Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Ricerca, Profumo si ribella al Tesoro

«Dobbiamo dare un contributo al Paese che è in grande difficoltà: siamo disponibili a farlo ma vogliamo essere noi a dire quali sono gli enti che hanno la possibilità di dare maggiori contributi. Il fatto che ci si dica dove tagliare non è la strada corretta». Lo ha detto il ministro della Pubblica Istruzione, Università e Ricerca (Miur) Francesco Profumo a proposito della spending review. Insomma, se c’è bisogno di risparmiare, che almeno non si spari nel mucchio. Il ministro, che nei giorni scorsi ha incontrato i presidenti dei 12 enti di ricerca controllati dal suo dicastero, si prepara dunque a lavorare su un doppio binario: con il Parlamento per ridurre il più possibile l’entità della “revisione” di spesa, e con gli enti stessi con i quali a settembre aprirà un tavolo per un percorso condiviso. Decidano i diretti interessati, questo il metodo giusto per procedere secondo Profumo che piuttosto che di tagli preferisce parlare di “razionalizzazione” finalizzata a una maggiore efficienza degli enti vigilati e a una maggiore competenza che permetta a loro e …

Sindaci e governatori uniti: «I tagli sono da rivedere», di Massimo Franchi

Pressing bipartisan di Comuni e Regioni sul governo per ottenere una correzione al decreto sulla revisione della spesa pubblica. Martedì 24 i primi cittadini sfileranno davanti al Senato contro la scure. La Toscana scende in campo e chiede all’esecutivo di rinunciare agli F35, mentre il Lazio minaccia: dovremo tagliare le aziende «miste». De Magistris denuncia: a Napoli a rischio l’apertura di scuole e asili. Continua a mietere consensi e adesioni la manifestazione che i sindaci di tutta la penisola terranno a Roma martedì 24 luglio. Dopo l’adesione del primo cittadino di Bologna, Virginio Merola, ieri hanno usato parole forti i sindaci di Torino e Napoli. Per Piero Fassino serve «un’azione molto attenta in Parlamento nell’esame della spending review», occorrono «correzioni» perché se è condivisibile l’obiettivo di fondo, il rigore di bilancio, «non tutti i provvedimenti sono coerenti con questa finalità e alcuni rischiano di incrinare rapporto tra amministratori e cittadini». Per il suo collega di Napoli Luigi de Magistris la spending review avrà un «contraccolpo drammatico» che mette a rischio fin da settembre l’apertura delle …

Cgil: 500 milioni di ore di Cassa integrazione dei primi mesi dell'anno, coinvolte 500mila persone

Nei primi sei mesi del 2012 la richiesta di ore di cassa integrazione supera il mezzo miliardo, in deciso aumento sullo stesso periodo dello scorso anno, collocando in cassa a zero ore oltre500 mila lavoratori con un taglio del reddito per oltre 2 miliardi, quasi 4mila euro per ogni singolo lavoratore. È quanto emerge dalle elaborazioni delle rilevazioni Inps da parte dell’Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil nel rapporto di giugno. La meccanica è il settore in cui si riscontra ancora una volta il ricorso più alto a questo strumento: sul totale delle ore registrate da inizio anno, la meccanica pesa per 165.407.469, coinvolgendo 159.046 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 76.471.086 ore di cig autorizzate per 73.530 lavoratori coinvolti e l’edilizia con 56.914.826 ore e 54.726 persone. Ore richieste: oltre il 3% in più rispetto ai primi sei mesi del 2011 Da inizio anno a giugno, il totale di ore di cassa integrazione è stato pari a 523.761.036, con un incremento …

"Non ci sarà una manovra-bis gli economisti fiduciosi la recessione pesa poco sul deficit", di Roberto Petrini

