Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Aziende, in 52 mila non ce la fanno un terzo chiude per mancati rimborsi", di Valentina Conte

“Serve un segnale forte. C’è un senso di disperazione che sta affliggendo tanti imprenditori”. La mancanza di speranza arriva sul tavolo di una politica in stallo. E lo fa con un appello forte di Giorgio Squinzi. Ieri il presidente di Confindustria ha ricordato a tutti – saggi, partiti, Parlamento – che le imprese hanno il fiato corto, gli imprenditori sono allo stremo, il Paese allo sbando. “Il senso di disperazione” degli imprenditori in crisi di liquidità per i ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione chiede che “le ragioni delle imprese vengano riconosciute”, ha ripetuto Squinzi. Basta “false promesse”, ha rincarato il presidente di turno di Rete Imprese Italia, Carlo Sangalli, deluso dallo slittamento del decreto. La crisi peggiora, ordinativi e fatturato a gennaio sono crollati del 3,4% rispetto al 2012, il credito erogato alle imprese si è assottigliato ancora del 2,5%, Pil e consumi non rialzeranno la testa neanche quest’anno. Così le imprese muoiono. IMPRESE fallite per crediti. Imprenditori suicidi. Altri disperati a caccia di prestiti per pagare il fisco. La crisi sta uccidendo le …

"Il rogo che brucia i candidati per il Quirinale", di Concita De Gregorio

Veleno, pugnale o franchi tiratori. È così che si uccide un candidato sicuro. Lo spiegò Donat Cattin ai suoi il giorno in cui decisero di far fuori Leone in favore di Saragat, era il 1964 e moltissimi dei parlamentari oggi eletti alla Camera non erano ancora nati. “Moro mi ha detto di usare mezzi tecnici. Io di mezzi tecnici conosco solo questi tre”. Sono passati cinquant’anni e siccome nessun candidato è mai stato eliminato col veleno e col pugnale si può star sicuri di quale sia l’arma letale, ancora oggi: i cecchini dell’aula. Lo sanno bene tutti quanti, chi non lo sa – chi ancora pensa che sarebbe bellissimo eleggere al Colle un’alta e nobile personalità libera, una donna o persino un uomo di cultura e di pensiero – sarà bene che si affretti al ripasso. C’È UNA ragione semplice per cui il candidato ufficiale, concordato, condiviso alla vigilia non è stato mai eletto, con due sole eccezioni, al Quirinale: quella ragione si chiama voto segreto. Dal decalogo delle non-regole di Giulio Andreotti (“Non ci …

"La Camera dei deputati taglia 8,5 milioni di spese l’anno", di Giuseppe Vittori

La Camera dei deputato inizia la sua cura dimagrante. Le decisioni prese ieri mattina dall’ufficio di presidenza prevedono il taglio del 30% delle indennità di carica (che spettano a circa 70 deputati tra componenti degli uffici di presidenza e presidenti di commissioni, giunte e comitati), per un risparmio di 1 milione di euro, e la riduzione del 25% per le spese per il personale delle segreterie dei titolari di incarico, per un totale di 4,3 milioni di euro, oltre che l’abolizione dei fondi di rappresentanza individuali per un totale di 250 mila euro. A questo taglio di circa 5,5 milioni di euro annui, se ne aggiungono altri 3, ricavati dalla sforbiciata che già giovedì la nuova riunione dell’ufficio di presidenza, convocata alle 11, darà allo stanziamento annuale previsto come contributo unico per i gruppi parlamentari che sarà ridotto da 35,1 a 32 milioni di euro. «Dalla data del mio insediamento alla Camera dei deputati – scrive la presidente Boldrini sulla sua pagina facebook – sono stati tagliati 500 mila euro al giorno. I risparmi già …

"Def, firma anche il Movimento 5 Stelle. Risoluzione unica, precedenza alle imprese", da repubblica.it

In aula alla Camera è stata depositata un’unica risoluzione che impegna il governo nell’emanare il decreto legge per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione in favore delle imprese e a “graduare il flusso dei pagamenti accordando priorità a quello che le imprese non hanno ancora ceduto al sistema creditizio”. Il documento è stato firmato da Pd, M5s, Pdl, Lega, Sel, Cd e Sc. Già nelle bozze circolatein mattinata emergeva la priorità assegnata alle imprese: a ciò si aggiunge anche l’idea di allentare ilpatto di stabilità interno per consentire immediata liquidità a regioni ed enti locali. Nella stessa direzione va l’istituzione del “fondo per assicurare la liquidità di pagamenti certi liquidi ed esigibili” destinato alle amministrazioni locali con scarse risorse in cassa con una con una dotazione di 3 miliardi di euro per il 2013 e di 5 miliardi per il 2014. Tra i vari punti dei quali si chiede l’impegno del governo c’è anche la richiesta della “costruzione di un vero bilancio federale”. La risoluzione si occupa nel dettaglio in particolare delle misure legate …

