Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Che cosa farà Fini quando sarà grande", di Eugenio Scalfari

Che cosa farà da grande Gianfranco Fini? È ancora un possibile delfino di Silvio Berlusconi? Oppure uno dei suoi competitori? Un uomo di destra? Oppure un liberale? Rilevante o irrilevante? Questo gruppo di domande sollecita risposte alcune delle quali possono essere date fin d’ora, ma altre si vedranno col tempo perché lo stesso Fini oggi non saprebbe darle, neppure dopo aver inghiottito il siero della verità. La prima risposta certa è questa: non è mai stato il delfino di Berlusconi e mai lo sarà e la ragione è semplice: Berlusconi non vuole delfini. Non soltanto perché non se ne fida, ma perché non c’è nessuno come lui nel panorama politico italiano. Lui è un’anomalia assoluta, un fantastico imbonitore, capace di indossare qualunque maschera e di compiere qualunque bassezza che gli convenga. Quando sarà arrivato al culmine del percorso che si è prefisso, non avrà altri pensieri che godersi la felicità d’aver gustato e posseduto tutto: il potere, la ricchezza, l’ubiquità, l’immunità. Che cos’altro può desiderare chi ha il culto di se stesso come obiettivo supremo …

La mafia? Colpa di Gomorra e la Piovra. Parola di Berlusconi

Chiesti 11 anni per Dell’Utri, e per il premier la mafia sta solo nei libri e nei film. E attacca Saviano, registi… e Marina Berlusconi. Orlando: “Contro la mafia l’iniziativa del governo sta a zero”. “La mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo ma è quella più conosciuta”. Insomma, a detta del Premier, la mafia italiana è più famosa che potente. Il motivo di tutta questa fama? Ovvio, “i film e le fiction che ne hanno parlato, come le serie della Piovra” e in generale “la letteratura, Gomorra e tutto il resto”. Un po’ come sostenere che libri come “Se questo è un uomo” o film come “La vita è bella” siano la causa del tornare in auge del nazismo. Memoria corta quella del Presidente del Consiglio, o un po’ di turbamento per la richiesta di 11 anni di carcere, formulata dal Procuratore Generale di Palermo per il senatore Dell’Utri. Ste di fatto che Berlusconi sembra dimenticarsi che proprio una delle sue reti, canale 5, ha realizzato e trasmesso fiction come “Il Capo dei …

"La lega, le banche e i sindaci senza soldi", di Tito Boeri

Il messaggio Bossi non lo ha voluto certo dare ai suoi elettori. Si rivolgeva invece ai suoi eletti. Col suo reiterato «ci tocca una fetta delle banche del Nord» non ha «raccolto un invito degli elettori», ma ha voluto rassicurare i sindaci della Lega. Non solo quelli che sono assetati di potere e che guardano ai posti nei Consigli d´Amministrazione di fondazioni e banche locali come a un´occasione per piazzare gli amici e ampliare il proprio potere. Si rivolgeva anche a quegli amministratori che hanno meno ambizioni personali e che si trovano in obiettiva difficoltà a far quadrare i conti delle loro amministrazioni. Sono sempre in più a temere di non riuscire a far fronte agli impegni presi nei confronti degli elettori. Non a caso molti dei protagonisti della «marcia» dei 521 sindaci lombardi che hanno simbolicamente consegnato la loro fascia di sindaco al Prefetto di Milano, hanno esplicitamente minacciato di tagliare le prestazioni sociali per le loro comunità nel caso in cui le loro richieste non fossero state accolte. Forse un giorno nel recitare …

Alfano blinda gli ordini. Uno schiaffo alle nuove generazioni

Alfano promette la riforma delle professioni blindando gli ordini. Bersani: “Temo il peggio. Uno schiaffo alle nuove generazioni e se sarà così, da parte nostra ci sarà solo un’opposizione dura. Da quella riforma viene un segnale regressivo per il Paese: un si salvi chi può e chi è fuori, è fuori” Negli ultimi 9 anni, Berlusconi ha governato 7 anni. E tutto questo tempo quale riforma politica, istituzionale, costituzionale, fiscale o economica ha caratterizzato la sua attività di governo? Nessuna! Tante promesse e nessun fatto concreto. “Abbiamo attivato il Ponte sullo Stretto”! Ma se si va a Messina o San Giovanni non si trova neanche un pezzettino di questo benedetto ponte. Così è chiaro che a poca distanza dalle elezioni regionali è di nuovo tempo di riforme da conclamare. Ogni ministro presenta la sua. Alfano promette di riformare gli ordini professionali e convoca un gruppo di lavoro per stilare un nuovo Statuto. In realtà blinda gli ordini con il pretesto di tutelare i consumatori: “la riforma – si legge in una nota del ministero – …