L’Italia è sotto scacco. Ma, dicono gli economisti, ancora non è scatto matto e il nostro Paese può uscire dall’angolo in cui si è cacciato. Moody’s, il Fondo monetario e i mercati ci hanno messo sotto osservazione per verificare se e in che misura riusciremo a raggiungere quattro obiettivi fondamentali: l’attuazione delle riforme, il contenimento del debito e del deficit, il rilancio della crescita e la stabilità politica del dopo-Monti. Il primo problema che il duo Monti-Grilli ha di fronte è quello di scongiurare o limitare i danni del circolo vizioso austeritàrecessione- austerità: l’effetto depressivo delle manovre fin qui realizzate si sta già traducendo, secondo il Fondo monetario internazionale, in un calo del Pil di un punto e mezzo. Ma un’economia in recessione significa anche allontanamento dal doppio obiettivo di un più basso rapporto tra debito e Pil e di un deficit a zero. E questo ci potrebbe portare, secondo la logica, a una nuova manovra di austerità, in un vortice senza fine che ci ricorda molto la sindrome greca. LA FRENATA DEL 2012 Ma …

"Il festival degli sprechi", di Gian Antonio Stella

Fanno davvero male, di questi tempi, bastonate come quella che Bruxelles ha appena dato alla Regione Siciliana. Dove sono stati bloccati 600 milioni di fondi Ue, una boccata di ossigeno, perché l’Unione non si fida più di come vengono spesi nell’isola i soldi comunitari. «C’è stata una difficoltà di comprensione…», ha detto un funzionario al Giornale di Sicilia. Testuale. Purché non si levino ritornelli contro la «perfida Europa» nella scia di quelli lanciati dal regime mussoliniano contro le sanzioni: «Sanzionami questo / amica rapace…». Prima che dai vertici europei, l’andazzo era già stato denunciato infatti dalla Corte dei conti. In una dura relazione di poche settimane fa i magistrati contabili avevano scritto di «eccessiva frammentazione degli interventi programmati» (troppi soldi distribuiti a pioggia anziché investiti su pochi obiettivi-chiave), di «scarsa affidabilità» dei controlli, di «notevolissima presenza di progetti non conclusi», di «tassi d’errore molto elevati» tra «la spesa irregolare e quella controllata», di «irregolarità sistemiche relative agli appalti». Una per tutte, quella rilevata nella scandalizzata relazione che accompagna il blocco dei fondi: l’appalto dato a …

Sentenza tedesca: «Per i profughi l’Italia è un inferno», di Roberto Brunelli

Per i profughi stranieri l’Italia è un inferno. Ai richiedenti asilo viene riservato un «trattamento inumano e umiliante». I migranti rischiano di condurre una vita «al di sotto della soglia di povertà», e quasi sempre sono costretti a vivere senza un tetto sulla testa. Giudizi impietosi, scolpiti nel marmo. Come si parlasse della Siria, o della Libia. Invece è il Bel Paese a essere nel mirino. Stiamo parlando di una sentenza del tribunale civile di Stoccarda, che con quelle argomentazioni vieta alle autorità tedesche il trasferimento di una famiglia di rifugiati palestinesi in Italia. La notizia campeggiava ieri con grande evidenza sul sito on line dello Spiegel. Che non mancava di ricordare che «l’Italia è uno degli Stati fondatori dell’Unione europea, è un Paese che si vanta della sua ospitalità e nonostante la crisi attuale è ancora la terza economia dell’Eurozona». È dall’Italia che la famiglia palestinese era giunta in Germania. È vero, ammette lo Spiegel, che il Paese è letteralmente travolto dai richiedenti d’asilo. Però non è la prima volta che un tribunale stabilisce …

"Dove vola Berlusconi", di Michele Prospero

Brandendo dei fasulli sondaggi segreti a lui favorevoli, Berlusconi somiglia sempre di più a quell’orribile idolo pagano che soleva succhiare il nettare dal cranio degli uccisi. La prematura morte politica di Alfano è la condizione per la resurrezione del condottiero di Arcore. È vero che il Cavaliere si riprende il comando perché sente che attorno a lui non opera un vero partito. Ma è altrettanto certo che a destra nessun partito potrà nascere se ogni delfino tra i piedi si ritroverà sempre un padrone scomodo che decide a sua discrezione assoluta il leader, il nome, il simbolo. Alfano mette la parola chiuso ai cantieri per edificare un partito della destra perché non ha osato sfidare il capo. All’origine del suo fallimento c’è la volontà subalterna di rimanere all’ombra di Berlusconi rinunciando a sfidarlo apertamente. Così, nella Lega, ha fatto Maroni che ha promosso un nuovo gruppo dirigente e ora cancella il nome di Bossi dal simbolo del partito. Non si esce da un partito personale (e padronale) senza una grande discontinuità. Finché in giro si …