Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"I pokeristi del Cavaliere al lavoro per favorire Mediaset", di Vittorio Emiliani

Sulla Rai si profila una partita a poker dai tempi lunghi, voluta da Berlusconi e dai suoi. Mentre l’azienda di Viale Mazzini ha bisogno di tempi brevi per ridarsi un assetto imprenditoriale, editoriale, produttivo, tecnologico in grado di farla risalire dal buco nero nel quale è finita, con conti pesanti, canone in caduta libera, pubblicità in crisi profonda (più di Mediaset che fa ascolti inferiori), pluralismo ingessato, conduttori e autori in fuga verso altre tv, ecc. Il nuovo cda, è vero, ha avallato la designazione di Anna Maria Tarantola alla presidenza, con la sola astensione del berlusconiano Verro, ma il dibattito è stato acceso fra i consiglieri di centrodestra e quelli indicati dalle associazioni e votati dal Pd. La posta in gioco? Naturalmente gli accresciuti poteri del presidente in materia di tetti alla spesa e di nomine. Assente per ragioni «di garbo» la presidente designata, il duro confronto è stato arbitrato dal consigliere anziano Guglielmo Rositani (ex An, più volte deputato, già sindaco, dall’86 al ’92, della Rai stessa, poi suo consigliere, espertissimo in navigazioni …

"La solidarietà che può servire all'Italia", Franco Bruni

Fra le numerose decisioni dell’Eurogruppo di ieri c’è stata anche quella di confermare il semaforo verde al cosiddetto «fondo antispread», per il quale Monti si è adoperato. Dopodiché, secondo alcuni analisti, i mercati hanno reagito con una perplessità che ha frenato il miglioramento dello spread, quando Monti ha ammesso che sarebbe «arduo» escludere che l’Italia abbia bisogno dell’intervento del fondo. Finora aveva detto non solo che l’Italia non ne chiedeva l’intervento ma che questo non sarebbe servito, visto che la stessa esistenza del fondo avrebbe calmierato lo spread sui titoli italiani. C’è un equivoco? Proviamo a chiarire. La sostanza della richiesta italiana è stata che il fondo possa intervenire per contenere i tassi sui titoli di Stato di Paesi in regola coi programmi di riforme e di aggiustamento del deficit concordati con la Commissione. Per questi Paesi, fra i quali è l’Italia, occorrono difese speciali per frenare attacchi speculativi che non sono giustificati dalla loro indisciplina o dai loro squilibri ma sono il riflesso di disordini finanziari che investono l’eurozona come sistema. Per il contagio …

"La Germania davanti al bivio", di Barbara Spinelli

A volte, quando critichiamo Angela Merkel, dimentichiamo quel che sta succedendo in Germania: l’astio che domina tanti commenti di cittadini e politici, contro un’Europa del Sud che sta divenendo loro estranea. L’esigenza democratica, che si mescola ambiguamente a un nuovo nazionalismo e che spinge i tedeschi a fidarsi quasi solo della Corte costituzionale: proprio ieri, la Corte ha iniziato l’esame degli impegni presi da Berlino a Bruxelles, per verificare la loro compatibilità con la sovranità del popolo e del parlamento. Il Sud Europa non si stanca di ammonire Berlino, evocando l’espandersi di sentimenti antitedeschi. Ma conoscono poco i sentimenti antieuropei che si addensano in Germania. Citiamo, fra gli epiteti usati dai frequentatori dei giornali sul web, i più significativi: gli italiani, greci, spagnoli, portoghesi sono scrocconi, parassiti, perfidi, svergognati. Puntando l’indice sul passato tedesco, sono soprattutto ricattatori. Sono «cani, e che abbaino pure alla loro altezza ». Un lettore conclude: «Chi ha amici simili, non ha più bisogno di nemici». L’astio colpisce anche europeisti come gli ex cancellieri Schmidt e Kohl, i verdi Trittin e …

