Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Onore al segretario rischia la trappola", di Federico Geremicca

Onore e complimenti a Pier Luigi Bersani, per il coraggio, la coerenza e la già nota generosità. Ma anche tanti auguri e in bocca al lupo a Pier Luigi Bersani, per aver deciso di rendere possibile una sfida, quella delle primarie, che ora rischia di trasformarsi in una trappola micidiale per lui ed il suo gruppo dirigente. E’ lui, infatti, l’uomo che nella competizione con Renzi e Vendola ha tutto da perdere e poco o niente da guadagnare; ed è lui, soprattutto, che – sceso in gara per conquistare lo scettro di candidato-premier – potrebbe uscirne senza più nemmeno i gradi di segretario. Ma questi sono, diciamo così, i possibili effetti collaterali – non irrilevanti, certo – di un approdo che getta invece le premesse per una possibile iniezione di vitalità alla fiaccata democrazia italiana: milioni di italiani andranno ai gazebo per scegliere il candidato premier del centrosinistra nel pieno di un crepuscolo etico e politico che – contemporaneamente – spinge milioni di altri ad annunciare che non andranno alle urne neppure per le elezioni …

"Onore al segretario rischia la trappola", di Federico Geremicca

Onore e complimenti a Pier Luigi Bersani, per il coraggio, la coerenza e la già nota generosità. Ma anche tanti auguri e in bocca al lupo a Pier Luigi Bersani, per aver deciso di rendere possibile una sfida, quella delle primarie, che ora rischia di trasformarsi in una trappola micidiale per lui ed il suo gruppo dirigente. E’ lui, infatti, l’uomo che nella competizione con Renzi e Vendola ha tutto da perdere e poco o niente da guadagnare; ed è lui, soprattutto, che – sceso in gara per conquistare lo scettro di candidato-premier – potrebbe uscirne senza più nemmeno i gradi di segretario. Ma questi sono, diciamo così, i possibili effetti collaterali – non irrilevanti, certo – di un approdo che getta invece le premesse per una possibile iniezione di vitalità alla fiaccata democrazia italiana: milioni di italiani andranno ai gazebo per scegliere il candidato premier del centrosinistra nel pieno di un crepuscolo etico e politico che – contemporaneamente – spinge milioni di altri ad annunciare che non andranno alle urne neppure per le elezioni …

"La crescente amarezza di Napolitano verso un sistema politico inerte", di Stefano Folli

Non è la prima volta che il capo dello Stato mostra la sua amarezza verso un quadro politico definito «inadeguato» e privo dell’indispensabile «slancio morale». Si avverte una crescente delusione in queste frasi di Napolitano, dopo che per mesi, anzi anni, egli ha insistito perché i partiti avviassero il rinnovamento e si dedicassero alle riforme, a cominciare dalla legge elettorale. Non è successo niente e ora abbiamo i «danni incalcolabili» (parole del premier Monti) inferti all’immagine dell’Italia dai recenti scandali. Non c’è bisogno di leggere fra le righe per capire quanto la politica, nella lettura convergente di Napolitano e Monti, sia lontana da uno standard dignitoso. E quanto questa condizione pesi come un grande punto interrogativo a pochi mesi dalle elezioni. Nel complesso, lo sappiamo, i partiti appaiono sordi e si muovono lungo un orizzonte piuttosto provinciale. Si è detto tutto sulle primarie del Pd. Ma a destra c’è di peggio. Ad esempio, l’annuncio di un nuovo rimescolamento di carte nel Pdl, allo scopo di ritrovare lo spirito delle origini, suscita una certa malinconia. È …

"La crescente amarezza di Napolitano verso un sistema politico inerte", di Stefano Folli

Non è la prima volta che il capo dello Stato mostra la sua amarezza verso un quadro politico definito «inadeguato» e privo dell’indispensabile «slancio morale». Si avverte una crescente delusione in queste frasi di Napolitano, dopo che per mesi, anzi anni, egli ha insistito perché i partiti avviassero il rinnovamento e si dedicassero alle riforme, a cominciare dalla legge elettorale. Non è successo niente e ora abbiamo i «danni incalcolabili» (parole del premier Monti) inferti all’immagine dell’Italia dai recenti scandali. Non c’è bisogno di leggere fra le righe per capire quanto la politica, nella lettura convergente di Napolitano e Monti, sia lontana da uno standard dignitoso. E quanto questa condizione pesi come un grande punto interrogativo a pochi mesi dalle elezioni. Nel complesso, lo sappiamo, i partiti appaiono sordi e si muovono lungo un orizzonte piuttosto provinciale. Si è detto tutto sulle primarie del Pd. Ma a destra c’è di peggio. Ad esempio, l’annuncio di un nuovo rimescolamento di carte nel Pdl, allo scopo di ritrovare lo spirito delle origini, suscita una certa malinconia. È …

