Tutti gli articoli relativi a: lavoro

Pulizia nelle scuole, scongiurati (per ora) i licenziamenti

Soddisfazione degli on. Ghizzoni e Santagata del Pd: “Gli appalti sono stati prorogati. fino al 30 giugno 2011. Sospiro di sollievo per una settantina di potenziali esuberi” “Gli addetti di ditte appaltatrici di pulizia nelle scuole di Modena, Carpi e Sassuolo possono, per ora, tirare un sospiro di sollievo. Gli appalti sono stati prorogati fino al 30 giugno 2011. Per una settantina di potenziali esuberi nella provincia di Modena, l’ipotesi di licenziamento è scongiurata anche se solo per qualche mese”. Questo il commento degli on. Manuela Ghizzoni e Giulio Santagata del Pd che nei giorni scorsi hanno lavorato assieme alle parti sociali per approdare ad una soluzione positiva della vicenda, che nel modenese coinvolge 160 lavoratori nelle scuole materne, primarie e superiori. Gli addetti alle pulizie sono stati protagonisti, nel dicembre scorso, di scioperi, presidi davanti alla Prefettura e di una simbolica “pulizia” della Preda ringadora. I due parlamentari modenesi giudicano positivamente il risultato raggiunto ieri presso il Ministero dell’Istruzione “poiché – dicono – si è evitato il licenziamento immediato di ben 13 mila lavoratori …

"Inseguire i Paesi emergenti tagliando gli stipendi è sbagliato meglio qualità e innovazione", di Fabio Gambaro

La base della crisi. Il silenzio delle vittime. Da quando è iniziata la crisi ha sempre prevalso il silenzio delle vittime, questa volta le vittime non sono state zitte. «Nonostante la sconfitta oggettiva di chi si è opposto all´accordo su Mirafiori, quel 46% di voti contrari è un importante segnale della resistenza del mondo operaio italiano». Alain Touraine giudica i risultati del referendum alla Fiat di Torino, che «nella situazione di decomposizione politica del paese mostrano la vitalità dei lavoratori e la loro capacità di mobilitarsi. «Il celebre sociologo francese, autore di molti saggi tra cui “La globalità e la fine del sociale” e “Après la crise” (appena uscito in Francia da Seuil), lo sottolinea, dal suo ufficio alla prestigiosa École des Hautes Études en Sciences Sociales: «Il no di quasi la metà dei lavoratori sarà anche un appello disperato, come sostiene qualcuno, ma mostra che è possibile provare a difendere gli interessi dei lavoratori, anche sullo sfondo di un contesto estremamente sfavorevole e con il rischio reale di perdere il posto di lavoro. In …

"A Mirafiori non basta il sì", di Cesare Damiano

Sull’accordo di Mirafiori i lavoratori si sono espressi. Il sì ha vinto a denti stretti prevalendo di poco tra gli operai (9 voti) e con un largo consenso tra gli impiegati ed i quadri. Per molti lavoratori – davanti al bivio della promessa di investimenti futuri o della minaccia di una chiusura immediata – più che di una scelta convinta si è trattato di una scelta obbligata, come ha riconosciuto lo stesso Marchionne. Credo sia un bene che, nonostante tutto, il sì abbia prevalso. Adesso, per le prospettive strategiche degli stabilimenti torinesi della Fiat e per il futuro dell’industria automobilistica italiana, si apre una pagina nuova che richiede alle parti in campo responsabilità e misura. Anche nel giudicare atteggiamenti e comportamenti dei protagonisti dello scontro. Ritengo sbagliato, come qualcuno anche nel Pd in questi giorni ha fatto, gridare acriticamente viva Marchionne: l’amministratore delegato della Fiat, con le sue scelte, non può certo essere preso a modello. (Non dimentichiamo, al riguardo, i viva Calearo che molti nel partito hanno intonato nel recente passato: pur trattandosi di …

