Tutti gli articoli relativi a: lavoro

Anna Maria Artoni, presidente degli industriali dell´Emilia Romagna: “Chiudono molte piccole imprese ora più fondi alle infrastrutture”, di Roberto Mania

«Lo scenario è preoccupante – dice Anna Maria Artoni, presidente degli industriali dell´Emilia Romagna -. Molte piccole aziende rischiano di non avere i soldi necessari per riprendere l´attività a settembre». Eppure anche il presidente della Banca centrale americana, Ben Bernanke, ha espresso un moderato ottimismo sulla fine della crisi. Lei non condivide questa analisi? «È vero che ci sono segnali positivi in Francia, in Germania e negli stessi Stati Uniti, ma non si può ancora dire altrettanto per l´Italia. Noi siamo entrati in ritardo in questa crisi, ne usciremo dopo e anche a una velocità più bassa rispetto agli altri. Eravamo quelli che crescevano di meno nella fase pre-crisi e la possibilità di trovarci con gli stessi difetti è molto alta». Non crede invece, come sostiene il presidente Berlusconi, che usciremo “più forti” dalla recessione proprio grazie al nostro modello di capitalismo? «È vero che il nostro “provincialismo” da questo punto di vista ci ha salvati e ci ha fatto soffrire meno. Ma con un crollo dei fatturati, alcuni nell´ordine del 40, 50 per cento, …

“J’accuse della CGIL: altro che ripresa Un milione di posti di lavoro a rischio”, di Bianca Di Giovanni

In primavera finirà la cassa integrazione per centinaia di migliaia di lavoratori. L’emergenza lavoro resta. Sindacati d’accordo, ma ancora divisi sull’unità. Consumatori: se manca il lavoro, diminuiranno anche i consumi. Dopo le stime rosee di Ben Bernanke, arrivano i numeri – nudi e crudi – sull’economia italiana. «La dinamica negativa del Pil, con un -6% nel 2009, ed il passaggio del tasso di disoccupazione dal 6,3% al 9,4% quest’anno ed al 10,3% nel 2010 comporta tra gli 800mila ed un milione di posti di lavoro a rischio sino alla metà dell’anno prossimo». A sfornare le cifre è il segretario confederale della Cgil Agostino Megale sulla base delle stime dell’Ires, Istituto di ricerche economiche. L’altroieri dal simposio dei governatori centrali di Jackson Hole erano filtrati annunci cautamente positivi, mentre l’Ocse faceva sapere che di lì a poco avrebbe rivisto in positivo le stime di crescita. Ma un conto sono le percentuali, i trend, le slide, altro è la realtà del dopo recessione. Per lavoratori e imprese vuol dire ancora sofferenza, ancora rischi altissimi di perdere tutto. …

“Sanatoria con moduli fantasma”, di Angela Manganaro

«La sensazione è che i datori siano ancora al mare: leggono i giornali, ascoltano la tv, stanno cercando di capire come si fa. Gli immigrati prendono informazioni con il passaparola, l’amico, molti vengono qui. Credo che sarà una cosa imponente». La previsione di Maurizio Crippa, responsabile immigrazione della Camera del lavoro di Milano, si basa sul fatto che nell’ultima settimana ha contato un centinaio di lavoratori irregolari al giorno in cerca di notizie sulla sanatoria di colf e badanti. La Cgil di Porta Vittoria è un buon punto di osservazione: per il decreto flussi 2007 che fissava il limite di 170mila posti in tutto il paese (65mila solo per colf e badanti), ha inoltrato al sito del Viminale «80mila pratiche». Calma piatta agli sportelli Sarà forse una cosa imponente – il ministero dell’Interno calcola tra le 500mila e le 750mila domande che porterebbero nelle casse dello stato 1,6 miliardi nel primo anno di lavoro – ma per ora agli sportelli è calma piatta. Ieri era il primo giorno in cui poteva essere pagato il forfait …

“Temiamo nuovi blitz agostani. Lavoro, la Fiom lancia l’allarme”, di Valerio Ceva Grimaldi

