Tutti gli articoli relativi a: lavoro

“Chi gioca coi salari”, di Chiara Saraceno

Piuttosto che trastullarsi con l´idea delle gabbie salariali il governo dovrebbe intervenire sulla indegnità di “gabbie territoriali di beni pubblici”, di cui è non marginale responsabile anche il ceto politico locale, presente e passato, spesso con l´uso improprio (clientelare) della Cassa per il Mezzogiorno. Lo stesso ceto che, in barba non solo alle gabbie salariali, ma anche ad ogni criterio di produttività, si assegna lauti compensi per il proprio malgoverno senza che nessuno pensi autorevolmente di intervenire. Dopo i sindacati, anche Confindustria ha osservato che già ora i salari ufficiali sono differenziati per ambito territoriale, anche dopo l´abolizione delle gabbie salariali: perché le aziende più grandi, dove i salari sono in media più alti, sono più diffuse al Nord e perché qui è anche più diffusa la contrattazione aziendale. Viceversa, aggiungo io, al Sud è più diffusa, soprattutto nelle piccole aziende, la pratica di distinguere tra busta paga ufficiale e salario effettivo, con il secondo più o meno sostanziosamente più basso del primo. Fosse solo per questi motivi, non si capisce la ragione per cui …

“Innse, 5 operai su una gru. Ma la soluzione non c’è”, di Giuseppe Vespo

Sospesi a oltre dieci metri di altezza su una gru all’interno del capannone. Così hanno passato la notte e la giornata di ieri i quattro operai della Innse di Milano e il funzionario Fiom che intorno alle 11,30 sono riusciti ad entrare nell’officina di via Rubattino presidiata da polizia e carabinieri. Lì, per aria, Vincenzo, Massimo, Luigi, Fabio e Roberto, resteranno fino a quando verrà fermato lo smantellamento dell’officina, iniziato domenica dopo il blitz delle forze dell’ordine che ha permesso agli operai chiamati dal proprietario della fabbrica, Silvano Genta, di entrare nello stabilimento per smontare le macchine, alcune delle quali già vendute a due società. intervenga Berlusconi Ieri pomeriggio i lavoratori e il sindacato hanno respinto la proposta arrivata dalla prefettura milanese, che invitava a una tregua di qualche giorno. Una proposta ritenuta «insufficiente»: «Siamo determinati a resistere», hanno fatto sapere gli operai. Così il leader della Fiom, Gianni Rinaldini, ha rilanciato, chiamando in causa Berlusconi affinché intervenga direttamente per fermare lo smantellamento, far allontanare le forze dell’ordine dal presidio degli operai di via Rubattino …

“Laureati e operai. 700 mila giovani fuggiti dal Sud”

Usano i trolley invece delle valigie di cartone chiuse con lo spago. Ma gli emigranti continuano a lasciare il Sud Italia in cerca di lavoro e fortuna al Nord. I flussi migratori all’interno dell’Italia non sono insomma materia da libri sulla demografia degli anni Cinquanta. La situazione che emerge dal Rapporto Svimez presentato ieri a Roma non lascia dubbi sul fatto che giovani, adulti, laureati e disoccupati continuano a lasciare paesi e città del Sud per trovare una collocazione al Nord. Ed è un vero e proprio esodo quello che ha visto 700 mila persone scegliere l’emigrazione negli ultimi dieci anni, 122 mila solo l’anno scorso. Emigrano operai e brillanti laureati. Un dato che induce al pessimismo è proprio quello relativo a chi ha conseguito una laurea a pieni voti: nel 2004 partiva il 25% dei laureati meridionali con votazione massima; dopo tre anni la percentuale è schizzata al 38%. Difficile ipotizzare un’inversione di rotta in queste condizioni. Alla fine forse poco importa che, come rileva il rapporto, chi emigra riesca ad avere stipendi più …

“Badanti e colf, ok con forfait di 500 euro il permesso sospende il reato di clandestinità”, di Alberto Custodero e Vladimiro Polchi

