Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Dalla manovra un'occasione per la politica", di Irene Tinagli

Nonostante la durezza della manovra e i malumori che ha sollevato, molti italiani continuano ad avere fiducia in questo governo. Forse perché erano stanchi di urla, liti e insulti, o di sudare freddo ad ogni meeting internazionale per il timore di essere derisi e di essere irrilevanti in decisioni chiave. Molti italiani hanno avvertito e apprezzato questo cambiamento. Ma attenzione: questo nuovo stile non è scontato né garantito per il futuro. Continuano a riemergere i segnali di quei pezzi di vecchia politica sguaiata e corporativa che ci hanno portato fin sull’orlo del baratro, e che non si rassegnano a rinunce e all’oblio. L’ultima vicenda del taglio delle indennità è solo un piccolo sintomo. E’ vero, come ricordano molti parlamentari, che c’è un vizio procedurale. Ma è anche vero, e non sfugge all’occhio del cittadino, che questo Parlamento si è ritrovato a mettersi in discussione e accelerare certe procedure solo quando costretto dall’opinione pubblica, ovvero dopo 4 anni dall’inizio della crisi e dopo manovre durissime che hanno pesato moltissimo sui cittadini. E anche se molti parlamentari …

"Adesso la manovra è più equa", di Stefano Lepri

La manovra diventa più equa, e se ne eliminano alcuni errori. Conservando la normale scala mobile a una maggioranza dei pensionati almeno per il 2012, e con altri ritocchi, gli interventi sulla previdenza somigliano di più al disegno riformatore che il ministro Elsa Fornero ha in mente, e meno alle astratte ricerche di equilibri dei tecnici del Tesoro. Anche il peso delle nuove tasse sulla casa viene ridotto per chi ha meno. Eppure, chi aveva deciso di schierarsi contro resta, per il momento, ancora contro. Colpisce nel Paese, almeno a giudicare dai sondaggi, il contrasto fra gli elevati consensi di cui gode il governo Monti e il diffuso rigetto della sua manovra di austerità. Non sembra esistere nessuna forza capace di convincere i cittadini che quello che gli viene richiesto è uno sforzo solidale. Troppi, se colpiti, restano convinti che al contrario qualcun altro ci guadagna, si tratti di banchieri, caste, privilegiati vari, o chissà chi. Si potrà discutere a lungo se questa diseducazione alla solidarietà sia colpa di chi ha governato fino al mese …

"Effetto IMU", di Massimo Bordignon , Simone Pellegrino e Gilberto Turati

Aver introdotto l’Imu sull’abitazione di residenza rende immediatamente iniqua la manovra Monti? In realtà, l’Imu sulla prima casa ha effetti distributivi meno negativi dell’Ici 2007. Non è così invece per le seconde case, per la contemporanea eliminazione delle rendite catastali dall’Irpef. Una scelta forse da riconsiderare perché assieme alla cedolare secca sui canoni di locazione erode ancor di più la base imponibile dell’Irpef, rendendola sempre più simile a un’imposta sui soli redditi da lavoro e pensioni. E se poi una parte dei “poveri” fossero solo evasori? Il dibattito politico sulla manovra correttiva varata dal governo Monti si è rapidamente concentrato sulle questioni distributive, soprattutto per quanto riguarda l’anticipo al 2012 dell’Imposta municipale propria (Imu), già prevista nei decreti attuativi sul federalismo fiscale, e la sua estensione all’abitazione di residenza. Per molti, questo la rende immediatamente iniqua; per altri, addirittura sono i ricchi a guadagnarci e i poveri a perderci. Ma è davvero così? Cominciamo ricordando qualche fatto. LA CASA DEGLI ITALIANI Il patrimonio delle famiglie italiane è molto ampio in un confronto internazionale. (1) Ma …

Alleanze, Bossi "congela" Berlusconi "Sta coi comunisti, ognuno a casa sua", da repubblica.it

