Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"L’indignazione non basta. Per le donne serve la politica", di Emilia De Biasi*

Il bello delle donne è che sono fra loro diverse. Lo dimostra il dibattito, acceso e finalmente pubblico, sulle motivazioni per cui essere ( o non essere) in piazza il 13. Le argomentazioni rivelano desiderio di partecipare, impegno, e svelano un’identità femminile davvero plurale. Ho aderito alla manifestazione. Sarò in piazza a Milano, spero che saremo in tante e in tanti. Ci sarò per ciò che sono: una donna che fa politica nelle istituzioni e nel Pd, che si cimenta da tempo nell’arduo cammino della libertà femminile, che crede che dal fango in cui è finito il paese si possa uscire solo attraverso un nuovo patto fra uomini e donne: un patto culturale, economico, sociale. La miseria berlusconiana, estesa e difficile da sradicare, è certamente morale, ma le motivazioni per chiedere le dimissioni di Berlusconi hanno il dovere di essere politiche. La cornice di costume è inquietante, ma non recente. Voci solitarie si sono levate nel ventennio trascorso per denunciare le conseguenze del passaggio da cittadini a consumatori di beni, prodotti, immagini, corpi femminili. Ma …

"Pari dignità oltre le "grazie" del corpo l´etica pubblica non è moralismo", di Roberto De Monticelli

Sono felicemente accorsa all´appello di Libertà e Giustizia, ed ero con le anime belle del Palasharp, “miserabili” azioniste, come qualcuno ha scritto. Mi ero invece dimenticata di firmare l´appello in difesa della dignità delle donne. Rimedio subito. Ma forse c´è una ragione per cui la questione dell´immagine delle donne sembra passare in secondo piano rispetto al resto di quello che sta succedendo. Non a caso forse anche due scrittrici che mi hanno preceduto nei loro interventi su questo giornale la prendono un po´ larga, con due bellissime immagini, facendo della donna un simbolo, l´una della verità stuprata quotidianamente, l´altra della nostra povera Italia umiliata e offesa. Non capisco invece un´acca dell´accusa che altre fanno di “moralismo”: questa parola mi sembra la parola più usata a sproposito dell´ultimo mezzo secolo. Questa parola che mezza Italia spara con disprezzo sull´altra mezza, su quella più sconcertata di fronte alle peggiori infrazioni all´etica pubblica che si possano immaginare, perpetrate per di più da uomini (e donne) nel pieno abuso delle loro funzioni pubbliche. Ma veniamo all´immagine delle donne, e …

"Il testo Calabrò e quelle parole prive di senso", di Mario Riccio*

Accanimento terapeutico, forma di sostegno vitale, morte naturale: sono espressioni che non hanno valore oggettivo. Allora perché compaiono nel ddl sul testamento biologico. Termini come accanimento terapeutico e morte naturale, pur molto utilizzati nell’attuale dibattito bioetico, sono privi di alcuna oggettività. Accanimento terapeutico è un termine ormai utilizzato esclusivamente nel nostro Paese. Non è traducibile, ne è tradotto in nessun testo internazionale di bioetica o medicina. È un ossimoro con la pretesa di stabilire oggettivamente quella che invece è soltanto una soggettività. In medicina è valutabile invece la futility, ovvero quello che è futile/inutile nella pratica clinica: ad esempio ventilare un paziente che non presenta più un sufficiente tessuto polmonare, come nel tumore polmonare avanzato, o nutrire per via enterale chi – per vari motivi – non ha più una superficie intestinale che gli permetta l’assorbimento. Se utilizziamo il termine accanimento terapeutico come un limite, scopriamo che questo limite è molto soggettivo. Per alcuni questo limite è il vivere senza una gamba o collegati a un ventilatore; per altri queste situazioni sono invece accettabili, anche …

"La bimba africana all´asilo senza il pasto: Veneto diviso tra razzismo e solidarietà", di Paolo Rumiz

