Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Catricalà: "Gli ammortizzatori? Dobbiamo trovare i soldi", di Luigi Grassia

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio sulla proposta del ministro Elsa Fornero: «Non c’è nessun tesoretto» Elsa Fornero in una lettera alla Stampa invocava ieri una riforma profonda (ma anche veloce) del mercato del lavoro. Ma c’è un problema di soldi. «I fondi per i nuovi ammortizzatori vanno trovati», dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà: «Non abbiamo un’idea precisa di come finanziarli. Non ci sono tesoretti, non ci sono grandi disponibilità di bilancio». Circolano varie ipotesi: sull’idea di usare i risparmi derivanti dalla riforma delle pensioni, Catricalà osserva che «quei risparmi hanno già parecchie destinazioni». Si può sperare nei «buoni risultati da una lotta all’evasione fiscale, che ci consentirà di creare quel cosiddetto tesoretto che attualmente non c’è. Questo è bene che si sappia: la nostra è una politica di ristrettezze economiche». Un’altra reazione alla lettera della Fornero è arrivata in giornata da Susanna Camusso: secondo il segretario della Cgil, la riforma degli ammortizzatori sociali «deve allargare le tutele per tutti, non togliere a qualcuno per non dare quasi nulla agli altri. …

L’invasione degli edili «Vogliamo più tutele», di Jolanda Buffalini

È antico e smart il corteo unitario degli edili che si snoda dalla Bocca della verità al Colosseo, il primo di una giornata campale per Roma. Antico per i volti con l’abbronzatura del cantiere, le bandiere sindacali ed i fischietti, smart perché se smart-city significa sviluppo eco sostenibile e green-economy, inclusione sociale e interetnica, allora gli edili sono protagonisti: italiani e albanesi, tunisini, romeni, moldavi, africani dalla pelle nera, l’Italia dei lavori faticosi è la più integrata: il 23% del settore è straniero, tanti i delegati sindacali che hanno imparato l’italiano come seconda lingua. E nella loro piattaformac’è la crescita sostenibile, la riqualificazione energetica degli edifici, la messa in sicurezza delle scuole, non la cementificazione e il consumo del territorio. La loro è «una manifestazione di proposta non di protesta». E insieme ai sindacati di categorie ci sono Cgil, Cisl, Uil con i segretari generali, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti. Per dare più forza alle richieste di un settore che per uscire dalla crisi ha bisogno dell’impegno del governo: per sbloccare il patto di …

“Il lavoro non c’è più. Cresce ancora la disoccupazione”, di Massimo Franchi

Puntuale come la miseria. Ogni primo del mese, da un anno a questa parte, arriva la notizia del nuovo picco toccato dalla disoccupazione e, ancor di più, da quella giovanile. I record di ieri sono: 9,2 per cento di disoccupazione; 31,1 per cento di disoccupazione giovanile che si avvicina sempre di più alla fatidica quota “uno su tre”. Percentuali a parte, i dati netti fanno più impressione. Il numero dei disoccupati in Italia è pari a 2 milioni e 312mila e aumenta del 2,8 per cento rispetto a dicembre (64 mila persone in più). Su base annua l’aumento è addirittura del 14,1 per cento (286mila persone in più). Il tutto mentre l’occupazione, anche se timidamente, cresce: il tasso di occupazione è pari al 57,0 per cento, in aumento nel confronto congiunturale di 0,1 punti percentuali e di 0,2 punti in termini tendenziali, pari a 8mila persone in più. Ciò significa però che il numero di licenziamenti, rispetto ai mesi scorsi, ha iniziato a correre molto più velocemente. Ed è questo che denunciano i sindacati, senza …

"Il lavoro non c’è più. Cresce ancora la disoccupazione", di Massimo Franchi

Puntuale come la miseria. Ogni primo del mese, da un anno a questa parte, arriva la notizia del nuovo picco toccato dalla disoccupazione e, ancor di più, da quella giovanile. I record di ieri sono: 9,2 per cento di disoccupazione; 31,1 per cento di disoccupazione giovanile che si avvicina sempre di più alla fatidica quota “uno su tre”. Percentuali a parte, i dati netti fanno più impressione. Il numero dei disoccupati in Italia è pari a 2 milioni e 312mila e aumenta del 2,8 per cento rispetto a dicembre (64 mila persone in più). Su base annua l’aumento è addirittura del 14,1 per cento (286mila persone in più). Il tutto mentre l’occupazione, anche se timidamente, cresce: il tasso di occupazione è pari al 57,0 per cento, in aumento nel confronto congiunturale di 0,1 punti percentuali e di 0,2 punti in termini tendenziali, pari a 8mila persone in più. Ciò significa però che il numero di licenziamenti, rispetto ai mesi scorsi, ha iniziato a correre molto più velocemente. Ed è questo che denunciano i sindacati, senza …

