Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Porcellum, il Pd non torni indietro", di Mario Lavia

Il Partito democratico farà una grande campagna politica per cancellare il Porcellum. Una campagna esterna, fra i cittadini; e una battaglia nelle sedi politiche e istituzionali. Sacrosanto. Non si può pensare infatti di tornare alle urne l’anno prossimo con una legge elettorale vergognosa come quella voluta dal centrodestra, con il consenso anche dell’Udc, rinnegata oggi anche da alcuni suoi ex fautori, negativa riguardo all’obiettivo della stabilità e impopolare in un tempo di nuova domanda democratica. Peraltro, il Pd è in ottima compagnia. Non solo giornali e studiosi (ieri due editoriali, Mauro su Repubblica e Panebianco sul Corriere), non solo la disponibilità del Terzo polo: soprattutto in campo c’è la vigorosa iniziativa di Giorgio Napolitano. Si potrebbe recriminare sul fatto che per i partiti sarebbe stato più agevole scrivere una nuova legge “sotto dettatura” del popolo espressosi col referendum. Ma è acqua passata. E il capo dello stato, che ben conosce i limiti di questi partiti, comprensibilmente mette loro fretta. Il “giro” del presidente ha visto più ombre che luci. Dicono che su regolamenti, diversificazione delle …

"Contratto unico, aperture con riserve", di Paolo Griseri

Cgil e Cisl puntano sull´apprendistato. Commenti prudenti in vista del vertice di lunedì. La Camusso si affida a Twitter per una prima reazione al piano della Fornero Il Pdl frena: il sistema attuale risponde meglio alle esigenze del mercato del lavoro ROMA – I sindacati condividono l´idea del governo di abbattere la giungla di contratti che regolano il lavoro precario in Italia. Poi si dividono sulla ricetta per raggiungere il risultato. Le reazioni delle parti sociali alle indiscrezioni sulla riforma del lavoro cui starebbe lavorando il ministro Elsa Fornero, sono nel complesso prudenti. Perché, in vista dell´incontro di lunedì a Palazzo Chigi, nessuno vuole sbilanciarsi. Prudenza anche tra i partiti con l´unica eccezione di Giuliano Cazzola, ex sindacalista Cgil ora approdato al Pdl, che preferirebbe lasciare tutto com´è: «Il Pdl – dice Cazzola – considera la pluralità delle forme contrattuali ora esistenti, un´opportunità per meglio corrispondere ad esigenze specifiche del mercato del lavoro». Ma non è questo l´orientamento del governo Monti. Lo aveva detto chiaramente il premier nei giorni scorsi: «Dovremo ridurre la frammentazione dei …

"Le scelte di un partito che sa governare", di Debora Serracchiani

Per una coincidenza quasi simbolica, mentre il Pd riunisce la prima assemblea nazionale del 2012, nella Lega si parla di celebrare il primo congresso dopo dieci anni di gestione oligarchica. In parecchi di noi abbiamo guardato, forse con una punta di invidia, la compattezza apparentemente inscalfibile del Carroccio, che dal vertice dei parlamentari all’ultimo dei militanti, recepiva e trasmetteva la linea e le parole d’ordine. E i giornali, intanto, ci stavano a informare a giorni alterni che “il Pd si spacca”. Ci eravamo abituati a considerare la leadership di Berlusconi un elemento immutabile della politica italiana, al pari degli acquedotti nella campagna romana. E al Pd arrivavano le accuse, a scelta, di essere subalterno o di prestarsi agli inciuci. Il tempo ci ha dato ragione. Perché dopo questo lungo purgatorio, siamo riusciti a favorire l’aggregazione di un numero di parlamentari sufficiente a indurre Berlusconi a lasciare Palazzo Chigi poche ore prima che il Paese precipitasse nel fallimento. Abbiamo fatto nostro il senso dell’appello del Capo dello Stato e siamo stati pronti a sostenere il Governo …

"Con Monti un cambio di passo. Ma alcune cose vanno cambiate", intervista a Pier Luigi Bersani di Emanuela Fiorentino