"Effetto Fiat. Picconate sul contratto nazionale", di Luigina Venturelli

Eccolo, infine, il tanto annunciato e temuto «effetto valanga» scatenato da Marchionne sulle relazioni industriali italiane: un contratto aziendale alternativo a quello nazionale, che consenta alle imprese di qualsiasi settore di prescindere dalla normativa generale senza accollarsi la scocciatura di uscire, anche solo temporaneamente, da Confindustria. LA PROPOSTA DI SANTARELLI Gli osservatori più accorti l’avevano previsto mesi fa, alle prime battute della vertenza Pomigliano. Adesso la cancellazione del contratto nazionale di lavoro come cornice obbligatoria di diritti e doveri, valida dalle Alpi alla Sicilia, è stata messa nero su bianco, pensata da Federmeccanica e subito convalidata dalla presidente di Confindustria. L’idea allo studio è quella di riformare il modello contrattuale del 2009 prevedendo la possibilità che «il contratto aziendale sia sostitutivo di quello nazionale» e non più solo integrativo. Per le industrie meccaniche, ma non solo. Emma Marcegaglia l’ha definita «una «proposta immediata e tempestiva di modernizzazione», citando il solito modello Germania ed aprendo all’alternatività del contratto nazionale in tutti i settori produttivi: «È una possibilità». «Stiamo facendo un ulteriore passo avanti rispetto al sistema …

Marchionne e la Fiat "L´accordo non si tocca darò gli utili agli operai", di Ezio Mauro

Dottor Marchionne, lei ha vinto il referendum, ma mezza fabbrica le ha votato contro. Eppure era in ballo il lavoro, il posto, il destino di Mirafiori. Si aspettava questo risultato?«Io so che il progetto della Fiat è passato, perché ha convinto la maggioranza. Questo è ciò che conta. Per il resto, chi è stato qui con me fino alle tre e mezza di notte, venerdì, sa che non ho mai dato il risultato per scontato. Anzi, le confido una cosa. Quando me ne sono andato a casa per provare a dormire (poi sono stato sveglio fino alle sei e mezza del mattino) ho lasciato sul tavolo due comunicati. Uno se prevaleva il sì. L´altro se vinceva il no». E davvero in caso di sconfitta la Fiat sarebbe andata via da Mirafiori? «Non c´è alcun dubbio. E non certo per una ridicola rivincita. Semplicemente, non avremmo avuto altra scelta». Ma si possono mettere i lucchetti ad una fabbrica per una sconfitta sindacale, e non per una legge di mercato? «Ma lei sa quanta legge di mercato …

"Rappresentanza sindacale,il Pd accelera in Parlamento", di Laura Matteucci

La risposta della Cisl non s’è fatta attendere: «La proposta della Cgil su democrazia e rappresentanza sembra più mirata alla soluzione di un problema interno di organizzazione che a trovare una base proficua per un accordo interconfederale, di cui la Cisl conferma la opportunità ed urgenza». Chiude così la segreteria della confederazione guidata da Raffaele Bonanni dopo la lettera della Cgil inviata ieri a Cisl e Uil, con cui si chiedeva di intervenire sulla proposta di riforma della rappresentanza sindacale approvata al direttivo di sabato. Ma intanto anche la politica tenta l’accelerazione. Il pd sta lavorando in Senato per unificare le sue proposte in materia, quella che ha come primo firmatario Paolo Nerozzi e quella di Pietro Ichino, e già settimana prossima potrebbe presentare il documento definitivo di sintesi. Ricomporre le fratture esplose con la vicenda Fiat e con un accordo Mirafiori che, a bocce ferme, lascia fuori dalla fabbrica la Fiom Cgil, ovvero uno dei sindacati più rappresentativi, diventa urgente. Tanto più che, alla richiesta della Fiom di riaprire la trattativa dopo un referendum …

"Precari, solo una settimana per i ricorsi contro le aziende", di Luisa Grion

Basta una raccomandata per far partire la procedura, poi ci saranno 270 giorni per portare le carte in tribunale. Tra i 100 e i 150 mila dipendenti pubblici e privati interessati agli effetti della norma del collegato lavoro. Se siete lavoratori precari e vi state chiedendo se fare o non fare causa all´azienda che in passato vi ha assunto con contratti irregolari, parlate ora o tacete per sempre. Avete sei giorni di tempo a partire da oggi per decidervi. Anzi di meno, perché la deadline è fissata per il 23 gennaio, domenica prossima, giorno festivo. Così prevede la norma del «collegato lavoro» dedicata ai tempi per impugnare un contratto a tempo determinato scaduto. L´articolo in questione (numero 32), ribattezzato dai sindacati «tagliola anti-precari», stabilisce infatti che a partire dal giorno dell´entrata in vigore della legge (il 24 novembre scorso) i lavoratori che vogliono contestare un contratto a termine, un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co) o a progetto (co.co.pro), hanno sessanta giorni di tempo per passare ai fatti. Dopo la contestazione non sarà più …