“Perché colpiscono l’Unità e il sindacato”, di Paolo Nerozzi

Negli ultimi giorni si sono verificati due eventi su cui credo sia opportuno riflettere: la recente intervista dell’Ad di Fiat Sergio Marchionne sullo stato produttivo dell’azienda e la «sbullonatura» della bacheca dell’Unità alla Magneti Marelli. Due fatti apparentemente diversi, ma non del tutto dissimili.
Marchionne con la sua intervista al Corriere di fatto smentisce ed archivia il progetto di «Fabbrica Italia»: l’Ad di Fiat sostiene che «… abbiamo deciso di non parlare più di fabbrica Italia. Siamo l’unica azienda al mondo da cui si pretendono informazioni così di dettaglio… », rivendicando così la cacciata della Fiom dalla Fiat e non escludendo la chiusura di alcuni stabilimenti. E tutto ciò senza che i sindacati firmatari dell’accordo, che aveva quale premessa gli investimenti, trovino il modo di far sentire la loro voce e senza una presa di posizione netta da parte del Governo che vede mettere in discussione una parte fondamentale della produzione industriale del nostro Paese. Né un accenno sulla politica industriale di questo Paese, né un richiamo all’esigibilità degli accordi (per dirla come Marchionne) o alla …

"Perché colpiscono l’Unità e il sindacato", di Paolo Nerozzi

Negli ultimi giorni si sono verificati due eventi su cui credo sia opportuno riflettere: la recente intervista dell’Ad di Fiat Sergio Marchionne sullo stato produttivo dell’azienda e la «sbullonatura» della bacheca dell’Unità alla Magneti Marelli. Due fatti apparentemente diversi, ma non del tutto dissimili.
Marchionne con la sua intervista al Corriere di fatto smentisce ed archivia il progetto di «Fabbrica Italia»: l’Ad di Fiat sostiene che «… abbiamo deciso di non parlare più di fabbrica Italia. Siamo l’unica azienda al mondo da cui si pretendono informazioni così di dettaglio… », rivendicando così la cacciata della Fiom dalla Fiat e non escludendo la chiusura di alcuni stabilimenti. E tutto ciò senza che i sindacati firmatari dell’accordo, che aveva quale premessa gli investimenti, trovino il modo di far sentire la loro voce e senza una presa di posizione netta da parte del Governo che vede mettere in discussione una parte fondamentale della produzione industriale del nostro Paese. Né un accenno sulla politica industriale di questo Paese, né un richiamo all’esigibilità degli accordi (per dirla come Marchionne) o alla …

“Giovani donne co.co.pro le meno pagate d’Italia”, di Claudio Tucci

Poco più di 5mila euro tra gli uomini. Che salgono addirittura a 6.800 euro se si mettono a confronto le retribuzioni medie annue di una lavoratrice dipendente e di una collaboratrice a progetto. A tanto ammonta la differenza (media annua) tra la busta paga di un co.co.pro. e un collaboratore coordinato e continuativo e quella di un lavoratore dipendente. Una forbice, ha sottolineato l’Isfol, presentando ieri i primi risultati di un progetto di ricerca sul lavoro parasubordinato basato su dati Inps 2010, che penalizza soprattutto le donne e i più giovani. Nella fascia d’età sotto i 24 anni infatti il gap salariale tra un parasubordinato e un occupato dipendente tocca quota 8.221 euro (vale a dire la differenza tra gli 11.400 euro medi annui di un dipendente e i 3.179 euro di un co.co.pro. e un collaboratore coordinato e continuativo). «Una situazione che per le lavoratrici diventa paradossale», ha commentato il direttore generale dell’Isfol, Aviana Bulgarelli. «Le donne hanno in genere tassi di istruzione più elevati degli uomini. E invece sul fronte salariale continuano a …