"Tagli, tasse e recessione. Non convince il decreto", di Walter Tocci

Non convincono gli argomenti del Governo a sostegno dell’ultimo decreto. Non è una spending review, è una manovra di tagli lineari, alquanto rozza soprattutto per la sanità e i Comuni. La vera spending review fu impostata dal compianto Padoa Schioppi con il suo ambizioso progetto di riforma della spesa pubblica. L’alta burocrazia statale, in primis la Ragioneria, lo bloccò convincendo il ministro Tremonti peraltro desideroso di prendere le distanze dal predecessore. Si poteva immaginare che il governo tecnico riprendesse il progetto e invece, dopo aver perso otto mesi, procede per decreto all’ennesimo intervento emergenziale, scopiazzando alcune parti del documento del 2007, che nella sostanza viene archiviato e usato solo come foglia di fico. Da dieci anni si approvano decreti con tagli lineari, scritti dagli stessi burocrati ieri e oggi, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: la spesa è aumentata e la qualità dell’amministrazione è crollata. È una logica sbagliata e dannosa per almeno quattro motivi: a) il taglio a sciabolata ignora le differenze di qualità dell’Amministrazione e di solito mette in difficoltà …

"Nel 2013 basta governi tecnici", di Claudio Sardo

L’italia non può tornare al voto con il porcellum. Sarebbe un delitto. Non è in gioco solo la credibilità della politica: ormai a rischio è la tenuta stessa delle istituzioni democratiche. Giorgio Napolitano ha lanciato ieri un appello estremo al Parlamento affinché non vadano sprecati i prossimi mesi. Purtroppo molti giocano contro la riforma, anche se non hanno il coraggio, né la dignità di dirlo apertamente. Sono contro la riforma quanti sanno di perdere le prossime elezioni, a cominciare da un pezzo consistente del Pdl: perché consentire una correzione del sistema e assicurare così solidità al prossimo governo? Meglio restare tra le macerie e scommettere sull’instabilità futura, magari sul prolungamento dell’emergenza e della grande coalizione… Sono contro la riforma i partiti personali che hanno bisogno delle liste bloccate per perpetuare il potere del capo. Sono contro la riforma i cultori, non pentiti, della Seconda Repubblica, quelli che pur di costruire un «presidenzialismo domestico» si sono inventati il maggioritario di coalizione, istituto senza uguali in Paesi dotati di Costituzione democratica. Sono contro la riforma anche quelle …

"Chi sono i veri anti-italiani che giocano solo per se stessi", di Francesco Cundari

Non si ricorda una dichiarazione di un presidente di Confindustria che sia stata sommersa da tante e così pesanti critiche come è accaduto con le parole pronunciate da Giorgio Squinzi a proposito di «macelleria sociale». Dopo la replica di Mario Monti, che lo ha accusato di far salire lo spread, le critiche più pesanti sono venute dal fior fiore dell’alta finanza, da Marco Tronchetti Provera a Luca Cordero di Montezemolo, secondo il quale le dichiarazioni di Squinzi «non si addicono a un presidente di Confindustria». Il direttore di Repubblica ha parlato addirittura di «ribellismo delle classi dirigenti», «tono sguaiato da organizzazione alla deriva», «pulsioni anarcoidi». Ma cosa aveva detto di tanto grave il presidente di Confindustria? Queste le sue parole esatte: «Dal mio punto di vista dobbiamo evitare quella che proprio davanti al presidente io ho definito macelleria sociale, però nello stesso tempo dobbiamo razionalizzare, dobbiamo semplificare la pubblica amministrazione, perché abbiamo sicuramente delle ridondanze che vanno eliminate». Sembra incredibile, viste le reazioni, ma la scandalosa affermazione di Squinzi sulla «macelleria sociale» era tutta qui. …

Legge elettorale, scossa di Napolitano "Basta rinvii, si decida a maggioranza", di Umberto Rosso

La lettera-ultimatum arriva sulle scrivanie dei presidenti delle Camere mentre Giorgio Napolitano sta ormai per lasciare Roma per Lubiana, dove da ieri sera è in visita di Stato per due giorni. La nuova legge elettorale, avverte il capo dello Stato, «è ormai opportuna e non più rinviabile». Non è certo il primo appello a cambiare subito il Porcellum, ma stavolta c´è qualcosa di più. Perché Napolitano sollecita, di fronte alla melina e al gioco di veti che rischiano di insabbiare la riforma, di procedere rimettendo «alla volontà maggioritaria delle Camere la decisione sui punti che non risultassero oggetto di più larga intesa preventiva». Se non ci sono larghe intese, si proceda con chi ci sta. Insomma, scrive il presidente della Repubblica a Schifani e Fini perché i segretari politici intendano, è tempo di andare verso un «confronto conclusivo», che è bene «non resti ulteriormente chiuso nell´ambito delle consultazioni riservate dei partiti». I presidenti delle Camere, si augura Napolitano, possono autorevolmente sollecitare la presentazione in Parlamento di «una o più proposte» di legge per cambiare quella …