Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Va ora in onda sulla Rai la commedia degli inganni", di Giovanni Valentini

All’interno di un rapporto insano tra assetti proprietari, informazione e politica è dunque possibile che gli interessi pubblici vengano subordinati a quelli privati. (da “Alle origini dell’antipolitica” di Pino Pisicchio – Levante Editori, 2012 – pag.47). La Rai ha finalmente una nuova presidente, nella persona di Anna Maria Tarantola. Ma la nuova presidente avrà la Rai, cioè i poteri effettivi per guidarla e governarla? La questione sta tutta in questo interrogativo, per rispondere al quale bisognerà seguire attentamente le prossime mosse dei partiti nello spregiudicato gioco di potere che s’incrocia fra palazzo Chigi e viale Mazzini. In tutta franchezza, l’impressione è quella di assistere all’ennesima commedia degli equivoci, o meglio degli inganni, intorno al controllo della radiotelevisione pubblica. E quindi della sua capacità di fare informazione e opinione, in vista delle future elezioni politiche. A voler azzardare una previsione, tanto più verosimile dopo l’inquietante annuncio della rentrée di Silvio Berlusconi come candidato premier, si potrebbe già dire che la Rai è destinata purtroppo a restare ancora un campo di battaglia fra centrodestra e centrosinistra nel …

"Garantire subito la stabilità", di Stefano Lepri

Senza inseguire fantasie di complotti, senza ascoltare gli arzigogoli dei nostri politici, la nuova valutazione di Moody’s sull’Italia è utile per riflettere meglio su come funziona la finanza globale. I mercati veri ne hanno tenuto scarso conto, in breve riportando i tassi dei titoli italiani dove stavano prima; l’importanza delle tre discusse agenzie di rating è oltretutto in calo, per recenti scelte delle istituzioni ufficiali. Tuttavia i mercati finanziari sono un luogo dove si gioca d’azzardo. Ha poco senso domandarsi se Moody’s sia in malafede o no: nei casinò c’è chi fa delle scommesse, c’è chi ne fa delle altre. Alla base delle scommesse sono andamenti economici reali, ma il processo per cui una scommessa finanziaria si vince o si perde ha alla fine un rapporto assai mediato e contorto con gli eventi concreti del lavoro e del risparmio. Sopravvivere alla continua instabilità comporta: primo, che l’Europa non può più resistere così come è strutturata adesso; secondo, che la politica italiana non si può continuare a fare come la si è fatta fino adesso. Questo …

"La strana maggioranza si fa sempre più strana", di Francesco Cundari

Non stupisce la stizza con cui Pier Luigi Bersani ha commentato la notizia dell’incontro tra Mario Monti e una folta delegazione del Pdl, prontamente ricevuta a Palazzo Chigi per discutere «pesi e misure» all’interno della Rai. Poco dopo avere attribuito agli effetti della concertazione l’origine storica dei mali da cui oggi il governo tenterebbe faticosamente di guarirci, e nel pieno della pesante manovra di tagli ai servizi sociali chiamata «spending review» (tagli tutt’altro che concertati con sindacati ed enti locali), il presidente del Consiglio, evidentemente, trova il tempo di concertare proprio in quell’unico campo in cui davvero, da quarant’anni, si è concertato anche troppo: la tv. Dalla «strana maggioranza», per usare l’efficace definizione con cui Monti ha battezzato l’eterogenea coalizione parlamentare che lo sostiene, era obiettivamente difficile aspettarsi luminose prove di coerenza, compattezza e coesione. E certo non può sorprendere che la televisione resti il «core business» del Pdl, l’unico argomento su cui non possa accettare mediazioni o concessioni di sorta, il solo tema dell’agenda di governo che stia davvero a cuore al partito del …

"L'Italia senza una legge sulla tortura tradisce la convenzione europea", di Gian Antonio Stella