Pronta la bozza Maroni-Sacconi. Devono essere dipendenti almeno da aprile 2009. Ogni famiglia potrà regolarizzare una colf e due badanti, clandestine, comunitarie o italiane, a patto che dimostri di averle alle proprie dipendenze almeno dal 30 marzo 2009. La denuncia dell’esistenza del rapporto di lavoro “sommerso” potrà essere fatta dal 1 al 30 settembre. Per il lavoro domestico, basterà una autocertificazione, per quello di assistenza, bisognerà produrre i certificati medici che dimostrino le patologie o gli handicap di cui soffrono i familiari. Sono, questi, i punti fondamentali della “bozza” preparata dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, e da quello dell’Interno, Roberto Maroni, per risolvere il caso dell’oltre mezzo milione di persone, quasi tutte clandestine, che lavora in nero nelle famiglie italiane. Chi dichiara di avere un “abusivo” da tre mesi pagherà un contributo forfettario di 500 euro per ogni lavoratore. Coloro che si avvalgono di un assistente domestico in nero e irregolare da più di tre mesi, dovranno pagare i contributi previdenziali arretrati con gli interessi, ma non le multe e le sanzioni. La bozza …

“Disoccupazione, prepariamoci al picco” di Nicola Cacace

Al di là dell’arrivo della ripresa la mia prima preoccupazione è la disoccupazione che continuerà ad aumentare nel 2010 perché c’è un divario temporale tra l’inizio della ripresa ed il picco della disoccupazione». Così Strauss-Kahn, direttore del Fondo monetario, all’Aquila. Infatti anche nel periodo della «Grande depressione» la disoccupazione in America e in Europa toccò il picco un paio di anni dopo, nel 1932 quando una timida ripresa era già avviata. Nel I trimestre 2009 il Pil di Eurolandia è sceso del 2,5% rispetto all’ultimo trimestre 2008, lasciando presagire un calo del Pil superiore al 5% stimato sinora, mentre ad aprile la disoccupazione è aumentata di 560mila unità in un mese, portando a 21 milioni i disoccupati in Europa, disoccupazione 9,2%. Agli estremi della scala ci sono l’Olanda, col 3% di disoccupati e la Spagna col 18%, mentre Italia e Germania sono in media europea. Queste grandi differenze nei tassi di disoccupazione, in presenza di cali produttivi analoghi – il Pil nel I trimestre è sceso rispetto al IV del 2% in Spagna, del 2,4% …

“Precari, un’altra bocciatura”

La Corte Costituzionale si avvia a dichiarare l’illegittima la cosiddetta norma anti-precari – art. 4 bis del decreto legislativo 368 del 2001 – adottata con la manovra dell’agosto 2008 per arginare gli effetti dei numerosi ricorsi dei lavoratori a termine nelle Poste. Secondo l’Ansa, questa decisione è stata presa nelle ultime camere di consiglio della Consulta e verrà motivata nei prossimi giorni. La norma sarebbe viziata di essere irrazionale e in contrasto con il principio di uguaglianza (art. 3 della Costituzione). L’articolo 4bis, quello incriminato, prevede che, in caso di violazione delle leggi in materia di contratto di lavoro, “al lavoratore con un giudizio pendente alla data del 22 agosto 2008 non spetti l’assunzione a tempo indeterminato e il risarcimento delle retribuzioni maturate bensì un indennizzo di importo compreso tra un minimo di 2,5 e un massimo di sei mensilità dell’ultima busta paga”. La discrepanza di trattamento è evidente per chi decidesse di fare ricorso giudiziario dopo il 22 agosto termine oltre il quale il diritto all’assunzione non verrebbe toccato. Di fatto a situazioni identiche …

“Scienza, imprese, turismo. L’Italia che non ti aspetti”, di Giangiacomo Schiavi

Made in Italy, si dice. Ma si può chiamare anche così: qualità, tradizione, storia, fantasia, arte, creatività. Vale molto nel mercato globale l’etichetta di un Paese che riesce a dare il meglio nei momenti difficili, ma forse non conta abbastanza in un Paese che appare (troppo spesso) scontento di sé. Eppure c’è un Italia che colleziona primati e produce talenti, un Italia che va, che resiste, un’Italia di tante eccellenze non promosse, non raccontate, che si aggiungono a quelle conosciute e abbondantemente segnalate. Bisognerebbe narrare di più e meglio luoghi e territori dove le bellezze ambientali e l’arte si integrano con la capacità di produrre quelle cose che piacciono al mondo, i tessuti, la moda, il design, l’artigianato sapiente e l’inventiva tecnologica, per imparare a conoscere meglio i segreti del lungo miracolo italiano, quello che ha resistito alla sfida cinese e oggi combatte con la crisi mondiale. E ci vorrebbe un altro Fai, oltre a quello benemerito che ha ridato splendore al patrimonio artistico dimenticato dimostrando che ambiente e cultura sono anche una risorsa economica, …