Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Miguel Gotor: «Ricostruzione civica del Paese È questa la sfida del segretario», di Simone Collini

La contrapposizione partiti-società civile? Per sapere come andrà a finire, se si continua così, basta guardare a quel che avvenne vent’anni fa. Quella tra giovani e vecchi? Per capire cosa ci sia sotto, bisogna invece andare più indietro e ripensare a cos’era l’Italia della prima metà del 500. Parola di storico. E di chi ora ha deciso di «dare una mano» a Bersani girando l’Italia per raccontare tutto ciò. Miguel Gotor è docente di Storia moderna presso l’Università di Torino. Durante la campagna per il congresso del Pd del 2009, scrive sul “Sole 24 Ore” un articolo sul «bersanese», in cui non si risparmiano critiche al linguaggio dell’allora candidato segretario. Bersani risponde. I due si conoscono. E ora il leader del Pd ha chiesto al docente universitario di impegnarsi nella campagna per le primarie. «Se avessi detto no mi sarei sentito un disertore. In questi giorni sono stato a Vicenza, Padova, Ravenna, Faenza, Rimini, Vercelli. I miei studi? Più che altro ne risente mia figlia di un anno». E cosa racconta in queste iniziative? «Intanto, …

"Questi i punti che vanno cambiati", di Luigina Venturelli

Il presidente del Consiglio si è detto «disponibile a valutare tutte le modifiche proposte» alla legge di Stabilità che sta per passare all’esame del parlamento. Ma la parziale apertura di Monti, insieme alla prevedibile alzata di scudi che le forze politiche e sociali hanno avanzato in questi giorni, rischia di affondare il dibattito sotto una montagna di emendamenti a tutto campo. Per individuare gli elementi costitutivi della manovra e quindi provare a migliorarne la sostanza, è meglio concentrarsi su «tre capitoli da cui non si può prescindere e che devono necessariamente essere migliorati per rendere il disegno di legge più equo e sostenibile dal punto di vista sociale» spiega il relatore in commissione Bilancio della Camera, Pierpaolo Baretta. Vale a dire, «fisco, scuola, e esodati». La scelta operata dal governo di intervenire in materia fiscale «facendo di tutto un po’», ovvero con un insieme molto frammentato di norme che apportano «un eccessivo aumento dell’Iva e un’insufficiente diminuzione dell’Irpef e un drammatico taglio delle detrazioni», andrebbe in realtà discusso in blocco. AGEVOLARE LE DETRAZIONI Meglio «ridiscutere …

"Questi i punti che vanno cambiati", di Luigina Venturelli

Il presidente del Consiglio si è detto «disponibile a valutare tutte le modifiche proposte» alla legge di Stabilità che sta per passare all’esame del parlamento. Ma la parziale apertura di Monti, insieme alla prevedibile alzata di scudi che le forze politiche e sociali hanno avanzato in questi giorni, rischia di affondare il dibattito sotto una montagna di emendamenti a tutto campo. Per individuare gli elementi costitutivi della manovra e quindi provare a migliorarne la sostanza, è meglio concentrarsi su «tre capitoli da cui non si può prescindere e che devono necessariamente essere migliorati per rendere il disegno di legge più equo e sostenibile dal punto di vista sociale» spiega il relatore in commissione Bilancio della Camera, Pierpaolo Baretta. Vale a dire, «fisco, scuola, e esodati». La scelta operata dal governo di intervenire in materia fiscale «facendo di tutto un po’», ovvero con un insieme molto frammentato di norme che apportano «un eccessivo aumento dell’Iva e un’insufficiente diminuzione dell’Irpef e un drammatico taglio delle detrazioni», andrebbe in realtà discusso in blocco. AGEVOLARE LE DETRAZIONI Meglio «ridiscutere …