«Pensioni? Aggiustare subito il tiro. Evasione? Più coraggio con le banche dati. Liberalizzazioni? Sono circolate troppe bozze». Segretario Pier Luigi Bersani, lei è stato il primo liberalizzatore. Le piacciono le «lenzuolate» di Mario Monti? Rivendico almeno il coraggio: con un mio provvedimento, dalla sera alla mattina, scomparvero a suo tempo le licenze del commercio e le tabelle merceologiche: c’era un asse della politica che cercava di dare qualche occasione di lavoro ai giovani e di limitare speculazioni sui prezzi. Ora chiedo al governo di riprendere la questione sotto quei due profili, senza lasciare margine a cattive interpretazioni. Chi interpreta male e che cosa? Sento dire per esempio che intervenire sui farmaci è de minimis. Non è vero, è una cosa fondamentale che riguarda miliardi di euro addosso in particolare agli anziani e alle famiglie numerose. Facciano il massimo, con coraggio, senza discriminare questo o quello. Quale consiglio, lei che ci è passato e che di proteste ne ha incassate tante, si sente di dare al premier? Avrei dato un consiglio preventivo: far girare meno bozze. …

"Sul Fatto vignetta anti Pd con Schettino: è polemica", di Andrea Carugati

Il quotidiano pubblica una vignetta con il comandante della tragedia che tarocca la campagna dei Democratici. I militanti: «Sciacalli». Una vignetta che non fa ridere. E un piccolo caso politico che si apre. Con i militanti Pd che s’infuriano sul web contro il Fatto Quotidiano. Che stavolta, nella sua furia iconoclasta contro la politica e i partiti, ha ceduto al cattivo gusto. Eccola qui la vignetta incriminata. Fa il verso alla nuova campagna Pd «Ti presento i miei», volti e nomi di iscritti utilizzati come testimonial per la nuova campagna di tesseramento. Una campagna un po’ sfortunata, a dire il vero. Iniziata con una seria di affissioni ermetiche sui muri della Capitale («Conosci Faruk?», Conosci Eva?) e terminata con lo svelamento dei volti titolari dei nomi, quelli di veri iscritti ai democratici. Il Fatto ha deciso di taroccare a modo suo la campagna Pd. E tra i testimonial ha inserito il famigerato Comandante Francesco Schettino, «52 anni, il suo sport preferito è l’inchino», col faccione in primo piano sul finto manifesto. La vignetta è opera …

"Il paradosso dei partiti nella rete delle lobby", di Carlo Galli

VIVIAMO il tempo della politica dei paradossi. Quello di Monti è un governo espresso dalle élites che si sono sganciate dalla miscela di populismo e corporatismo, vera fonte di legittimazione dell´esperienza berlusconiana. Eppure, questo governo è il più qualificato a operare in nome della salus populi, della salvezza di tutto il popolo. Élites e popolo non stanno su opposte barricate, quindi; nonostante le furiose proteste di influenti lobby e di parti non piccole della popolazione davanti alle ipotesi di intervento sui mali sociali che la politica ha lasciato incancrenire (evasione, corruzione, particolarismo corporativo), il governo gode (ancora) di una popolarità maggiore di quella che lo stesso premier si aspetterebbe. Così, l´esecutivo – che fisiologicamente dovrebbe essere di parte, ossia l´espressione di un preciso orientamento politico – è oggi un´istituzione relativamente universale, mentre il parlamento è la rappresentanza di una frammentazione sociale e civile che i partiti non riescono a ridurre. Un ulteriore paradosso è che, a fronte del rispetto che ancora circonda il governo, i partiti siano invece investiti da un´ondata di astio contro la …

"Crisi e Porcellum ricompattano il Pd", di Rudy Francesco Calvo

Domani via all’assemblea dem: sostegno pieno al governo e una proposta condivisa contro la “porcata”. Il Pd sarà unito e coeso. E, per una volta, non sarà così solo in apparenza. L’assemblea nazionale che si apre domani alla Fiera di Roma renderà un clima effettivamente disteso, che si respira in questi giorni al Nazareno. A sancire ufficialmente il raffreddamento dei toni nei rapporti interni è stata la riunione convocata da Bersani martedì sera con tutti i big del partito sulla riforma elettorale. Le componenti dem sono d’accordo nell’analisi di una situazione che non vede ancora il nostro paese fuori dall’emergenza e, quindi, nell’inevitabile sostegno al governo Monti e ai provvedimenti che porterà in parlamento. Bersani lo ribadirà nella sua relazione d’apertura di domani, chiedendo comunque elementi di novità. Il segretario del Pd aspetta di conoscere nei dettagli soprattutto il decreto dell’esecutivo sulle liberalizzazioni. Il suo intervento sarà dedicato comunque in ampia parte anche alle proposte per l’Europa (alle quali è dedicata la prima giornata del dibattito). Bersani ha già ribadito più volte che da Bruxelles …