Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Salgono Pd e Pdl scendono gli altri tranne Grillo", di Carlo Buttaroni

Recuperano consensi il Pd e il Pdl mentre scendono di poco tutti gli altri partiti. Fa eccezione il movimento di Grillo che continua a crescere. Sono i risultati del sondaggio elettorale svolto proprio mentre Berlusconi annunciava il suo rientro in scena. Tre notizie meritano una riflessione. La prima è che sarà Silvio Berlusconi il candidato del Pdl alle prossime elezioni politiche. Una voce che circolava già da alcune settimane, inaspettata e sorprendente se si considera che la prima “scesa in campo” è del ’94, e questa è la quinta volta. Se sarà un Berlusconi diverso dal passato, a oggi, è impossibile prevederlo perché gli scenari sono in rapida evoluzione. Certo è che diciotto anni di leadership nel centrodestra e di motivazione aggregante nel centrosinistra hanno evidentemente lasciato il segno. L’indagine sulle intenzioni di voto sembra registrare, almeno in parte le reazioni dell’opinione pubblica, anche se l’annuncio è stato fatto verso la coda della rilevazione. L’effetto, anche se in embrione, è però evidente: recuperano consensi il Pdl e il Pd mentre scendono di poco tutti gli …

"“Peggio di Berlusconi nessuno mai” un italiano su due boccia il ritorno . E ora il Cavaliere è costretto a inseguire le novità della politica"

Citazione ironica, perché Berlusconi non se n’è mai andato. Abbandonare così: non gli è possibile. Non solo perché è “costretto” a difendersi. Dai magistrati, i nemici di sempre. E di fronte alle minacce contro i suoi interessi media-televisivi. Non se ne poteva andare così, soprattutto perché non gli è possibile immaginare la politica italiana — oltre che il centrodestra — altrimenti. Senza di lui. D’altronde, è difficile per tutti concepire l’ultimo scorcio della nostra storia. Senza di lui. Basta scorrere i dati del sondaggio di Demos- Coop per “la Repubblica delle Idee”. Tra gli avvenimenti che hanno segnato positivamente l’Italia, negli ultimi trent’anni, il 55% degli intervistati indica “la fine del governo Berlusconi”. Il 25% “la discesa in campo del Cavaliere”. Secondo il 33% degli italiani, si tratta degli avvenimenti che — nel bene e nel male — hanno cambiato maggiormente la storia del Paese. In particolare, la (prima) discesa in campo. Berlusconi ha contribuito a scrivere la biografia della Nazione degli ultimi trent’anni, più di Tangentopoli, dell’immigrazione, della Padania. In misura minore, solamente, della …

"Alla Rai serve un editore", di Stefano Balassone

Il cambio al vertice Rai rinfocola le logomachie sulla «tv di qualità» e il tifo per le nomine da parte dei gruppi editoriali concorrenti (Valentini su Repubblica ha le sue idee sul Tg1: sì a Gruber, no a Preziosi. Sul resto farà sapere). Nomine e chiacchiere, chiacchiere e nomine. Invece le righe che seguono sono dedicate, scusate la digressione e la volgarità, al destino della industria audiovisiva italiana e alla sua posizione nel mondo. Siamo un Paese piuttosto grande (60 milio- ni di abitanti) e piuttosto ricco, crisi a parte. Siamo anche istruiti e i giovani hanno maturato una enorme competenza di web, cinema e tv. Ma abbiamo una industria audiovisiva molto piccola che occupa qualche decine di migliaia di persone mentre altri Paesi a noi simili, come la Francia e l’Inghilterra, per non parlare della Germania, dispongono di eserciti che vanno dai centomila in su. Per di più si tratta di posti di lavoro ad alta qualifica- zione e indenni dal rischio delle delocalizzazioni. Perché siamo ridotti così? Perché il duopolio esiste per coltivare …

