Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Legge di stabilità: Ghizzoni, Governo favorirà emendamento soppressivo

In Commissione cercheremo coperture alternative. “Il Governo, durante l’esame della Legge di stabilità in Commissione, ha annunciato formalmente che intende favorire una proposta emendativa per sopprimere l’attuale testo sul tema dell’orario dei docenti. – lo fa sapere Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura, scienze e Istruzione della Camera dei Deputati e relatrice della legge, al termine della discussione generale, che si è svolta in commissione alla presenza del sottosegretario Rossi Doria – In commissione tutte le forze politiche si sono espresse per un cambiamento correttivo del testo. Ora, con la presentazione di un emendamento unitario, lavoreremo – conclude Ghizzoni – per reperire le risorse a copertura della somma prevista dalla Spending Review.”

"Il ruolo nazionale del sindacato", di Michele Prospero

Non ci sono toni celebrativi nel libro-intervista di Susanna Camusso (Il lavoro perduto, editori Laterza). La «ragazza con la sciarpa rosa», che continua ad amare Hobsbawm anche ora che è alla guida della Cgil, avrebbe potuto solleticare l’orgoglio di sindacato. Cosa sarebbe l’Italia senza la Cgil? In anni turbolenti, che hanno sconvolto la repubblica dei partiti e spezzato simboli, organizzazioni, identità, il mondo del lavoro è rimasto, con le sue strutture di mobilitazione, un presidio per una democrazia smarrita. Questo anello della continuità storica della nazione nonché garante della tenuta sociale in un sistema sfilacciato nelle sue istituzioni, ha consentito al Paese di reggere il carico di sfide difficili. Più che rivendicare i meriti acquisiti, a Camusso preme ragionare sulle difficoltà del sindacato oggi, costretto a divincolarsi in «una stagione difensiva» entro cui il lavoro percepisce il suo scivolamento verso una condizione di povertà. Il segretario della Cgil avrebbe potuto accentuare il ritratto a tinte fosche di un’età di capitalismo irresponsabile inginocchiato dinanzi ad una aggressiva finanza speculativa («Prima della crisi le imprese hanno goduto …

"Bersani: «Riforme radicali per il Paese», di Nini Andriolo

Puntare su «una strategia di crescita» da «mettere in movimento a livello europeo», così Bersani durante il vertice di ieri a Palazzo Chigi. Puntare sullo sviluppo, quindi, anche attraverso modifiche alla legge di stabilità che avvantaggino «i ceti medi e quelli popolari». Così il leader Pd, mentre il premier è convinto che «prima di porsi problemi sulla distribuzione della ricchezza» l’Italia «debba porsi il tema di come non restare troppo indietro nella creazione di ricchezza». Riforme strutturali, su queste insiste Mario Monti. «Il moderatismo non è l’atteggiamento adatto a descrivere ciò che serve al Paese in questo momento – ha spiegato ieri durante la presentazione del libro di Bruno Tabacci – Non c’è affatto bisogno di politiche moderate, ma di politiche e riforme radicali». In questi giorni, però, è la legge di stabilità il tema all’ordine del giorno. Monti per primo si rende conto che «non si può andare avanti» con un provvedimento che «da una parte dà e dall’altra toglie», spiegano dal Pd. «Nel dialogo con le forze politiche si troveranno soluzioni più plausibili», …

"L’ultima (?) puntata della Silvionovela", di Massimo Gramellini

L’Italia è sempre il Paese che ama. Solo che adesso ha deciso di amarla in modo diverso. Non più da giocatore ma da allenatore, la sua passione fin dai tempi dell’Edilnord. Fra il discorso della discesa in campo e quello del passo indietro sono passati diciotto anni. Siamo tutti più anziani, anche lui, più spelacchiati e più poveri, tranne lui. Diciotto anni e la stessa metafora calcistica. Allora «scendeva in campo per costruire il nuovo miracolo italiano». Oggi si accontenta di «rimanere al fianco dei più giovani che devono giocare e fare gol». Vista dal campo o dalla panchina, l’Italia di Silvio non cambia: resta un enorme stadio di sua proprietà. La Discesa in Campo fu affidata a una videocassetta girata nel parco di Macherio davanti a una finta libreria e accanto a un ammasso (mai inquadrato) di calcinacci, che a qualcuno ricordavano un cantiere, ad altri un cumulo di macerie. Per il Passo Indietro, invece, l’uomo delle televisioni ha scoperto il fascino del web, inviando una lettera elettronica dove anche i «po’» si adeguano …