"Evasori: carcere e gogna sociale. Ma l’Italia frena", di Bianca Di Giovanni

Quando è stata annunciata l’Anagrafe tributaria Attilio Befera si è beccato il soprannome di «Grande Fratello». I più cattivi hanno evocato la «spectre», i più sottili hanno invocato la privacy. Nessuno, purtroppo, ha sottolineato quello che per gli esperti è ormai un dato assodato: tutte le organizzazioni internazionali, dall’Ocse all’Fmi, chiedono la costituzione di banche dati, flussi, incroci e stoccaggi di informazioni. Questa è l’unica strada per ingaggiare una vera lotta all’evasione. Una guerra che si sta facendo sempre più feroce, soprattutto dopo l’esplosione dei debiti pubblici di qua e di là dell’Atlantico. Lo Stato va in «rosso» mentre i forzieri dei paradisi fiscali si gonfiano, le frodi carosello (meccanismi fraudolenti dell’Iva attuali attraverso vari passaggi) si fanno sempre più sofisticate, le società off shore si moltiplicano. per questo in tutti i Paesi le armi anti-evasione stanno diventando sempre affilate, in qualche caso feroci. In Irlanda si è scelta la strada della gogna sul web, con tanto di nomi e cognomi degli evasori dati in pasto alla rete. I sacerdoti della privacy hanno mugugnato, ma …

"Il Cavaliere vuole rovesciare il tavolo", di Carmelo Lopapa e Umberto Rosso

Una «manovra» del Colle. Per prendere tempo, trascinare tutto fino al 15 aprile, favorire l’intesa Pd-M5S per il nuovo inquilino del Quirinale. Eccolo, il fantasma che ossessiona le ultime notti di Arcore: l’elezione tra due settimane di un presidente della Repubblica «ostile », figlio dell’abbraccio «mortale » tra Bersani e Grillo, una prospettiva che nel fortino Pdl porta dritto ai nomi di Gustavo Zagrebelsky o a Stefano Rodotà, se non a Romano Prodi. TIMORI e spettri che per ora non trovano riscontro nei fatti, il leader dei 5Stelle continua a bombardare e basta. Ma sono stati sufficienti nelle ultime 36 ore per convincere il Cavaliere a far saltare il tavolo delle commissioni alle quali il presidente della Repubblica Napolitano ha affidato il delicato compito di tessere la tela del dialogo tra le tre «minoranze» inconciliabili. Invece nei due giorni di festa parte il fuoco di fila Pdl che azzoppa la missione sul nascere. Proprio tra lo sconcerto e lo stupore dello stesso capo dello Stato. Non fosse altro perché Berlusconi, attraverso Gianni Letta, era stato …

"Il ribaltone del Quirinale", di Claudio Sardo

Ci mancava solo l’inutile polemica sui saggi. È ovvio che non avranno il compito di sostituirsi al Parlamento, né di comporre una coalizione di governo, né di scrivere il programma del futuro presidente del Consiglio. I saggi non sono nulla di costituzionalmente rilevante. Giorgio Napolitano li ha chiamati come «facilitatori», di fronte alla paralisi tripolare, per offrire al suo successore qualche strumento utile al fine di dirimere una crisi politica così drammatica. Sarebbe un grande risultato se il comitato riuscisse a definire un percorso condiviso per la Convenzione sulle riforme, con tempi ben scanditi e con un piano di lavoro finalizzato anche alla nuova legge elettorale e alle necessarie modifiche dei regolamenti parlamentari. Ma il cuore della decisione del Capo dello Stato non sta nei saggi, bensì nel ribaltamento dell’ordine del giorno politico. Congelando la crisi, Napolitano ha stabilito di fatto che l’elezione del nuovo presidente della Repubblica precederà la formazione del nuovo governo. E questo cambia molte cose nelle strategie dei vari protagonisti. Il Pdl, ad esempio, ha fin qui bloccato il tentativo di …