"Gli interessi di Berlino", di Andrea Bonanni

«Ma Francia e Germania hanno una responsabilità comune nei confronti dell’Europa. E quando l’Europa non va avanti, inevitabilmente va indietro». Il presidente francese Francois Hollande attribuisce l’ennesimo colpo di freno che la Cancelliera sta cercando di dare sull’Unione bancaria a motivi di politica interna tedesca. Ha ragione, ma solo in parte. Questa volta, infatti, a spiegare l’improvviso dietro-front della Bundeskanzlerin non è il timore di concedere vantaggi elettorali all’opposizione socialdemocratica, ma la paura di perdere il sostegno non solo dei suoi alleati liberali e cristiano-sociali, ma del suo stesso partito, la Cdu. Era stata proprio la Merkel, al vertice di giugno, ad annunciare trionfalmente che il compito della sorveglianza unica europea sarebbe stato affidato alla Bce di Mario Draghi. Ad innescare la marcia indietro è stato il suo potente ministro delle Finanze, Wolfang Schauble. In Germania la supervisione bancaria non è affidata alla banca centrale, come in Italia, ma ad una Authority indipendente, che è nominata, guarda caso, proprio dal Finanzminister. Ad essa fa capo la sorveglianza sulla nebulosa delle casse di risparmio e delle …

"Gli interessi di Berlino", di Andrea Bonanni

«Ma Francia e Germania hanno una responsabilità comune nei confronti dell’Europa. E quando l’Europa non va avanti, inevitabilmente va indietro». Il presidente francese Francois Hollande attribuisce l’ennesimo colpo di freno che la Cancelliera sta cercando di dare sull’Unione bancaria a motivi di politica interna tedesca. Ha ragione, ma solo in parte. Questa volta, infatti, a spiegare l’improvviso dietro-front della Bundeskanzlerin non è il timore di concedere vantaggi elettorali all’opposizione socialdemocratica, ma la paura di perdere il sostegno non solo dei suoi alleati liberali e cristiano-sociali, ma del suo stesso partito, la Cdu. Era stata proprio la Merkel, al vertice di giugno, ad annunciare trionfalmente che il compito della sorveglianza unica europea sarebbe stato affidato alla Bce di Mario Draghi. Ad innescare la marcia indietro è stato il suo potente ministro delle Finanze, Wolfang Schauble. In Germania la supervisione bancaria non è affidata alla banca centrale, come in Italia, ma ad una Authority indipendente, che è nominata, guarda caso, proprio dal Finanzminister. Ad essa fa capo la sorveglianza sulla nebulosa delle casse di risparmio e delle …

«Ora approvare subito il falso in bilancio», di Claudia Fusani

Orlando, come definirebbe la legge anticorruzione? «Un piccolo passo avanti lungo la strada che deve portare alla costruzione degli strumenti per prevenire e colpire la corruzione. Un passo che ci avvicina ai paesi più evoluti, ci rende più competitivi e risponde ad alcune indicazioni delle convenzioni internazionali». In sostanza una piccola legge? «Piccola è un concetto sbagliato. Direi che è utile anche se incompleta». E cosa le dà la certezza che questo sia “il primo pezzo”? «L’impegno del ministro Paola Severino a mettere in agenda la reintroduzione del reato di falso in bilancio. Il Guardasigilli si è impegnata in questo senso, un testo – presentato dall’Idv e sottoscritto dal Pd – è già incardinato in Commissione Giustizia alla Camera e abbiamo il tempo per farlo in questa legisla- tura. L’obiettivo del Pd è anche quello del ministro: lavorare da subito per portarlo in aula». Ottimista? «Il ministro ha dato la sua parola. E finora non abbiamo avuto motivo di dubitarne» Non si poteva spingere fin da subito per questo reato? Come si fa a combattere …

"Corruzione i passi mancanti", di Vladimiro Zagrebelsky

Il testo di norme anticorruzione, per far approvare il quale il governo ha dovuto porre la questione di fiducia in Senato e così superare incredibili resistenze, ha subito incontrato forti critiche. Insufficiente ed anche controproducente, si è detto, con qualche buona ragione. E’ il versante penale di quel testo che giustifica le critiche. Il fatto del pubblico ufficiale che abusa dei propri poteri o qualità per indurre altri a dare o promettere denaro o altra utilità, non sarà più punito come concussione con la pena massima di dodici anni, ma con quella minore di otto anni di reclusione. La pena massima non ha in generale grande importanza nelle sentenze di condanna, essendo estremamente raro che i giudici fissino la pena sul massimo. Ma conta invece per stabilire i termini di prescrizione, che, per effetto della diminuzione della pena, si riducono da quindici a dieci anni. Nel sistema italiano, che già ha lunghi tempi processuali, la prescrizione del reato comincia a correre dal momento in cui questo è commesso (e non da quando se ne ha …