e figli senza accettare l’evidenza del fatto che non è certo il patrimonio genetico che rende una donna “madre” o un uomo “padre”? Come diceva lo scrittore francese Marcel Pagnol, quando un bimbo nasce, pesa tre o quattro chili. Poi cresce, e mette su i “chili amore” dei propri “ parents”, termine che in francese designa i “genitori sociali”, da non confondere con la parola “ géniteurs” che indica invece i “genitori biologici”. Ancora una volta, però, l’Italia è vittima di un provincialismo culturale che impedisce a molti di capire che la genetica non potrà mai spiegare la complessità dei legami familiari, e che le questioni “eticamente sensibili” dovrebbero essere …