Tutti gli articoli relativi a: partito democratico

"Nel circolo dei pendolari non si occupa, si sciopera", di Jolanda Bufalini

Il circolo non lo possono occupare perché sono pendolari, però sono molto arrabbiati i 220 iscritti al Pd di Fonte Nuova, piccolo paese alle porte di Roma. E allora la segreteria ha deciso una forma nuova di protesta, lo sciopero dei volontari, o militanti, che dir si voglia, anche perché, spiega il segretario Giacomo Marchese: «Noi siamo in periferia ed era tempo di lanciare un segnale». Il loro, spiegano in una lettera aperta alla segreteria del partito, non è uno dei circoli «dei bei quartieri della capitale dove le Tv sono sempre a caccia del militante deluso». Però delusi sono anche loro. «Da oggi scrivono nella lettera, mandata anche ai parlamentari del Lazio e al Pd regionale cesseremo ogni attività di propaganda, ogni incontro pubblico, ogni evento, fino a quando non avremo risposte dagli organismi superiori, risposte che per la verità sarebbero già dovute arrivare dopo la incommentabile vicenda dell’elezione del presidente della Repubblica». Ne hanno digerite tante, ma non ne vogliono più sapere fino a quando non avranno capito una serie di cose, fino …

"La legalità e la politica", di Claudio Sardo

La Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna a Berlusconi per frode fiscale, compresa l’interdizione dai pubblici uffici. A questo punto è lecito sperare che l’iter giudiziario si completi prima della prescrizione, e che la Cassazione riesca a pronunciare la sentenza definitiva: se la condanna verrà confermata, il Cavaliere decadrà da parlamentare. Del resto, la frode fiscale è un reato grave, non compatibile con un ruolo pubblico. I giudici facciano il loro dovere. Nessuna persona seria tiferà per la condanna o per l’assoluzione. Si accerti in giudizio la verità, almeno quella che l’ordinamento consente. E poi si rispetti la legge. Che deve valere per tutti. Non ci sono soluzioni ad personam compatibili con uno Stato di diritto. Non ci sono maggioranze che possano sostituirsi al giudice naturale. Non ci sono accordi politici che garantiscano salvacondotti. Dura lex sed lex. Berlusconi dimostri qui il suo senso di responsabilità. Perché finora, di fronte al governo Letta, è sembrato più attento a curare le proprie convenienze tattiche e a tenersi aperte tutte le porte, compresa quella che …

"Rimettere il Pd con i piedi per terra", di Pietro Spataro

Con la forza della disperazione Elena ci sbatte in faccia la realtà. Dice, in diretta tv a Piazza Pulita, dietro il cancello della sua fabbrica in crisi: «Non abbiamo nemmeno dieci euro per pagare i ticket».Poi aggiunge: «State distruggendo la nostra dignità, si sono spenti tutti i nostri sogni…». È una storia, una delle tante, di un Paese che vive in modo drammatico un passaggio difficile e che misura la distanza tra la realtà e l’immaginazione, tra la vita vera e le alchimie di certi discorsi pubblici. Sembra di vedere un’Italia sottosopra, dentro la quale le immagini reali sbiadiscono: chi ha perso il lavoro o non lo trova, chi ha chiuso la sua azienda e chi ha scoperto una condizione che allude a un moderno esodo. In questa lunga transizione italiana si sono persi i punti cardinali. Il voto di febbraio non ha fatto che accentuare questa anomalia. A una campagna elettorale che pure aveva messo al centro i problemi del Paese con la speranza di un cambiamento possibile, è seguita la stagnazione con le …

Damiano«Subito la cassa integrazione poi finanziare il fondo pensioni», di Natalia Lombardo

