Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Un fantasma sull'Europa", di Andrea Bonanni

Un po’ increduli e molto preoccupati, gli europei hanno accolto il ritorno di Berlusconi sul proscenio della politica italiana come fosse quello di un fantasma che si sperava definitivamente esorcizzato. Un fantasma che li riguarda da vicino, perché l’Italia è, fin dagli inizi della crisi, il campo di battaglia su cui si giocano le sorti dell’euro e dell’Europa. E l’allontanamento di Berlusconi, propiziato dal cordone sanitario in cui lo avevano isolato le cancellerie europee, era stato un passo considerato decisivo per salvare il Paese e, con esso, la moneta unica. Da quando i giornali hanno riportato le dichiarazioni di Alfano che aprono la strada a una rinnovata leadership berlusconiana della destra italiana, i centralini di Palazzo Chigi e quelli del Quirinale hanno passato ai piani alti dei due palazzi molte telefonate provenienti dalle altre capitali europee con richieste di chiarimenti e segnali di inquietudine. E il «percorso di guerra» di Monti a Bruxelles si è fatto, se possibile, ancora più difficile. «Ancora non riesco a credere che, dopo un totale fallimento politico ed economico, qualcuno …

"Chi vuole solo tecnici e comici", di Michele Prospero

Grandi manovre sono in corso per restringere sine die lo spazio della politica. E non è un caso che a distinguersi nelle operazioni per bloccare sul nascere ogni tentazione di ritorno a un normale gioco politico sia il Corriere della Sera. L’immaginario del quotidiano di via Solferino prevede un bizzarro condominio. Da una parte abita Monti, celebrato con aggettivazioni persino mitiche quando gonfia i muscoli e mette a tacere i partiti e le organizzazioni sociali. Dall’altra imperversa Grillo, osannato perché i suoi seguaci sono degli abili tecnici in pectore, con l’aggiunta di un giovanile vitalismo, da benedire soprattutto quando si scaglia contro gli odiati «capponi di partito». È chiaro che se questo è lo scenario agognato, un carnevale in cui il tecnico e il comico conducono la danza, non rimane che gettare polvere addosso al solo partito rimasto faticosamente in vita in questi anni turbolenti. Antonio Polito nell’articolo di fondo di ieri arriva a scomodare il massimo della ingiuria rivolta a un politico di sinistra, cioè quella di essere in preda alla demoniaca doppiezza togliattiana …

Sisma, i parlamentari Pd “I soldi in totale sono a quota 3.340 mln”

Non solo i 2,5 miliardi stanziati dal Governo, ma altri fondi “conquistati” pro-terremotati. Il decreto è ora stato convertito in legge: pur tra luci e ombre, stanzia 2,5 miliardi di euro da destinare alle zone colpite dal sisma. In realtà, a quella cifra devono aggiungersi altri 840 milioni, 640 dei quali letteralmente “conquistati” su diversi fronti grazie all’impegno dei parlamentari emiliani. La cifra totale, diffusa dai parlamentari modenesi del Pd Giuliano Barbolini, Mariangela Bastico, Manuela Ghizzoni, Ricardo Franco Levi, Ivano Miglioli e Giulio Santagata, è ora, quindi, di 3.340 milioni di euro. Non è certo la copertura integrale del fabbisogno, ma è sicuramente un risultato importante. “Questi sono soldi veri, non facili slogan. Sono aiuti concreti a tutto vantaggio delle popolazioni terremotate”: è questo il commento unanime dei parlamentari modenesi del Pd dopo che, nella seduta di mercoledì 10 luglio, la Camera dei deputati ha approvato la legge di conversione del decreto n.74 sul terremoto. “E’ un risultato importante – spiegano – sia dal punto di vista normativo che della disponibilità di risorse. Com’è noto, …

