Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

“Troppo rigore uccide il malato”, di Adriana Cerretelli

Spread in discesa, euro in rimonta sul dollaro. Sui mercati globali sembra tornato l’ottimismo sul futuro del l’eurozona dopo il complesso e sospiratissimo accordo della settimana scorsa sul debito greco e il via libera del Bundestag, dopo l’intesa, non meno sospirata, per sbloccare gli aiuti europei alle disastrate banche spagnole e dopo l’avvio dei negoziati per mettere una pezza anche all’emergenza Cipro. In margine all’ennesima riunione dei ministri finanziari, ieri a Bruxelles si respirava un’aria un po’ più rilassata, la voglia di sperare finalmente nel principio della fine di una tormenta che da tre anni non dà tregua. Distensione legittima e perciò destinata a durare nel tempo oppure solo una breve pausa felice nell’impervia dinamica di una crisi che non passa, perché non sono risolte le cause che l’hanno generata? I segnali positivi ci sono ma il fuoco continua a covare sotto le ceneri. In breve, il riposo del guerriero deve attendere. E nessuno in Europa può illudersi di potersi sedere sugli allori. Al contrario, sono molte le trappole in cui la crisi potrebbe tornare …

“Acciaio, la crisi non è solo Ilva”, di Cinzia Penelope

Non solo Taranto, non solo Ilva. Allargando l’obiettivo dal focus centrale di questi giorni, il quadro complessivo della siderurgia italiana appare molto vicino a un cumulo di macerie. Il caso Ilva, naturalmente, è l’epicentro del disastro: secondo le stime di Federacciai, un eventuale chiusura dell’impianto pugliese porterebbe un danno economico pari a circa 8 miliardi annui, tra cassa integrazione, maggiori costi di approvvigionamento, ecc. A cui si dovrebbe aggiungere, secondo altre stime, un impatto negativo sull’economia pari alla perdita di punto di Pil all’anno. L’Ilva, infatti, con i suoi otto milioni di tonnellate di acciaio prodotte annualmente, e’ anche il principale fornitore dei grandi gruppi industriali dell’auto (Fiat, ma anche Bmw e Peugeot), del settore elettrodomestici, delle costruzioni, dell’impiantistica ecc. Poi c’è tutta la parte legata al commercio di prodotti piani, che compra lamiere e coils da Ilva per approvvigionare artigiani e piccole aziende. Secondo Federacciai, la struttura industriale nazionale utilizza due terzi della produzione complessiva dell’Ilva, per circa 5 milioni di tonnellate; se venissero a mancare, le imprese sarebbero costrette ad approvvigionarsi all’estero, con …

“Sul web al via le “parlamentarie” di Grillo, le primarie più chiuse della storia”, di Fabrizia Bagozzi

Mentre l’onda lunga delle primarie del centrosinistra fa volare il Partito democratico al 34,6 per cento e scendere lievemente il Movimento Cinque Stelle (secondo il sondaggio di TgLa7), partono sul blog del suo guru le “parlamentarie”, ovvero le votazioni online per scegliere i candidati alle politiche: «Che sappia io è la prima volta al mondo che un movimento, sulla carta il secondo italiano, sceglie i suoi parlamentari online senza alcun filtro», twitta Beppe Grillo. Proprio senza filtro evidentemente no, visto che di regole ne ha anche questa consultazione che invece, questo sì per la prima volta, avviene attraverso il web. Anche se nella mattinata del primo dei quattro giorni dedicati all’evento il blog, causa sovraccarico di accessi, va subito in tilt. Provocando un’ondata di polemiche, anche proprio sulle suddette regole. Può infatti votare i 1.400 candidati solo chi si è iscritto al Movimento Cinque Stelle entro il 30 settembre scorso ed ha inviato il suo documento di identità digitalizzato (chi vota può attribuire tre preferenze ai candidati della propria circoscrizione, non è previsto alcun contributo). …

