Tutti gli articoli relativi a: economia

“Le lacrime finte delle banche”, di Alberto Bisin

Le banche lamentano il mandato, contenuto nel decreto legge sulle liberalizzazioni, che le obbliga a garantire l´apertura di un conto corrente gratuito e senza spese di deposito e prelievo ai pensionati con una pensione inferiore a 1.500 euro. Tale mandato è un tentativo di ovviare ai costi che la nuova regolamentazione sulla tracciabilità dei pagamenti in contanti imporrebbe ai pensionati. Peggio la pezza che il buco, dicono in Veneto. Quando il legislatore comprenderà che regolamentazioni che agiscano direttamente sui prezzi sono inutili (perché i costi saranno imposti su altre tipologie di conti e clienti) ed inefficienti (per la stessa ragione), sarà troppo tardi. Ma le banche hanno poco di cui lamentarsi. Quello bancario in Italia è tra i settori meno competitivi e tra i più dipendenti da elargizioni pubbliche, dirette o indirette. Alla base di tutto stanno le fondazioni bancarie, un´anomalia tutta italiana, una risposta “furba” alle richieste europee di liberalizzazione del mercato del credito. Il trasferimento del capitale delle banche alle fondazioni negli Anni 90 ha infatti permesso l´abbandono solo apparente della proprietà pubblica …

Economia sommersa: 1/3 della ricchezza prodotta in Italia

“Economia sommersa: una delle questioni più allarmanti della vita del nostro Paese”. Così ha commentato il Vicepresidente dei senatori del PD Luigi Zanda, i dati illustrati da Giorgio Ruffolo e Elio Veltri nel corso di una conferenza stampa in Senato di presentazione del documento: “Economia sommersa, illegale e criminale Analisi e proposte”. Zanda ha aggiunto che “varie Autorità hanno descritto nel dettaglio le attività criminali, ma questa è una questione ancora sottovalutata per gli effetti che comporta”. Ha spiegato che “il documento illustrato riprende un eguale denuncia fatta 3 anni fa sempre da Veltri e Ruffolo che ci aggiorna su un fenomeno che in Italia rappresenta un terzo della ricchezza prodotta”. Impietosa è la fotografia scattata dai due studiosi che hanno sentito il bisogno di “offrire una valutazione complessiva di sintesi delle abnormi dimensioni raggiunte nel nostro Paese dall’economia sommersa, da quella illegale e criminale, da quella informale”. Il documento è stato elaborato senza alcuna indagine di polizia ma utilizzando dati e fonti aperte. “La liberalizzazione dei capitali, la diffusione delle tecnologie e la globalizzazione …

"Di sovrano in Europa c´è solo il debito", di Jean-Paul Fitoussi

Al principio fu la crisi finanziaria (2007-2008), le cui reali conseguenze si fecero sentire, come sempre in casi del genere, sull´attività e sull´occupazione, attraverso il crollo della domanda globale. La comunità internazionale, mobilitata dalle riunioni del G20, reagì giustamente, utilizzando tutti i mezzi per sostenere la domanda: politica monetaria espansiva e non convenzionale, rilancio budgetario. Fu grazie a questa reazione che il mondo evitò di sprofondare nella depressione. A posteriori, l´equazione si comprende facilmente. Per vari anni i mercati finanziari avevano sopravvalutato gli attivi, e incitato le famiglie e le imprese a indebitarsi. Quando i prezzi sono tornati a toccare terra, il settore privato si è reso improvvisamente conto di essersi indebitato oltre misura, dato che il valore del suo debito era rimasto immutato, mentre quello delle rispettive contropartite (azioni, immobiliare ecc.) stava crollando. Non c´era altra scelta che rientrare dal debito: per le famiglie riducendo i consumi, e per le imprese attraverso tagli di investimenti e manodopera. Ora, gli aggiustamenti di ognuna di queste due categorie si ripercuotono sull´altra, costringendola a ridurre ulteriormente la …

