Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"La riforma della rappresentanza,la nuova sfida aperta dalla Cgil", di Luigina Venturelli

Se la prima fase della partita si è appena chiusa con il referendum di Mirafiori, la seconda si apre oggi con la presentazione a Cisl e Uil della proposta Cgil sulla rappresentanza sindacale. In giornata, sulle scrivanie dei leader confederali che hanno firmato l’accordo separato, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, arriverà il documento su cui scommette la segretaria generale di Corso Italia, Susanna Camusso. Non solo per ricomporre le fratture generate dalla vertenza Fiat, assicurando così alla Fiom la possibilità di rientrare nella fabbrica torinese,ma anche per prevenire la reazione a catena che la strategia Marchionne potrebbe generare in altre aziende, del settore metalmeccanico e non. LA PROPOSTA CGIL La bozza approvata dal direttivo di sabato scorso prevede, tra l’altro, la soglia del 5% (calcolato tra numero di iscritti e voti ottenuti nelle elezioni Rsu) per considerare rappresentativo un sindacato, la verifica tra i lavoratori a trattativa aperta in caso di contrasti tra i negoziatori, e il ricorso al referendum vincolante per superare il permanere del dissenso tra le diverse sigle. L’obiettivo, ha spiegato Camusso, …

"La classe operaia deve tornare in Paradiso", di Eugenion Scalfari

Anzitutto l’aritmetica. A Mirafiori ha votato il 94 per cento dei dipendenti, 5.136, tra i quali 441 impiegati, capireparto e capisquadra. Le tute blu, cioè gli operai veri e propri, erano dunque 4.660 in cifra tonda. I «sì» all’accordo sono stati il 54 per cento e i «no» il 46 per cento. Al netto del voto impiegatizio i «sì» hanno vinto per 9 voti, due dei quali contestati. Marchionne aveva dichiarato che per andare avanti doveva avere almeno il 51 per cento. Con il voto dei colletti bianchi lo ha avuto, ma senza quel voto no: ha avuto il 50 più nove voti (o sette), per arrivare al 51 gli mancano 41 voti. Questa è l’aritmetica, che ovviamente non dice tutto ma dice già abbastanza. Dice cioè che la situazione di Mirafiori che esce da questa votazione sarà assai difficilmente governabile tenendo soprattutto presente che una parte notevole dei «sì» ha votato di assai malavoglia e molti l’hanno esplicitamente dichiarato. Ed ora una prima domanda alla quale, oltre che Marchionne, dovrebbero rispondere i dirigenti Cisl, …

“Fiom discuta con noi su come restare dentro la fabbrica”, intervista a Susanna Camusso di Roberto Giovannini

Una fabbrica non è una partita di pallone, non vince chi fa più gol. Hanno prevalso i sì, ma credo vada valutato che per gestire Mirafiori è stata scelta la strada del comando autoritario. E nessuno mi convincerà mai che l’autoritarismo sia più efficace, in termini di qualità, di condizioni decise in modo consensuale». Susanna Camusso, la Cgil riconosce il risultato del referendum? «Certo: avevo chiesto di votare, indicando il no. Ma riconoscere il risultato significa capire che il progetto della Fiat non ha raccolto il consenso degli operai. Nel voto operaio la distanza tra i sì e i no è di nove voti, e se si osserva il voto al montaggio e alla lastratura, la cui vita è direttamente cambiata dall’accordo ad excludendum, il no prevale nettamente». Eppure, hanno prevalso i sì. E’ una sconfitta della Fiom? «Continuo a pensare che quando si perde c’è una quota di responsabilità propria: è la lezione di Di Vittorio. Bisogna però riconoscere alla Fiom di aver fatto un straordinario lavoro a sostegno del no, mettendoci faccia, iniziativa …

Mirafiori, Bersani: "FIAT mantenga gli impegni. Ora rispettare l'accordo"