Berlusconi contro Fini, scoppia la guerra nel PDL

In un vertice agitato il Presidente della Camera minaccia la scissione e il premier ribatte chiedendone le dimissioni mentre Schifani parla di voto anticipato. Bersani: “Hanno più problemi di quanto si dice e non si risolvono con i voti di fiducia”. Bindi: “Il successo della Lega ha innescato la crisi”. Zoggia: “Sono in crisi per il crollo di voti, il PD ora acceleri sulla sua linea”. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è pronto a rompere con Silvio Berlusconi e oggi se lo sono dettia quattro occhi, tanto che Fini è pronto a costituire un suo gruppo autonomo in Parlamento. Il Cavaliere avrebbe risposto chiedendo a Fini di lasciare la terza carica dello Stato in caso di rottura. Tra i tanti motivi di attrito pesa oggi molto l’eccessivo appiattimento di Berlusconi sulle posizioni del Carroccio, uscito rafforzato dall’esito delle elezioni regionali. “Quando una maggioranza si divide non resta che dare la parola agli elettori”, ha commentato il presidente del Senato Renato Schifani. A due settimane dal voto delle regionali la crisi più grave della maggioranza …

"La resa dei conti", di Marcello Sorgi

C’è un’evidente vena di follia nella rottura annunciata ieri dopo un tempestoso incontro di due ore tra Fini e Berlusconi. Benché il clima tra i due cofondatori del Pdl si fosse deteriorato da tempo, a nessuno sembrava possibile che alla fine si spaccasse davvero il partito appena uscito vincitore dall’ultima, difficile, tornata elettorale (e in tutte quelle celebrate negli ultimi due anni). Invece è successo. La frattura è drammatica, piena di risentimenti e accompagnata da una caccia all’uomo che procede con argomenti inconfessabili, perché Fini ha annunciato di voler costituire suoi gruppi parlamentari e i berlusconiani nella notte hanno avvertito i transfughi, a uno a uno, che se lasciano il partito si ritroveranno presto fuori dal Parlamento, nel caso, per niente improbabile, di uno scioglimento. Tra le tante ragioni di impazzimento, ce ne sono due evidenti. La prima è lo stato dei rapporti personali tra Fini e Berlusconi e tra Berlusconi e Bossi. Da tempo il presidente della Camera si ritiene emarginato dall’asse tra il premier e il Senatùr e non ha tollerato che il …

"L’avanzata del boiardo padano: da Enimont e Credieuronord al potere della grande finanza", di Rinaldo Gianola

A pensarci bene, adesso è più chiaro perchè gli azionisti di Mediobanca hanno deciso proprio alla vigilia delle elezioni regionali di scegliere Cesare Geronzi come prossimo presidente delle Assicurazioni Generali di Trieste. Magari anche sulla scelta del vertice della perla più limpida del potere finanziario italiano Umberto Bossi avrebbe voluto dire la sua, forte del successo elettorale. Probabilmente avrebbe mostrato qualche perplessità per la scelta di un uomo simbolo del potere romano, inaffondabile e capace di qualsiasi metamorfosi, o magari si sarebbe accontentato delle garanzie di Silvio Berlusconi. Non è un’ipotesi campata in aria visto che ieri il leader leghista si è dato come obiettivo quello di «prendere le grandi banche del Nord, perchè ce lo chiede il popolo». E allora si può anche sospettare che, dopo un pressing asfissiante iniziato già prima delle elezioni da parte dei neo-governatori Cota e Zaia , l’Unicredit di Alessandro Profumo abbia acconsentito alla nomina di un country manager per l’Italia, il signor Gabriele Piccini, affinchè la banca possa stare più vicino al territorio, alle migliaia di piccole imprese …