Tutti gli articoli relativi a: memoria

"Il Presidente e gli operai", di Federico Geremicca

Eccoli gli operai, gli antichi compagni, gli amici napoletani di un tempo del Presidente della Repubblica. Evocati anche nel discorso di fine anno, eccoli, ora, nel salone della Fondazione Mezzogiorno Europa (voluta da Napolitano nel 2006) stringersi al «caro Giorgio». Con il Presidente ricordano gli anni della ricostruzione e delle lotte in fabbrica. E per impartire – e soprattutto ascoltare – una lezione su cos’è stata la storia del movimento operaio e del sindacato italiano: la sua visione unitaria, il suo senso di responsabilità nei momenti difficili, la sua difesa di interessi mai corporativi, ma sempre generali e nazionali. Il Presidente ha voluto dedicare a questi operai una delle sue mattinate napoletane, quasi a ringraziarli della lettera da loro inviatagli nei durissimi giorni della crisi e della nascita del governo Monti. Dice Aniello Borrelli, vecchio operaio delle Officine Meccaniche e Fonderie: «Ti vedevamo in tv ogni giorno più stanco e allora ti abbiamo scritto: grazie Giorgio per quello che stai facendo, ma ora pensa anche a riposare un po’». Napolitano li saluta ad uno ad …

"Quando Giorgio e io attaccammo da soli quel fortino fascista. Il ricordo dei compagni: era un comandante coraggioso" di Vera Schiavazzi

Lino Silvestri, novantuno anni compiuti a luglio, non è un chiacchierone, anzi, quasi si schermisce se gli si chiede di raccontare di quei mesi in Val Varaita quando, insieme a Giorgio Bocca, combatteva con Detto Dalmastro nella seconda divisione partigiana di Giustizia e Libertà. Eppure, di tutti, è proprio lui quello che forse lo ricorda meglio: perché erano insieme fin dalla scuola elementare, a Cuneo, dove Silvestri non ha mai smesso di vivere; perché, come il padre di Bocca, è stato per tutta la vita un insegnante e un preside di scuola. E perché, insieme, loro due soli, un bel giorno decisero di assaltare il distaccamento repubblichino di Frassino. Come andò? «Benone. Una volta fatta fuori la guardia, tutto fu facile… Per arrivare, camminammo tutta la notte, ma attaccammo in pieno giorno. Son passati così tanti anni che non mi so spiegare perché facemmo una cosa del genere in due, senza compagni. Ma ricordo che la decidemmo lì per lì, il giorno prima. E ci andò bene». I Silvestri erano due, Lino e il gemello …

"L´indignazione degli onesti nel Paese dei corrotti", di Giorgio Bocca

Due Italie separate e non comunicanti. L´Italia delle caste e delle cricche e quella che si guadagna onestamente la vita. Lontane l´una dall´altra anni luce, nel modo di vivere, di pensare, nei modelli di morale e di estetica. Come sia possibile la loro convivenza senza una dura resa dei conti resta un mistero. Forse è l´istinto di sopravvivenza, lo stare comunque sulla stessa barca, nello stesso mare infido. Ogni mattina giornali, radio e televisioni informano gli italiani onesti, rispettosi delle leggi, attenti alla morale corrente e al giudizio del prossimo che nell´altra Italia centinaia, migliaia di concittadini hanno sfidato la prigione, il disonore, i carabinieri e i poliziotti per arricchirsi a mezzo della politica e ai danni dello Stato, e lo hanno fatto senza provare vergogna o rimorso, anzi con il compiacimento di chi si sente parte della classe ladrona che finge di essere classe dirigente. Il paese Italia vive in stato di schizofrenia, anche se i mezzi di informazione si affannano ogni mattina a informare gli onesti che i loro vicini di casa appena …

"L'amicizia di una vita", di Eugenio Scalfari

È stata l´ultima volta che l´ho visto, era il 6 dicembre scorso, le 11 del mattino e lui stava seduto alla sua scrivania, pallidissimo, il volto scavato con le ossa della fronte, degli zigomi e delle mascelle coperte dalla pelle e gli occhi fissi davanti a sé che guardavano il vuoto. Gli chiesi se avesse dolore in qualche parte del corpo, rispose «No, nessun dolore». «Questo è un buon segno – gli dissi mentendo – ma come ti senti?», mi guardava senza alcuna espressione, poi la bocca accennò un sorriso. La risposta fu «non ci sono». La moglie Silvia si era seduta accanto a lui, gli carezzò lievemente la guancia e quasi per cambiar discorso disse: «Per pranzo gli ho preparato la luganiga, gli piacciono quelle salsicce cotte nel vino». «Ma le può mangiare?», «Le assaggia». Gli domandai se leggeva i giornali. Rispose: «Non c´è niente da leggere». Insistei: «La politica ti interessa sempre?». Rispose: «Non c´è politica». Poi fu lui a chiedermi: «Tu come fai a scrivere ancora?». Risposi che il mestiere, se lo …