54% dei voti per il sì all’accordo contrattuale. Il segretario PD: “Ora nuove regole per rappresentanza e partecipazione. Mirafiori non esaurisce il problema auto in Italia, il governo deve intervenire con una politica industriale”. Fassina: “Aprire il confronto, il governo convochi le parti”. I commenti degli esponenti PD La lunga notte del referendum sull’accordo contrattuale si chiude con la vittoria del sì: dopo uno scrutinio durato circa 9 ore, con un vero e proprio testa a testa, l’accordo su Mirafiori è stato approvato con il 54% di voti favorevoli. Decisivo il voto degli impiegati. Al voto, iniziato con il turno delle 22 di giovedì, hanno partecipato 5.119 lavoratori, oltre il 94,2% degli aventi diritto. Il sì ha ottenuto 2.735 voti, pari al 54,05%. A votare no sono stati invece in 2.325 (45,95%), 59 le schede nulle e bianche. Nei primi seggi scrutinati, quattro del reparto montaggio e uno della lastratura, dove la Fiom è tradizionalmente forte, ha prevalso il no. Poi la situazione si è rovesciata: al seggio 5, quello degli impiegati, su 449 iscritti …

«Scuola: Class action dei precari. Già 17 mila adesioni», di A.Mig.

I precari della scuola si preparano a portare in tribunale lo Stato, aiutati dalla Cgil, che sta promuovendo una apposita vertenza, e dal Codacons, che prepara una vera e propria class action ROMA – I precari della scuola si preparano a portare in tribunale lo Stato, aiutati dalla Cgil, che sta promuovendo una apposita vertenza, e dal Codacons, che prepara una vera e propria class action. Obiettivo: garantire un contratto a tempo indeterminato dopo anni di supplenze e sostituzioni a termine. Una recente sentenza del tribunale di Siena ha imposto la trasformazione di un contratto a tempo determinato di un’insegnante in servizio da più anni sullo stesso posto in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. E questo non è stato l’unico caso in cui i giudici hanno dato ragione ai precari Ora potrebbero scattare una valanga di ricorsi. Il Codacons ha dato tempo ai docenti di aderire (gratuitamente) alla propria class action entro il 22 gennaio, termine entro il quale, in base al Collegato lavoro, è possibile impugnare l’ultimo contratto di lavoro per chi …

A Mirafiori vince il sì con il 54,1% dei voti. La lunga notte dello stabilimento Fiat»*

L’accordo tra Fiat e sindacati per il rilancio dello stabilimento di Mirafiori è stato approvato con il 54% dei sì. Lo rivela l’Ansa citando fonti sindacali. L’accordo era stato firmato da Fim, Uilm, Fismic e Ugl mentre non hanno firmato l’intesa la Fiom e i Cobas. I voti favorevoli all’accordo – riferiscono fonti sindacali – sono stati 2.736 (il 54,05%) mentre i voti contrari all’intesa sono stati 2.326 (il 45,95%). Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi intervistato al Gr2 ha commentato: «L’esito del referendum apre un’evoluzione nelle relazioni industriali soprattutto nelle grandi fabbriche che dovrebbe consentire un migliore uso degli impianti e effettiva crescita dei salari». Affluenza record alle urne delle carrozzerie di Mirafiori: ha votato il 96% degli aventi diritto. La percentuale è più alta di quella che fu registrata nel referendum per Pomigliano (95%). La Commissione elettorale ha precisato che il numero di votanti è stato di 5213 sui 5431. Lo spoglio è iniziato poco prima delle 21.30. Il referendum è passato sul filo di lana. Dopo quasi 10 ore di scrutinio, nei …

«Il patto diseguale», di Massimo Giannini

La vera sfida di Mirafiori comincia adesso. Sapremo solo a notte fonda l´esito del referendum . Ma quando il nuovo paradigma della modernità impone una riscrittura così radicale del patto tra Capitale e Lavoro, rifondandolo sullo scambio disuguale e asimmetrico tra un salario e il nulla, l´esito sembra scontato. «Vinceranno i sì, anche se in molti avrebbero preferito votare no», era la previsione della vigilia. I primi voti scrutinati danno un risultato diverso, con i sì e i no in bilico intorno al 50%. Già questo sarebbe un risultato clamoroso, che potrebbe far saltare tutti gli scenari. Con la sua consueta, lapidaria schiettezza, l´amministratore delegato del Lingotto Sergio Marchionne aveva spiegato la sua linea: se prevalgono i sì andiamo avanti con l´investimento e diamo una scossa all´Italia, se prevalgono i no ce ne torniamo a festeggiare a Detroit e ce ne andiamo a fare auto in Canada. Una posizione «win-win»: io vinco comunque. La realtà è assai più complessa. In attesa di capire l´esito della consultazione, qualcosa si può dire subito. Su due punti fondamentali: …