"Per salvare gli esodati spunta la patrimoniale", di Roberto Giovannini

Non si può certo negare a Cesare Damiano – l’ex ministro del Lavoro dell’ultimo governo Prodi la virtù della costanza. O della testardaggine, se si vuole. Già da mesi protagonista della battaglia in Parlamento per difendere gli «esodati» (gli ex-lavoratori che per effetto della recente riforma delle pensioni non hanno più stipendio né pensione), poi primo firmatario di un progetto di legge «sventato» in zona cesarini dal ministro Elsa Fornero, ieri Damiano è tornato ancora una volta all’assalto. Ed è riuscito a far approvare dalla Commissione lavoro della Camera un emendamento alla legge di stabilità (la prima firma in questo caso è del presidente della Commissione Silvano Moffa, di Popolo e Territorio, ex Pdl) che amplia le garanzie per gli esodati. La proposta sottoscritta dai capigruppo di tutti i partiti, che ora dovrà essere esaminata dalla Commissione bilancio di Montecitorio, è passata con un voto all’unanimità, nonostante il «no» del governo. Al voto non ha partecipato il solo deputato del Pdl Giuliano Cazzola. L’emendamento sostanzialmente recupera il progetto di legge Damiano, «bonificato» però dalla norma …

"Il manifesto finale del re senza trono", di Filippo Ceccarelli

Dopo di lui il diluvio, altro che primarie. La lunga nota di ieri pomeriggio annuncia infatti la caduta dell’impero berlusconiano. O almeno il suo inizio formale che, come tutte le capitolazioni lungamente attese e tutti i poteri che alla fine colano a picco, si presenta al tempo stesso solenne, malinconica e sgangheratissima. Si va sul classico: stavolta è davvero la fine di un sogno. Che poi da diversi anni questo assai magnificato sogno fosse diventato un incubo per lo stesso Berlusconi, di sicuro per i suoi più cari, è una questione che oggi lascia un po’ il tempo che trova. Comunque è il congedo, senza metterci la faccia, come orribilmente si dice, ma in questo caso è impossibile dirlo senza pensare alle immagini lontane e soffuse della discesa in campo, quella fatale videocassetta, la scrivania, la libreria, le foto di famiglia, quell’accenno di riporto sulla testa, quel sorriso così efficace: «L’Italia è il paese che amo». Sono ormai 18 anni. «Per amore dell’Italia» inizia quel comunicato scritto anche bene, ma certo piuttosto lontano dallo stile …

Scuola: Rossi-Doria, pericolo 24 ore scongiurato

“Il pericolo è scongiurato, però adesso bisogna lavorare in parlamento con tutte le forze politiche per trovare l’alternativa per reperire i 183 milioni di euro per il 2013. Si toglieranno quelle spese che danno fastidio al nostro sistema”. Così il sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi-Doria, ai microfoni di Agorà, ha confermato il dietrofront del governo sulla decisione di incrementare da 18 a 24 ore settimanali l’orario di lavoro per i docenti delle scuole medie e superiori. Per il sottosegretario, anche l’ipotesi di portare le ore a 21 anziché 24 “è stata esclusa con una nota ufficiale del ministero”. Rossi-Doria ha poi precisato che i fondi richiesti alla scuola dalla legge di stabilità verranno reperiti senza toccare il capitolo ‘personale’: “la ratio di questo cambiamento annunciato dal governo e dal Ministro va nella direzione di non toccare le questioni riguardanti l’organico”. Ansa 24.10.12