Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

“Omicidi in famiglia – «È la nuova emergenza»”, di Fiorenza Sarzanini

E’ il numero che spicca, il dato che inquieta. Perché calano gli omicidi commessi in Italia, ma aumenta in maniera vertiginosa il numero di quelli avvenuti in famiglia. Basti pensare che nel 2005 i delitti tra le mura domestiche erano il 14,3 del totale e nel primo semestre 2008 la percentuale è balzata fino al 24,7. Vuol dire che ben uno su quattro scaturisce da atti di violenza tra coniugi oppure tra genitori e figli. La diminuzione dei reati L’ultima analisi sull’andamento della criminalità da gennaio a giugno di quest’anno fornisce una fotografia eloquente di quanto sta avvenendo nel nostro Paese. Perché evidenzia, tra l’altro, come il numero dei reati compiuti da stranieri si equivalga con quello dei delinquenti italiani. A cambiare è soltanto la tipologia delle violazioni, visto che chi arriva dall’estero si è specializzato nei furti e nelle rapine di abitazione, mentre per scippi e rapine in strada e in banca rimane il predominio della malavita locale. I numeri mostrano la diminuzione forte della delittuosità, pari al 10,1 per cento. Ma fanno scattare …

I matrimonialisti: tra le mura domestiche è una strage continua

«La morte dei due bambini pisani, uccisi ieri a martellate dal padre, rappresenta la sintesi di un vero e proprio dramma nazionale che non può più essere sottovalutato dalle forze politiche e dalla magistratura». L’allarme del presidente nazionale dell’Associazione Matrimonialisti Italiani avvocato Gian Ettore Gassani segue di poche ore l’ultima tragedia avvenuto a Pisa. Gassani annuncia che l’Ami invierà ai ministeri di Grazia e Giustizia e Interni «una relazione dettagliata chiedendo un’audizione». «È indubbio che la recrudescenza di vere e proprie stragi in famiglia rappresenti la prima piaga nazionale: quella che annualmente produce più vittime della malavita e del terrorismo messi insieme». «La scia di sangue dei morti in famiglia continua – aggiunge Gassani -. In nessuna altra parte del mondo si registrano i dati statistici italiani relativi alle vittime da strage familiare. Spesso dietro queste immani tragedie, che di fatto annientano interi gruppi familiari (e che spesso si concludono con la morte dello stesso omicida-suicida) si registra la solitudine di coppie di coniugati o conviventi in grave conflitto tra loro. La gran parte di …

Silvia Della Monica: «Le mettono nelle case, rischiano le più deboli»

Intervista di Massimo Solani «Non si può pensare di colpire chi esercita la prostituzione, anche se sotto costrizione». Silvia Della Monica oggi è senatrice del Pd, ma nella scorsa legislatura ha guidato il Dipartimento per le Pari Opportunità, lavorando per mesi sui temi della prostituzione. Senatrice, secondo molti il governo nasconde la polvere sotto al tappeto. «Fosse solo una operazione di lifting si potrebbe anche accettare, ma qua il problema è ben diverso. Nella stragrande maggioranza dei casi la prostituzione nelle strade è di origine coatta, e spesso vede coinvolte minorenni. Così si introduce un nuovo reato e si sposta tutto negli appartamenti senza fare distinzioni fra chi lavora volontariamente, chi è vittima di sfruttamento e chi invece della tratta degli esseri umani. Tutti fuori legge: si dovrebbe lavorare per fare emergere il fenomeno e invece il governo fa l’opposto». Molte delle prostitute sono immigrate irregolari. Non trova disumano questo doppio livello di illegalità? Clandestine in Italia e in più criminali perché costrette a vendersi in strada. «Da una parte si colpisce la prostituzione volontaria, …