Ma in prospettiva il leader del Carroccio non chiude al Pdl: “Dipenderà da noi, ora è il momento di aspettare”. Duro il giudizio sul governo Monti: “E’ cattivo, tocca pensioni e vecchietti. E la manovra divide chi l’ha fatta”. Affondo del Senatùr anche sull’euro: “Quando finirà, la Padania si farà la sua moneta. Tornare alla lira? Per mantenere tutti questi farabutti?” Un asse Bossi-Berlusconi “adesso non c’è, ognuno sta a casa sua”, anche perché Berlusconi “sta con i comunisti, è con il governo”. Lo assicura il leader leghista a margine di un convegno sulla sanità alla sede della Regione Lombardia. Bossi spiega anche che il suo incontro con Berlusconi, annunciato dall’ex premier e poi sfumato, “è stato sospeso, perché non sono i tempi per farlo, sono tempi per aspettare”. A chi gli chiedeva se a questo punto Giulio Tremonti resterà nel Pdl o entrerà nella Lega, Bossi risponde: “Dipenderà da noi. Io ritengo che sia un uomo valido, oltre che mio amico”. E rivela che l’ex ministro dell’Economia “è in carrozzella, perché si è rotto …

"Ultima notte di ritocchi, arrivano alla Camera le modifiche su pensioni, Imu e liberalizzazioni", da corriere.it

Slittano dal 2012 al 2013 alcune norme sulle liberalizzazioni, tranne quella sulle farmacie. Questa è una delle novità contenute nel pacchetto degli emendamenti già presentato dal relatore. Ma l’attenzione è rivolta a questa mattina, con l’arrivo alla Camera dei nuovi emendamenti, che contengono le modifiche sulla perequazione delle pensioni, l’Imu «ammorbidita» in relazione a redditi e carichi familiari, le Province e forse i tagli ai parlamentari. I relatori nelle Commissioni Bilancio e Finanze e il governo, dopo una giornata d’attesa, rinfocolata anche dalle dichiarazioni del ministro del Lavoro Elsa Fornero («Le novità sulle pensioni stanno arrivando») si sono presi una nottata di riflessione e di lavoro per mettere a punto le proposte e depositarle entro le 8,30 alle Commissioni. LIBERALIZZAZIONI RINVIATE – Ma intanto, tra gli emendamenti del relatore, spunta il rinvio al 2013 di alcune liberalizzazioni: esclusa quella tanto discussa delle farmacie, slittano di un anno quelle relative, ad esempio, alle licenze (fra cui quella dei taxi); l’imposizione di distanze minime per l’apertura di esercizi e il divieto di aprirli in più sedi; la …

"Per tagliare bisogna studiare", di Luca Ricolfi

Ogni volta che un governo prova a tagliare la spesa pubblica – un mostro che ogni anno costa qualcosa come 700 miliardi di euro, più o meno la metà dell’intero prodotto nazionale – le reazioni sono immancabilmente due: la (comprensibile) protesta da parte degli interessi colpiti, e il biasimo nei confronti del governo. Al governo si rimprovera di non essere capace di colpire i «veri» privilegiati, di non essere capace di individuare i «veri» sprechi, di non sapere intervenire sulle «vere» inefficienze. Parti sociali, gruppi di pressione e singoli cittadini più o meno indignati si uniscono in una sacra crociata contro i «tagli lineari», spesso dando ad intendere che, ove i tagli stessi non fossero lineari, coloro che protestano ne sarebbero esenti. Tutto ciò, è importante sottolinearlo, succede indipendentemente dal colore politico del governo. Di praticare tagli lineari, indiscriminati e quindi ingiusti, veniva accusato Padoa Schioppa, di tagli lineari veniva accusato Tremonti, di tagli lineari viene ora accusato Monti. I governi cambiano ma i tagli restano sempre lineari. Sembra proprio che nessun governo sia capace …

"Chiesa e no profit, censire gli immobili", di Marco Causi

Monti anticipa di due anni la nuova imposta municipale (Imu), che i decreti di attuazione del federalismo fiscale avevano fissato nel 2014, e amplifica gli effetti della nuova imposta con l`adeguamento dei valori catastali e l`estensione alle prime case, al netto di una (abbondante) detrazione. L’Imu ingloba la vecchia Ici e l`Irpef sui fabbricati non locati, con un effetto di semplificazione del sistema. L’Imu rappresenta la gamba principale, immobiliare, della «patrimoniale a tre gambe» confezionata dal governo, che si completa con l`imposta di bollo sulle attività finanziarie e con la tassa sui beni di lusso. È una scelta condivisibile, che rimette la struttura del sistema fiscale italiano in linea con quelle dei paesi più avanzati: il peso delle imposte patrimoniali vede l`Italia penultima nelle classifiche Ocse, circa un punto di Pil in meno. Questa scelta però costringe a ripensare molti meccanismi applicativi che già con la vecchia Ici erano emersi come aree problematiche. E forse il governo, incalzato dall’emergenza, non ha avuto il tempo sufficiente per soffermarsi su questi aspetti. Ad esempio, in che misura …