Cesare Beccaria non avrebbe mai immaginato che due secoli e mezzo dopo il suo Dei delitti e delle penel’Italia sarebbe stata ancora priva di una legge contro la tortura. E la lettera che Amnesty International ha inviato al governo ricordandogli l’impegno a introdurre il reato, impegno violato da 25 lunghissimi anni, è un atto d’accusa che ci umilia. Era il 1987, quando l’Europa invitò gli Stati membri a ratificare la convenzione contro la tortura. Alla Casa Bianca c’era Ronald Reagan, al Cremlino Michail Gorbaciov, la Dc aveva il 34% dei voti, Napoli era in delirio per lo scudetto vinto grazie a Maradona, mezza Italia era innamorata di una Whitney Houston apparsa bellissima a Sanremo e i membri di un gruppo di ricerca di Pisa giravano gli atenei per spiegare come avevano fatto a collegarsi per la prima volta a Internet, di cui quasi tutti ignoravano l’esistenza. Insomma, era tantissimo tempo fa. Già il 7 marzo 1988 l’Ansa segnalava che il governo maltese aveva provveduto a ratificare la convenzione europea e spiegava che «il governo italiano …

Bersani a Monti: «Noi preferiamo la concertazione», di Maria Zegarelli

Al leader Pd non sono piaciute le esternazioni del premier «Le riforme migliori le ho fatte sempre col dialogo». Intervista al Financial Times che lo definisce un leader responsabile «in grado di vincere le elezioni». All’Assemblea nazionale di domani i punti cardine della Carta di intenti da sottoporre ai futuri alleati. Quelle parole pronunciate l’altro ieri dal presidente del Consiglio Mario Monti «esercizi profondi di concertazione in passato con le parti sociali hanno generato i mali contro cui noi combattiamo e a causa dei quali i nostri figli e nipoti non trovano facilmente lavoro» non sono piaciute affatto in Largo del Nazareno. E ieri il segretario Pd lo ha esplicitato calibrando le parole ma con determinazione. Il dialogo e la concertazione «fanno bene a tutti», dice Pier Luigi Bersani arrivando nella sede Pd dopo l’incontro al Quirinale con Giorgio Napolitano con il quale ha discusso di legge elettorale. LA CONCERTAZIONE «Ognuno ha la sua esperienza, e io rispetto le esperienze di tutti. La mia commenta , di esperienza, mi dice che a me è capitato …

“Cancellare la spesa per gli F35”, di Gabriele Isman

Il Pd presenta un emendamento contro gli aerei militari. No anche di Vendola e Verdi. Guerra agli F-35. Contro la spesa da 12 miliardi per i 131 velivoli si sono mossi sei senatori pd, preannunciando emendamenti a Palazzo Madama, i Verdi e Nichi Vendola, oltre alle 75 mila firme consegnate in Senato per la campagna “Taglia le ali alle armi”, promossa da Rete Italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci! e Tavola della Pace. Un accerchiamento contro l’acquisto dei Joint Strike fighter già bocciati dai commentatori Usa di Foreign Politics e che, anche secondo il Pentagono, potrebbero essere senza difese in una guerra digitale. Per l’Italia quegli F-35 nella versione a decollo corto sono ideali per la portaerei Cavour, e così si sono salvati dalla scure della spending review. «Condividiamo la necessità di rivedere questa spesa» hanno spiegato i senatori democratici Francesco Ferrante, Roberto Della Seta, Roberto Di Giovan Paolo, Manuela Granaiola, Vincenzo Vita e Silvana Amati. La richiesta dei parlamentari è spostare i fondi su iniziative di carattere sociale. Duro anche Felice Belisario, capogruppo dell’Idv: «Soprattutto …

Franceschini «Dopo Monti, equità e coesione. Prepariamo il governo Bersani», di Simone Colllini

«Come abbiamo sperimentato in questi anni, ritenere irreversibili gli annunci di Berlusconi è un azzardo». Però ci sta che si candidi a premier, non crede onorevole Franceschini? «Dal suo punto di vista certamente, ha ancora molti interessi in campo e pur sapendo che non ha alcuna possibilità di vincere le elezioni sa anche che perderle al meglio, con liste decise da lui, è preferibile all’ipotesi di passare il testimone e scomparire». La candidatura di Berlusconi implica un confronto destra-sinistra e cancella l’ipotesi di un Monti-bis sostenuto da Pd, Pdl e Terzo polo? «L’ipotesi non c’è, comunque. Non può esserci un nuovo governo sostenuto da avversari. L’esecutivo Monti ha una missione straordinaria, dovuta alla situazione d’emergenza e alla necessità di salvare il Paese dopo il disastro provocato da Berlusconi. Alla scadenza naturale della legislatura, si torna al fisiologico confronto: progressisti contro conservatori». E il centro? «Da due anni diciamo che per avere la certezza di vincere, per ragioni di stabilità in entrambe le Camere e soprattutto per riuscire a governare il Paese nel corso di una …