“Le contraddizioni del governo sull’Ilva”, di Paolo Leon

Alla recente conferenza stampa del Governo sull’ILVA, un corrispondente straniero ha chiesto se il provvedimento, che riapre la produzione nelle mani della proprietà che aveva inquinato, avrebbe creato un moral hazard: sottintendeva che ogni inquinatore, d’ora in poi, potrebbe contare su provvedimenti analoghi, e sarebbe incoraggiato ad inquinare. Monti ha risposto sostenendo che il moral hazard si applica nella finanza internazionale, e forse si riferiva al caso del salvataggio dei Paesi debitori, che potrebbero perseverare nel deficit pubblico, visto che sono salvabili, ma sa benissimo che il moral hazard si applica a qualsiasi rapporto contrattuale, pubblico, privato, finanziario o reale, ma forse non si è posto il problema se il provvedimento per l’Ilva può causare un effetto negativo sul comportamento generale degli inquinatori. Già consentire all’inquinatore di proseguire l’attività, pur disinquinando, è come consentire al ladro di tenersi la refurtiva. È vero che nel provvedimento si giunge anche a sottrarre la proprietà all’inquinatore, se questi non dovesse rispettare le regole fissate dal governo e controllate dal garante: ma quattro conseguenze sembrano sfuggite al governo. La …

“Le primarie il voto e l’ombra di Monti”, di Eugenio Scalfari

Oggi si vota per la seconda volta alle primarie del Pd il ballottaggio tra Bersani e Renzi. Il segretario di quel partito parte favorito ma la partita è ancora apertissima; ci sono molti votanti giustificati per non aver potuto partecipare al primo turno e non mancano quelli che tra un turno e l’altro possono aver cambiato posizione e quelli che per qualche ragione personale se ne resteranno a casa. Nei ballottaggi talvolta accade. Nel frattempo il duello tra i due contendenti li ha visti dialoganti in una lunga trasmissione televisiva su Rai1 e in altre dove sono apparsi separatamente. I giornali ne hanno ampiamente riferito formulando pagelle e giudizi. Mi ha colpito tra gli altri un articolo sulla “Stampa” di Luca Ricolfi, presentato con un titolo significativo: “Il partito sopravvissuto”. Il senso, così sembra a me, è che il Pd si è rafforzato in queste ultime settimane non per forza propria ma perché gli altri si sono indeboliti o sono addirittura scomparsi. Il Pd è rimasto in piedi e quindi le sue probabilità di vittoria …

“La libertà difesa dalle regole”, di Michele Prospero

Questo gran rumore sulla necessità di riaprire la registrazione per non cadere nell’accusa di voler bloccare d’imperio la partecipazione ai gazebo, dal punto di vista teorico, poggia sul nulla. La pretesa che il corpo elettorale costituisca non un universo dato ma un magma in perenne divenire scalfisce ogni univoca determinazione giuridica. Per definire l’ampiezza reale dei soggetti con diritto di voto, i partiti altro strumento idoneo non hanno che quello di indicare i tempi ragionevoli per effettuare l’iscrizione in calce agli elenchi pubblici. Solo l’avvenuta registrazione certifica il godimento della cittadinanza attiva, direbbe Kant, che conferisce a ciascuno il formale diritto di votare. Pretendere che ai gazebo possano presentarsi folle che non hanno effettuato la preliminare procedura di registrazione è contrario a ogni principio di competizione liberale. È come se un americano chiedesse di votare alle presidenziali francesi o un romano pretendesse di votare per il sindaco di Palermo. La registrazione nelle primarie è l’equivalente della cittadinanza, requisito base senza di cui non si può votare. Il popolo, nelle culture liberali, non è mai una …

Lazio al voto il 10 febbraio. Il Colle: «Via il Porcellum», di Marcella Ciarnelli

Alla fine, dopo 65 giorni dalle dimissioni, pressata da due sentenze, Tar e Consiglio di Stato, e da sollecitazioni arrivate da ogni parte, la presidente della Regione Lazio è uscita dal suo ostinato atteggiamento e si è decisa a convocare le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del Lazio dato che a lei, per la legge vigente, toccava l’adempimento. Si voterà il 10 e l’11 febbraio 2013. Renata Polverini ha formalizzato la sua decisione comunicandola al Ministero dell’Interno. Quella presa finalmente ieri è una decisione che spazza via dal tavolo tutte le ipotesi che erano state fatte durante al tardare della decisione. E cioè che il Governatore avesse intenzione di aspettare lo scadere dei cinque giorni fissati dalla Corte dei Conti per farsi commissariare e, quindi, delegare ad altri la decisione sul numero di consiglieri da eleggere, che nel Lazio dovrebbero essere 50, venti in meno del precedente consiglio. O anche confermare la data del 10 e 11 marzo, come previsto dall’indicazione del governo in accordo con il Quirinale per un possibile svolgimento in …