“Di sovrano in Europa c´è solo il debito”, di Jean-Paul Fitoussi

Al principio fu la crisi finanziaria (2007-2008), le cui reali conseguenze si fecero sentire, come sempre in casi del genere, sull´attività e sull´occupazione, attraverso il crollo della domanda globale. La comunità internazionale, mobilitata dalle riunioni del G20, reagì giustamente, utilizzando tutti i mezzi per sostenere la domanda: politica monetaria espansiva e non convenzionale, rilancio budgetario. Fu grazie a questa reazione che il mondo evitò di sprofondare nella depressione. A posteriori, l´equazione si comprende facilmente. Per vari anni i mercati finanziari avevano sopravvalutato gli attivi, e incitato le famiglie e le imprese a indebitarsi. Quando i prezzi sono tornati a toccare terra, il settore privato si è reso improvvisamente conto di essersi indebitato oltre misura, dato che il valore del suo debito era rimasto immutato, mentre quello delle rispettive contropartite (azioni, immobiliare ecc.) stava crollando. Non c´era altra scelta che rientrare dal debito: per le famiglie riducendo i consumi, e per le imprese attraverso tagli di investimenti e manodopera. Ora, gli aggiustamenti di ognuna di queste due categorie si ripercuotono sull´altra, costringendola a ridurre ulteriormente la …

"Occasione da non perdere", di Stefano Lepri

La recessione in cui l’economia italiana si trova non durerà a lungo: le parole del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco a Parma non annunciano nuove avversità, temperano invece il forte pessimismo con cui il 2012 era iniziato. Meno di un mese fa, il Fondo monetario internazionale aveva pronosticato al nostro Paese due anni di arretramento, e più grave nelle cifre. Nel frattempo sui mercati i rendimenti dei titoli del Tesoro sono scesi. Al momento, ci spiega la Banca d’Italia, ci troviamo fuori pericolo: la nostra finanza pubblica «è comunque su un sentiero sostenibile». Ciò non toglie che si debba fare di tutto per attenuare le difficoltà a cui andremo incontro in questa prima metà dell’anno. In questo momento, è cruciale il ruolo delle banche; più di quanto non appaia. Lo strumento principale con cui l’area dell’euro è stata tenuta insieme, e a parte la Grecia prende a rinsaldarsi, è l’operazione con cui la Banca centrale europea ha rifinanziato le banche per tre anni al tasso dell’1%, nelle cifre da loro desiderate. Secondo estremisti e …

“Occasione da non perdere”, di Stefano Lepri

La recessione in cui l’economia italiana si trova non durerà a lungo: le parole del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco a Parma non annunciano nuove avversità, temperano invece il forte pessimismo con cui il 2012 era iniziato. Meno di un mese fa, il Fondo monetario internazionale aveva pronosticato al nostro Paese due anni di arretramento, e più grave nelle cifre. Nel frattempo sui mercati i rendimenti dei titoli del Tesoro sono scesi. Al momento, ci spiega la Banca d’Italia, ci troviamo fuori pericolo: la nostra finanza pubblica «è comunque su un sentiero sostenibile». Ciò non toglie che si debba fare di tutto per attenuare le difficoltà a cui andremo incontro in questa prima metà dell’anno. In questo momento, è cruciale il ruolo delle banche; più di quanto non appaia. Lo strumento principale con cui l’area dell’euro è stata tenuta insieme, e a parte la Grecia prende a rinsaldarsi, è l’operazione con cui la Banca centrale europea ha rifinanziato le banche per tre anni al tasso dell’1%, nelle cifre da loro desiderate. Secondo estremisti e …

"Ici Chiesa, crescerà da 100 a 700 milioni I dubbi dei sindaci" di Bianca Di Giovanni

Sull’Ici sui beni della Chiesa e delle associazioni non profit l’intesa è quasi chiusa. La decisione italiana annunciata l’altroieri dal premier Mario Monti in una lettera al Commissario Ue Joaquin Almunia risponderebbe alle richieste europee, oltre che a quelle Vaticane. Il dato non è secondario: se l’Italia non avesse trovato una soluzione in tempi brevi, la procedura d’infrazione era data per certa. Se fosse scattata, su quegli immobili si sarebbe dovuto pagare anche retroattivamente. I Comuni avrebbero potuto richiedere l’Ici degli ultimi 5 anni. Meglio correre ai ripari. Così si è fatta strada la revisione dell’ultima norma (varata dal governo Prodi) che lasciava un’ampia zona grigia, esentando gli immobili «non esclusivamente commerciali». In sostanza il capovolgimento della norma originaria, che esentava gli immobili destinati ad attività non commerciali. È bastato l’avverbio «esclusivamente» per aprire una voragine. Il governo è pronto a presentare una correzione, probabilmente in un emendamento a un decreto fiscale che sarà varato il prossimo 24 febbraio. Il testo sembra tornare alla formulazione originaria, (esclusione dall’imposta degli immobili destinati ad attività non commerciali). …