Concluso positivamente il caso Innse, il leader Gianni Rinaldini guarda al futuro dell’industria italiana. Con apprensione per le nuove vertenze. «Ma la riconversione ecologica delle produzioni è una priorità». «La vertenza della Innse si è conclusa positivamente. Ma quest’esperienza ci dice che, in queste situazioni, non esiste una sola modalità di lotta. Bisogna considerare la situazione che ti trovi di fronte e i tuoi obiettivi. La priorità, comunque, è salvaguardare l’unità dei lavoratori. E fare attenzione alle nuove vertenze». Poche ore dopo la soluzione del caso dell’Innse, il segretario nazionale della Fiom Cgil, Gianni Rinaldini, parla con Terra. E pensa al dopo. Alle emergenze dimenticate dai media. Alle nuove forme di lotta e alle opportunità, concrete, fornite dalla riconversione delle tecniche di produzione. «Alla Innse sono saliti sul carro gru – ricorda – perché non c’erano altre forme di protesta percorribili. A Melfi fu usata un’altra modalità: il blocco dei cantieri». La flessibilità applicata alle forme di lotta. Ma in giro per l’Italia ci sono anche altri casi, di cui però nessuno parla. «Prendiamo la …

Epifani: “È stata una bella pagina di lotta chi criticava si deve ricredere” , di Roberto Petrini

E’ stata una protesta assolutamente pacifica, anzi i rischi li hanno corsi i lavoratori. Non siamo in Francia. Il leader della Cgil: molte aziende resistono, ma c´è chi approfitta della crisi per tagliare. L´Innse, un´azienda sostanzialmente sana rischia di chiudere i battenti lasciando sul lastrico i suoi dipendenti. Così un sindacalista della Fiom e alcuni operai, si asserragliano su una gru, dopo otto giorni la spuntano, arriva un compratore e il posto di lavoro è salvo. Come giudica questa vicenda il segretario generale della Cgil? Una vittoria? Un campanello d´allarme? «E´ una vittoria di questi lavoratori – risponde Guglielmo Epifani – perché hanno creduto nella propria lotta e hanno avuto argomenti forti da spendere. Sono stati costretti ad una forma di protesta dura e pericolosa ma alla fine hanno avuto ragione. Molti li hanno derisi e hanno avuto torto: Innse era un´azienda che aveva un futuro. Bisognerebbe dare atto a questi lavoratori del loro comportamento, come pure all´azione della Fiom, che spesso viene dipinta come un sindacato radicale, e che invece ha dimostrato che si …

Contro le gabbie con tutte le forze. Epifani: “Non escludo lo sciopero generale”.Sì alla fiscalità di vantaggio nelle aree disagiate”, di Antonella Rampino

Sostiene Guglielmo Epifani che, nonostante il coro di no, «la Lega non demorderà dalle gabbie salariali». Il gran capo della Cgil è contrario perché, dice, «a parte il fatto che le gabbie salariali esistono già, è come voler tornare ai dialetti: che idea di Paese ha la Lega? Il bergamasco invece dell’inglese, la busta paga di Castrovillari piuttosto che quella di Lodi, quando per guardare avanti bisognerebbe conoscere il cinese, e progettare il salario europeo». Però, Epifani, quelle gabbie salariali che oggi forse l’Europa ci boccerebbe l’Italia una volta ce le aveva… «Infatti, quelle della Lega sono parole d’ordine regressive. Di gabbie salariali in Italia, di fatto, ce ne sono già quattro. Sono le grandi diseguaglianze tra lavoratori del Nord e lavoratori del Sud, perché un occupato del settore privato del Sud guadagna il 20-25 per cento in meno rispetto a un lavoratore del Nord. E poi anche le differenze tra lavoro maschile e femminile, nell’ordine del 15-20 per cento. C’è poi una terza gabbia salariale che è quella del lavoratore italiano e un immigrato, …

“Sarebbe una scala mobile locale”, intervista a Cesare Damiano

“Sembra che il governo abbia già dimenticato di aver firmato solo pochi mesi fa a Palazzo Chigi un accordo sul modello contrattuale con le parti sociali, esclusa la Cgil, per legare le retribuzioni a fattori come la produttività e i risultati economici”. Cesare Damiano, responsabile del lavoro del Pd, boccia senza mezzi termini l’ipotesi del governo di stabilire differenziali salariali in base al costo della vita tra Nord e Sud. “Pensare al ripristino di un’uniformità retributiva in base al costo della vita regionale, oltre a essere fuori tema rispetto alla riforma contrattuale”, sostiene, “equivale a reintrodurre una scala mobile territoriale che avrebbe lo svantaggio di solidificare le differenze, intorno a un parametro che nulla ha a che fare conla competitività”. Al contrario, per Damiano “vanno incentivate imprese e lavoratori a produrre di più” per “innescare una competizione virtuosa”. Come replica al premier che ritiene giusto legare i salari al diverso costo della vita tra Sud e Nord? E’ un falso problema. Il problema è che i salari sono bassi: per una competizione virtuosa bisogna premiare …