Di «lavoro» Cesare Damiano si è sempre occupato, con il Pd, e ieri è stato eletto presidente della commissione Lavoro alla Camera, dopo essere stato ministro con Prodi e, nell`ultima legislatura, capogruppo in commissione. Allora, è stato eletto con 34 sì e nove astensioni. Un consenso ampio che legittimerà di più la sua presidenza, no? «Sì, anche con qualche voto in più rispetto alla maggioranza che ero sicuro di avere, 34 su 43. Ora, non so, ma alcuni del Movimento Cinque stelle dicono di avermi votato, però non saprei, il voto era segreto». L`Italia è sempre in una situazione di emergenza e le previsioni non sono rosee per quel che riguarda il lavoro. Quali sono le priorità da affrontare? «Le cose fondamentali? Applicare il programma che Enrico Letta ha indicato nel suo discorso di insediamento. Io partirei dalla cassa integrazione in deroga. Bisogna coprire il secondo semestre del 2013». Se non si interviene quante persone rischiano di restare senza reddito? «Bisogna finanziare il 2013. Per quest`anno manca all`appello un miliardo e mezzo di euro. Se …

"Pd, non si parli solo di nomi", di Alfredo Reichlin

Non ho nostalgia per il passato. Sbaglia chi pensa che, per affrontare una crisi così profonda, coloro che si considerano di sinistra (e io sono tra questi) devono tornare alla vecchia casa. Al contrario, più passa il tempo più io sento, in modo persino assillante, il bisogno di un partito nuovo. E, al tempo stesso, sento non l’ingombro ma la forza delle grandi storie da cui veniamo: quella del socialismo e quella del cattolicesimo sociale, una fede che si fa politica per realizzare qualcosa della missione del cristiano. Ma non scherziamo. Basta con gli sberleffi. Sono queste due correnti profonde che hanno fatto l’Italia moderna e che hanno dato al nostro popolo l’impronta più nobile e più umana. L’hanno trasformato da plebe in cittadini, hanno riconciliato gli sfruttati con la nazione. Di che cosa ci dobbiamo vergognare? Alziamo la testa e chiediamoci noi, seriamente e liberamente, perché da questo straordinario materiale di storia e di valori non è uscito un amalgama più forte. La mia opinione è che sono mancate le idee forti. Le divisioni …

«Pd usato come un taxi. Ma noi non ce ne andremo», di Marco Ventimiglia

Il posto è in un quartiere di Milano non troppo distante dal centro. Non facciamo in tempo a varcare la porta ed intravvedere una trentina di persone sedute intorno a un tavolo che una frase fende l’aria: «Io, comunque, non me ne voglio andare dal Pd». Siamo nel Circolo democratico di «Romana-Calvairate», dove va in scena una delle molte riunioni, post elezioni, post Quirinale, e adesso post governo, organizzate dal partito nella provincia milanese. Ma per fortuna il buongiorno non si vede dal mattino, anche se il cielo plumbeo e piovoso non aiuta a tirar su il morale. La frase, come capiremo ascoltando i successivi interventi, non è l’acme di qualche dolorosa seduta di autocoscienza, che peraltro deve esserci stata qui come altrove, quanto un modo per dire: «Nonostante tutto, guardiamo al futuro». E per affrontare settimane che si annunciano ancora molto difficili, più di un partecipante vuole mettere una cosa bene in chiaro: «Ci hanno diviso scandisce le parole Gianni fra ex comunisti ed ex democristiani, fra giovani e vecchi, fra la corrente di …

"La “base” da macello del PD", di Cecilia Alessandrini

Sono stata settimane dure queste per noi segretari di circolo del PD e per la base del nostro partito. Riunioni, incontri, un susseguirsi di eventi e di situazioni da gestire a cui fare fronte nonostante il morale rispecchi esattamente quello dei “nostri” militanti: depresso e abbattuto. Così stamattina avevo deciso che la mia presenza al circolo oggi non era necessaria, pensavo, erroneamente, che la fase peggiore fosse superata e di potermi prendere una mattinata di “vacanza” dal mio impegno politico che in queste settimane ha di gran lunga superato tutto il resto. Gongolavo a casa tra un libro e un po’ di musica quando ricevo una telefonata dal numero del mio circolo. Il circolo apre alle 11,00 sono le 11,08. Dall’altra parte del filo due dei militanti storici mi dicono “Cecilia abbiamo aperto il circolo ma passa la gente e ci urla “vergogna!” “vergognatevi tutti”, cosa facciamo? Noi non ce la sentiamo di stare qui a prendere gli insulti…”. Salgo in sella alla bici e in 10 minuti arrivo al circolo. Li trovo lì con …