Dopo il parto una donna su cinque è costretta a lasciare il lavoro

Una mamma su cinque decide di lasciare il lavoro dopo la nascita del figlio. Circa i due terzi lo fa volontariamente proprio per la difficoltà di conciliarlo con la famiglia. Sono soprattutto le più giovani, le mamme sotto i 24 anni, e le meno istruite a decidere di uscire dal mercato del lavoro dopo il concepimento. E la presenza dei nonni dimezza la probabilità di abbandono. Sono, invece, pochissime (soltanto il 4%) le donne che iniziano a lavorare dopo il parto. È quanto emerge da una ricerca pubblicata da Banca d’Italia che studia le decisioni lavorative delle neomamme nei due anni successivi alla nascita del figlio,utilizzando i dati dell’Istat sulle nascite. La percentuale di abbandono è più alta per le precarie, mentre è più bassa per le neomadri che lavorano nel settore pubblico, soprattutto per la maggiore flessibilità di orario. Per le donne che lavorano nel privato questa scelta è più frequente per le operaie e meno per la mamme che si occupano di commercio o di servizi. Nelle regioni con maggiore disponibilità di nidi …

“Le donne nel mirino”, di Marino Niola

Due rapinatori sorprendono nel sonno una coppia di turisti olandesi. Li derubano di tutto. E in più violentano la donna. Doppio bottino, doppia violenza. Perché una aritmetica sociale barbarica e premoderna assegna sempre alle donne una quota maggiore di sofferenza. Una violenza nella violenza. Che al trauma dell’ aggressione aggiunge un surplus di dolore. Quasi un debito, una quota fissa che una cultura tribale e ripugnante esige dal secondo sesso ogni volta che se ne presenta l’ occasione. Un “pizzo” in natura che la violenza dei maschi impone con regolarità impunita. E spesso anche inavvertita. Come se l’ aggressione sessuale fosse in fondo solo un peccato veniale. C’ è ancora chi fa fatica a considerarla un reato. Come se l’ altra metà del cielo avesse sempre qualcosa da farsi perdonare. Perfino quando è vittima. Ecco perché quella sulle donne viene troppo spesso percepita come una violenza light. Coperta da un alone di complicità deresponsabilizzante che la rende più leggera, ne occulta l’ orrore dietro una pseudo-cultura fatta di luoghi comuni, di banalità, di stereotipi duri …

Abolita la procedura telematica sulle dimissioni volontarie.

La legge n. 188 del 2007 per combattere il fenomeno delle dimissioni in bianco è stata abrogata ieri per decreto. Obiettivo della legge era quello di neutralizzare la pratica molto diffusa di far sottoscrivere le dimissioni al lavoratore (ma soprattutto alle lavoratrici) in via preventiva al momento dell’assunzione. Una pratica che veniva utilizzata da molti datori di lavoro per consentire ad esempio un licenziamento agevole in caso di maternità, ma anche per conseguire alcuni vantaggi economici (ad esempio, per sgravare l’impresa dal pagamento dei periodi di assenza del lavoratore per eventi imprevisti quali infortuni o malattia).  Il Consiglio dei Ministri, con il Decreto Legge n.112 (art. 39, comma 10, lettera l), ha abolito l’obbligo per i lavoratori di utilizzare la nuova procedura telematica per le dimissioni volontarie. A partire dal 25 giugno, quindi, per presentare le dimissioni volontarie non sarà necessario adempiere alla procedura informatica che tutelava i lavoratori e le lavoratrici contro le dimissioni in bianco. 

L’On. Ghizzoni sottoscrive l’appello “Ni Putes Ni Soumises”

Riceviamo dall’Associazione Unione Donne in Italia nazionale l’appello proposto in Francia a seguito dell’annullamento di un matrimonio da parte del Tribunale di Lille perchè la sposa non era vergine. Insieme, tutte le donne, in questo mondo dai confini sempre più labili, devono fronteggiare le innumerevoli consuetudini con cui le culture e i governi si rafforzano a vicenda. Non ci sfugge che quanto abbiamo faticosamente conquistato in questi anni per affermare che siamo prima di tutto soggetti che si autodeterminano, può essere vanificato dal prevalere del patriarcato in tutte le sue forme, da quelle istituzionali a quelle religiose, in Italia come in Europa. Per questo non possiamo e non vogliamo lasciare sole le donne che pur non essendo nate in Europa qui vogliono vivere e lavorare. Come sole non devono restare le donne nate nei nostri Paesi da genitori stranieri e che da noi subiscono soprusi, maltrattamenti in nome di norme che ne limitano la libertà e i movimenti. Queste donne non hanno bisogno di tutela, nemmeno da parte nostra, ma di essere salvaguardate come donne …