"Premio di coalizione, male del sistema", di Claudio Sardo

Cambiare la legge elettorale è un dovere politico e morale. Pur di arrivare a un’intesa che cancelli il Porcellum bisogna accettare rinunce e sacrifici. In Europa le preferenze sono quasi sconosciute: il collegamento tra elettore ed eletto è assicurato dal collegio uninominale oppure da circoscrizioni ristrette. Le preferenze sono state da noi, soprattutto nell’epilogo della cosiddetta Prima Repubblica, una fonte di corruzione. È giusto battersi fino in fondo per i collegi uninominali: se tuttavia le preferenze fossero il solo modo per evitare lo scempio delle lunghe liste bloccate, probabilmente bisognerà accettare anche questo terreno di confronto, magari combinando l’«anomalia» con rigorosi limiti di spesa alle campagne elettorali e con più piccole circoscrizioni. Speriamo che non sia necessario. C’è tuttavia un punto del Porcellum che rappresenta il suo nucleo fondante, e al tempo stesso la sua distorsione più grave rispetto a qualunque altro sistema occidentale: è il premio di coalizione. Se non si cambia qui, non si può dire di aver cambiato davvero il Porcellum. Una riforma che conservi il «maggioritario di coalizione» non sarebbe una …

"Il bersaglio sbagliato", di Massimo Riva

Che Mario Monti non ami la concertazione fra governo e parti sociali è risaputo da anni. Ma un conto sono i numerosi e argomentati editoriali che ha scritto sulla materia in passato, tutt’altra cosa il duro e perentorio giudizio sulla questione pronunciato ieri nelle vesti di presidente del Consiglio . Sarà anche vero che il metodo delle consultazioni a Palazzo Chigi con sindacati e Confindustria è scaduto sovente in una liturgia di così scadente o nulla efficacia da legittimare critiche anche aspre. Ma il premier si è spinto molto più in là indicando in questa pratica la fonte dei «mali contro cui combattiamo e a causa dei quali i nostri figli e nipoti non trovano facilmente lavoro ». C’è un eccesso di semplificazione e di disinvoltura storica in queste parole che lascia interdetti. Accantoniamo subito il dubbio che questa sortita possa essere letta come un’ulteriore e definitiva replica agli attacchi spregiudicati di chi – come il presidente della Confindustria – ha goffamente accusato il governo di fare della «macelleria sociale» con i tagli della spesa …

"Spending review, scontro con le Regioni", di Roberto Petrini

Errani: sacrifici insostenibili per sanità e trasporti. Polverini: non licenzio 2.500 persone. Muro contro muro tra le Regioni e il governo sulla spending review, e oggi si replica: un nuovo incontro è previsto al ministero del Tesoro alla presenza anche di Mr. Forbici, Enrico Bondi. «Clima teso», ha mandato a dire tramite Twitter il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, quando il vertice di Palazzo Chigi era ancora in corso. «Non me la sento di licenziare 2.500 persone e abbandonarle a loro destino», si è lamentata Renata Polverini, presidente del Lazio a proposito delle norme introdotte dal decreto sulle società in house. Il giudizio di sintesi è stato espresso al termine dell’incontro dal presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani che ha puntato l’indice soprattutto sul rischio di una riduzione dei servizi ai cittadini: «La spending review è insostenibile per sanità e trasporto pubblico locale perché si somma agli effetti delle manovre già previste sul 2013-2014. Vogliamo fare la verifica effettiva della garanzia, come recita il decreto, che vengano salvaguardati i servizi». Monti e il neo …

"Le incognite dell'operazione rivincita", di Michele Brambilla

L’uscita di scena di Berlusconi dal mondo della politica pare dunque avviata a concludersi nel modo più scontato: con il ritorno di Berlusconi. C’è da stupirsi dello stupore generato ieri dalla notizia della ricandidatura, pubblicata dal Corriere della Sera. Che un uomo del genere si potesse accontentare di fare il «padre nobile» del partito, per giunta accettando l’idea che qualcun altro avrebbe potuto fare meglio di lui, non era credibile. Prima ancora che per calcolo politico, il Cavaliere è incompatibile per carattere alle seconde file. La notizia dunque non dovrebbe sorprendere, esattamente come nella Prima Repubblica non sorprendevano i ritorni di Andreotti o quelli di Fanfani, che infatti fu ribattezzato «Rieccolo». E per quanto possa apparire paradossale, la decisione di ricandidarsi ha anche una sua logica. Berlusconi dice che i sondaggi danno un Pdl senza di lui intorno al dieci per cento, e un Pdl con lui intorno al trenta. Può anche darsi che siano cifre esagerate, ma non c’è dubbio che la sostanza sia quella. Berlusconi per il Pdl – o per Forza Italia, …