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"Sul Fatto vignetta anti Pd con Schettino: è polemica", di Andrea Carugati

Il quotidiano pubblica una vignetta con il comandante della tragedia che tarocca la campagna dei Democratici. I militanti: «Sciacalli».

Una vignetta che non fa ridere. E un piccolo caso politico che si apre. Con i militanti Pd che s’infuriano sul web contro il Fatto Quotidiano. Che stavolta, nella sua furia iconoclasta contro la politica e i partiti, ha ceduto al cattivo gusto. Eccola qui la vignetta incriminata. Fa il verso alla nuova campagna Pd «Ti presento i miei», volti e nomi di iscritti utilizzati come testimonial per la nuova campagna di tesseramento. Una campagna un po’ sfortunata, a dire il vero. Iniziata con una seria di affissioni ermetiche sui muri della Capitale («Conosci Faruk?», Conosci Eva?) e terminata con lo svelamento dei volti titolari dei nomi, quelli di veri iscritti ai democratici. Il Fatto ha deciso di taroccare a modo suo la campagna Pd. E tra i testimonial ha inserito il famigerato Comandante Francesco Schettino, «52 anni, il suo sport preferito è l’inchino», col faccione in primo piano sul finto manifesto. La vignetta è opera di Sarx88, un giovane blogger che collabora abitualmente con il giornale.

IL POST SU FB RIMOSSO DAL “FATTO”
Al Pd l’hanno presa malissimo. «Sciacallaggio», scrivono numerosi militanti sulla Rete. «Voglio sperare che domani il Fatto quotidiano (ma potrebbe anche farlo oggi sulla rete), esca con le scuse al Pd, da rivolgere in particolare ai suoi iscritti ed elettori e ai parenti delle vittime della tragedia della Concordia. Ciò che ha pubblicato oggi era francamente offensivo e di cattivo gusto», ha scritto su Facebook il Responsabile comunicazione Stefano Di Traglia. Una militante, Anna Rita Leonardi, ha scritto un post sulla pagina Fb del Fatto, che però è stato rapidamente rimosso: «Complimenti per il cattivo gusto della vignetta. Per quale motivo associare la figura di un possibile assassino a un partito politico? Chi vi dà il diritto di offendere milioni di persone in questo modo?». Anche un’altra internauta, Mariapaola Bono, denuncia la “censura” da parte della pagina del Fatto. E Nicola Ucciero ironizza: «Hanno già cancellato il post di Anna Rita, complimenti a questi partigiani della democrazia».

Cristiana Alicata, blogger e militante nel Pd di Roma, fortemente critica sulla campagna promozionale del suo partito (soprattutto per le affissioni abusive avvenute nella Capitale), stavolta prende le difese del Pd. E arriva a proporre una querela per diffamazione: «Il Fatto raggiunge soglie indegne del giornalismo, e che mi fanno profondamente schifo. Non è satira, è un accostamento volgare. Per me è diffamazione». Concetto condiviso dal segretario del circolo Pd di Roma Carla Bono, che parla di «vergogna, codardia, vigliaccheria», e invita il partito a intentare un risarcimento oneroso ai danni del Fatto, per poi devolvere il ricavato ai familiari delle vittime della nave Concordia.

Su Facebook c’è addirittura chi, come Andrea Canali, propone una class action degli iscritti Pd contro il quotidiano. Anche il profilo Fb dell’autore della vignetta, Sarx88, è preso di mira dalle critiche. Non manca chi solidarizza con l’autore e con il Fatto. Come Nico Pisanelli, che ironizza: «E quanto siete permalosi, è satira. Tutti emuli di D’Alema che denunciò Forattini?». Alcuni militanti Pd rendono pan per focaccia al vicedirettore del Fatto Marco Travaglio. E lanciano un nuovo finto manifesto con il volto del giornalista e la scritta: «Marco, giornalista, si dichiara di destra… Il suo sport preferito? Parlare male del Pd. Quelli come lui non li vogliamo». Se non ci fossero di mezzo Schettino e una immane tragedia, ci si potrebbe persino ridere su…

da www.unita.it

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