"Il tetto ai manager che non arriva mai", di Sergio Rizzo

Dopo il taglio delle buste paga degli alti dirigenti pubblici c’è da digerire, non meno faticosamente, la sforbiciata alle retribuzioni dei manager delle imprese statali come Ferrovie, Poligrafico, Consap… E quanto segue ben descrive la pesantezza della pietanza. Il ridimensionamento di quelle retribuzioni, in alcuni casi letteralmente esplose senza alcuna plausibile giustificazione, era stato deciso dal governo di Mario Monti con il decreto «salva Italia», convertito in legge alla fine di dicembre dello scorso anno. L’applicazione pratica di quella misura ritenuta da alcuni demagogica, che aveva sollevato le proteste di molti presunti destinatari suscitando polemiche a non finire, era stata tuttavia demandata a un successivo provvedimento del ministero dell’Economia. Un decreto che avrebbe dovuto vedere la luce entro marzo, insieme al Dpcm (decreto del presidente del Consiglio dei ministri) che aveva reso operativo il tetto agli stipendi dei burocrati più alti in grado, fissato in circa 294 mila euro lordi l’anno: la paga del primo presidente della Corte di cassazione. A differenza di quel provvedimento messo effettivamente a punto entro i termini stabiliti dal ministro …

"La mappa del disagio, cioè lo spred sociale", di Bruno Ugolini

C’è un attento osservatorio sulla crisi e che accompagna ogni giorno le vittime della crisi. E’ uno spred sociale e non finanziario. È gestito dall’Inca-Cgil, uno dei «patronati» sindacali. La sua crescente attività è stata riportata in un «bilancio sociale» che misura, appunto, quanto è avvenuto negli ultimi mesi. Un dato salta agli occhi, l’ingresso, negli ultimi tre anni, accanto ai pensionandi, di molti giovani con contratti precari. Osserva Morena Piccinini, presidente dell’Inca, che in un solo anno, tra il 2010 e il 2011 si è registrato un aumento di richieste al patronato di oltre il 48%. Un salto enorme. È cambiata anche la qualità delle richieste di tutela. «Aumenta, infatti, in modo drammatico, la domanda di prestazioni legate alle condizioni di povertà, per anziani ma soprattutto per giovani e famiglie precipitate nello stato di indigenza». Aumentano i bisogni ma calano le possibilità reali di welfare per effetto dei «tagli». La cosiddetta riforma del lavoro e quella sulle pensioni non hanno certo alleviato il disagio crescente. Basti pensare agli anziani «che devono fare i conti …

"Da Gramsci a Einaudi per rifondare il paese", di Eugenio Scalfari

Dai mercati finanziari italiani sono arrivate venerdì tre buone notizie: i Bot a dodici mesi sono stati oggetto di ampia domanda e collocati a tassi molto più bassi rispetto a quelli registrati appena un mese fa; i Btp a tre anni hanno avuto anch’essi notevole successo e anch’essi hanno segnato un tasso inferiore di un punto rispetto a giugno. Infine la Borsa di Milano ha snobbato il declassamento dell’Italia con un aumento dell’1 per cento rispetto al giorno precedente. Dunque risparmiatori e operatori italiani e stranieri hanno ricominciato a comprare i titoli emessi dal Tesoro e non solo a breve ma anche a medio termine. Lo “spread” del Btp decennale è ancora molto elevato sul mercato secondario, ma il Tesoro ha saggiamente deciso di rallentare le emissioni a lunga scadenza in attesa che il meccanismo di intervento deciso dall’Europa entri concretamente in funzione. Ci vorranno alcuni mesi e fino ad allora le emissioni quinquennali e decennali saranno ridotte al minimo senza alcun nocumento per il finanziamento del fabbisogno. Queste le buone notizie. Ma il “downgrading” …

Bersani: il mio piano per l’Italia «Berlusconi? Ritorno agghiacciante Ma ora tocca a noi», di Simone Collini

«Roba da matti». Pier Luigi Bersani scuote la testa mentre torna al suo posto e cerca un mezzo Toscano tra il disordine di fogli e cartelline che c’è sul tavolo della presidenza. L’Assemblea nazionale del Pd si è svolta fino a quel momento come aveva auspicato lui, che aveva aperto i lavori dicendo «siamo davanti a un Paese molto turbato, oggi parleremo dunque di Italia, di politica e di Pd in quanto utile a una buona politica per l’Italia» e poi discusso per sei ore, lui e tutti gli altri intervenuti, su come sostenere Monti lavorando in Parlamento per correggere le misure non condivise, di quale legge elettorale sostituire al Porcellum, del progetto con cui presentarsi alle prossime elezioni e del tipo di governo a cui bisognerà dar vita nella prossima legislatura. Ma poi, negli ultimi minuti, dopo l’approvazione praticamente all’unanimità della relazione del segretario (un contrario e cinque astenuti), mentre molti delegati sono già pronti coi trolley in mano a scappare verso treni e aerei, scoppia il caos sugli ordini del giorno riguardanti matrimoni …