Camusso: "la politica si occupi del paese il lavoro è la priorità assoluta", di Rinaldo Gianola

Niente politica industriale, disattenzione alle emergenze del lavoro, zero investimenti, crescita pericolosa delle diseguaglianze. Questo autunno propone un’Italia in piena emergenza economica e sociale, una situazione che viene fronteggiata dal governo con politiche inadeguate, insufficienti. Per questo Susanna Camusso chiama la Cgil a una nuova stagione di mobilitazione e di impegno. A partire dalla giornata del 20 ottobre, in piazza San Giovanni a Roma, la piazza delle grandi sfide sindacali. Spiega: «Chiediamo al governo scelte chiare di politica industriale, difesa degli insediamenti produttivi, detassazione delle tredicesime, sostegno ai lavoratori esodati, ai dipendenti delle aziende in difficoltà. C%%è bisogno di una svolta profonda di politica economica perchè il Paese non ce la fa». Segretario Camusso, qual è la situazione del lavoro e dell’industria? «Assistiamo con enorme preoccupazione alla scomparsa di pezzi importanti del tessuto industriale. Siderurgia, auto, alluminio, distribuzione sono settori a rischio. Siamo un Paese che non investe. Per richiamare l’attenzione i lavoratori devono mettere in pericolo la propria vita salendo sui tetti, sulle torri, sui campanili. Il governo e il Paese forse non comprendono …

Camusso: "la politica si occupi del paese il lavoro è la priorità assoluta", di Rinaldo Gianola

Niente politica industriale, disattenzione alle emergenze del lavoro, zero investimenti, crescita pericolosa delle diseguaglianze. Questo autunno propone un’Italia in piena emergenza economica e sociale, una situazione che viene fronteggiata dal governo con politiche inadeguate, insufficienti. Per questo Susanna Camusso chiama la Cgil a una nuova stagione di mobilitazione e di impegno. A partire dalla giornata del 20 ottobre, in piazza San Giovanni a Roma, la piazza delle grandi sfide sindacali. Spiega: «Chiediamo al governo scelte chiare di politica industriale, difesa degli insediamenti produttivi, detassazione delle tredicesime, sostegno ai lavoratori esodati, ai dipendenti delle aziende in difficoltà. C%%è bisogno di una svolta profonda di politica economica perchè il Paese non ce la fa». Segretario Camusso, qual è la situazione del lavoro e dell’industria? «Assistiamo con enorme preoccupazione alla scomparsa di pezzi importanti del tessuto industriale. Siderurgia, auto, alluminio, distribuzione sono settori a rischio. Siamo un Paese che non investe. Per richiamare l’attenzione i lavoratori devono mettere in pericolo la propria vita salendo sui tetti, sulle torri, sui campanili. Il governo e il Paese forse non comprendono …

"L'ultima eredità del berlusconismo", di Giovanni Valentini

L’interrogativo rilevante per il futuro del sistema politico italiano, tuttavia, è cosa rimarrà nell’immaginario e nella visione politica degli italiani della narrazione berlusconiana e della sua promessa di un’Italia diversa. (da “Il racconto del capo” di Sofia Ventura – Laterza, 2012 – pag. 128) Era prevedibile ed era stato anche previsto che il berlusconismo potesse sopravvivere a Silvio Berlusconi. E anzi, che senza di lui potesse diventare perfino peggio, a giudicare dall’assortita compagnia dei suoi epigoni e dei suoi imitatori. Dalla Lombardia al Lazio fino alla Sicilia, gli scandali regionali che stanno scuotendo il Paese con la violenza di un movimento tellurico non sono altro che i lasciti del berlusconismo allo stadio terminale; l’ultima eredità di quella “ideologia pubblicitaria” che, a partire dalla metà degli anni Ottanta, la tv commerciale ha instillato per oltre un quarto di secolo nella mentalità nazionale a colpi di spot, minispot, telepromozioni e televendite. Le vacanze dorate del governatore lombardo Roberto Formigoni, già leader di Comunione e Liberazione; i festini e gli scandali dell’ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, …