"Il meglio di Bocca", di Oreste Pivetta

A inseguire Berlusconi c’è sempre il rischio di rimanere indietro, ma ha ragione Giorgio Bocca quando scrive che «il Cavaliere è davvero un uomo pubblico, interamente esposto al pubblico» e che ormai «non ci sono misteri sulla sua psicologia, sui suoi punti di forza e sulle sue debolezze, e nel caso qualcuno le avesse dimenticate è pronto lui a ricordargliele…». I misteri riguardano i suoi soldi, i suoi affari, che astuzie varie, omertà, corruzioni, leggi ad personam hanno finora e forse per l’eternità coperto. Per il resto è vero: si sa tutto, ormai anche come si «stende» (cito il brillante eufemismo del parlamentare Italo Bocchino). Bocca ci concede un altro ritratto di Berlusconi «fisicamente e mentalmente il contrario dei dittatori del secolo scorso». Continua: «Paragonarlo ai Mussolini, Hitler, Stalin non reggerebbe neppure nella bassezza dell’avanspettacolo». Per giungere a una definizione del «regime» che Berlusconi e i suoi hanno messo in piedi: «Si tratta di quella che noi chiamiamo la democrazia autoritaria: una dittatura della maggioranza o l’assolutismo elettorale per cui chi ha più voti, chi …

Addio a Giorgio Bocca Napolitano: "Sempre coerente con la scelta per la libertà e la democrazia", da lastampa.it

La Giangiacomo Feltrinelli Editore ha diffuso la notizia nel pomeriggio: «Domenica 25 dicembre è morto Giorgio Bocca, grande giornalista, grande combattente, grande amico. Dalla guerra partigiana fino a questi ultimi giorni della crisi italiana e mondiale, ha vissuto, osservato e raccontato sette decenni di storia del nostro Paese. Le inchieste, i corsivi, i libri di Giorgio Bocca hanno accompagnato e nutrito la formazione civile di molte generazioni di italiani». Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, «appresa con commozione la triste notizia», ha inviato un messaggio alla famiglia nel quale ricorda la «figura di spicco del movimento partigiano rimasto sempre coerente con quella sua fondamentale scelta di campo per la libertà e la democrazia». «Dedicatosi subito al giornalismo di inchiesta e di battaglia civile – prosegue Napolitano – Giorgio Bocca ha scandagliato nel tempo la realtà del nostro Paese e le sue trasformazioni sociali con straordinaria intransigenza e combattività». «Con sentimenti di riconoscenza per il suo vigoroso impegno – conclude – partecipo al cordoglio della famiglia e del mondo dell’informazione». Ezio Mauro: «Giorgio Bocca era un …

«L'orgoglio ritrovato di un grande Paese», di Marzio Breda

In una pagina de La provincia dell’uomo , Elias Canetti sosteneva che «quando tutto va in pezzi, il calendario con i suoi giorni particolari resta l’unica e l’ultima sicurezza». Vale a dire che cercar riparo nel calendario per rivivere certi anniversari (e ciò vale per le paranoie di un singolo individuo come di un intero popolo) serve ad «assorbire la paura». E oggi di paura e incertezza ce n’è molta, nell’Italia che ha appena festeggiato i suoi 150 anni di unità. Non a caso i sociologi la fotografano come depressa, esausta e, appunto, impaurita. Una descrizione che si fonda su buone ragioni. Basta pensare a quanto ci hanno messo sotto stress le esasperate prove di forza in Parlamento, i collassi dell’economia, le ferite all’immagine internazionale del Paese, la caduta di Berlusconi e la nascita del governo Monti come soluzione d’emergenza per una politica in affanno. E, infine, i duri sacrifici imposti dalla manovra per dissipare lo spettro del default. Giorgio NapolitanoGiorgio Napolitano È dunque un Natale carico di inquietudini, quello che arriva. Ma, nonostante tutto, …