L´indignazione corre sul filo, dilaga sulla rete e scuote il mondo del volontariato. Putiferio in Veneto attorno a una bimba di nome Speranza. La storia è quella di un´africana di quattro anni che non ha i soldi per la refezione all´asilo. Siccome nessuno provvede, le maestre regalano alla piccola i loro buoni pasto e notificano la cosa al sindaco. Ma questo le blocca e dice: date pure il vostro cibo, ma non i buoni comunali, perché sarebbe danno erariale. Le maestre rinunciano, e la piccola torna a casa a mezzogiorno, in lacrime. Succede nella pianura profonda, a Fossalta di Piave, a pochi metri dall´argine. Ignoti benefattori mettono mano al portafoglio, comprano i buoni e la piccina torna in classe dopo una breve assenza. Ma la cosa trapela e ora l´indignazione corre sul filo, dilaga sulla rete, scuote il mondo del volontariato e del buon solidarismo contadino. Sindaco leghista, maestrine pare di sinistra, lacrime di una bambina africana, una mamma confinata in casa e un papà musulmano, per giunta quasi imam. Ingredienti perfetti. Altro che secessione …

"Donne in piazza, manifestazioni in 70 città", di Anna Bandettini

L´adesione della Fracci: lo scandalo Ruby mette in imbarazzo l´Italia intera. Non era mai successo: domenica ci saranno manifestazioni di piazza, cortei, letture di poesie contemporaneamente in dieci, trenta, cinquanta… fino ad oggi settanta città italiane. E la lista continua ad allungarsi di giorno in giorno: si va da Trieste a Sassari, da Bolzano a Messina… Perfino Arcore. Altro che veterofemministe e basta: quella di domenica 13 febbraio si preannuncia come una delle manifestazioni più imponenti e popolari contro Silvio Berlusconi. In piazza le donne: donne delle associazioni femminili (moltissime quelle che hanno aderito da DiNuovo che ha lanciato l´appello alla mobilitazione, Usciamo dal Silenzio, Filomena la rete delle donne…), e donne qualunque che per rabbia, indignazione, hanno deciso di prendere parola pubblica. E reclamare la propria dignità contro lo spettacolo della politica italiana, contro la rappresentazione aberrante delle donne e della relazione uomo-donna «ostentato da una delle massime cariche dello Stato, che incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni», come accusa …

Bimbi rom, il dolore di Napolitano "Diamo case dignitose ai nomadi", di Giovanna Vitale

Giorgio Napolitano interviene sulla morte di quattro bimbi rom causata da un incendio a Roma: «Mai più campi insicuri. Diamo ai nomadi case dignitose» ha detto il presidente della Repubblica visitando la camera ardente. È bufera su Gianni Alemanno, accusato di essere intervenuto tardivamente. Ma il sindaco della capitale fa sgomberare le altre baracche della tragedia e promette: «Realizzeremo delle tendopoli». Dal capo dello Stato alla vicepresidente della Commissione europea, dal cardinale vicario di Roma a Famiglia Cristiana: è lungo l´elenco dei richiami indirizzati al sindaco Gianni Alemanno all´indomani della morte dei quattro bimbi rom, arsi vivi nel campo abusivo di Tor Fiscale. «Una tragedia che pesa dolorosamente su ciascuno di noi e che ci rende ancor più convinti della necessità di non lasciare esposte a ogni rischio comunità che da accampamenti di fortuna, degradati e insicuri, debbono essere tempestivamente ricollocate in alloggi stabili e dignitosi», è il monito lanciato ieri dal presidente Giorgio Napolitano, che nel pomeriggio ha voluto incontrare la famiglia di Raul, Fernando, Patrizia e Sebastian, «orrendamente periti nel rogo del precario …

Rogo a Roma in campo rom abusivo, morti 4 bambini. E' il fallimento della sicurezza di Alemanno

Il Pd di Roma chiede lutto cittadino per questa atroce ed intollerabile tragedia. Turco: “Dov’è finito il piano nomadi?” Sassoli: “Il rogo di via Appia è una tragedia annunciata”. Si è consumata al buio di una boscaglia, in una baracca di legno e plastica, la tragedia in un campo nomadi abusivo a Roma, dove quattro bambini sono morti in un incendio. Raul, di 4 anni, Fernando di 5, Patrizia di 8 e Sebastian di 11, sono passati dal sonno alla morte. Si riparavano dal freddo rannicchiati, mentre aspettavano la mamma, Elena Moldovan, che era andata a comperare dei panini e la giovanissima zia era fuori per recuperare dell’acqua. Ma nel sonno, dal braciere che riscaldava l’ambiente è probabilmente partita una scintilla che ha provocato le fiamme divampate nella casupola. L’insediamento abusivo ai margini di via Appia Nuova, in zona Tor Fiscale è costituito in tutto da 5 baracche, abitate da una ventina di persone e sorge su un’area di proprietà della società di trasporti Cotral. Già nel 2005 era stato sgomberato una prima volta, ma …