Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Ecco il nuovo Isee: servizi sociali e agevolazioni fiscali commisurati su patrimonio e figli", di Eugenio Bruno

L’erogazione dei servizi sociali sarà parametrata non più solo sul reddito dichiarato ma anche sul patrimonio disponibile e sul numero di figli a carico. Con un occhio di riguardo dal terzogenito in su. A prevederlo è il maxiemendamento alla manovra del governo Monti che riscrive le regole per la determinazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee). Con un’altra novità non di poco conto: oltre che ad accedere ad alcune prestazioni di Welfare (asili nido, tasse universitarie, assegno di maternità) questo strumento servirà anche a fruire delle agevolazioni fiscali. Il testo depositato nella notte dai relatori al decreto «salva-Italia», Pier Paolo Baretta (Pd) e Maurizio Leo (Pdl), riscrive l’articolo 5 della manovra. Confermando lo strumento con cui andrà modificato l’Isee (un decreto non regolamentare del Presidente del Consiglio) e la dead line per intervenire (31 maggio 2012), il maxiemendamento precisa che si dovrà arrivare a una «definizione di reddito disponibile che includa la percezione di somme anche se esenti da imposizione fiscale e che tenga conto delle quote di patrimonio e di reddito dei diversi componenti …

"Casta, se si spara nel mucchio e per decreto", di Vittorio Emiliani

In Italia è già successo. Si parte dalla Virtù e si arriva a demonizzare tutto ciò che è Stato, struttura pubblica di governo, forme e modi della politica, ecc. È già successo con la Prima Repubblica di buttare, assieme alla non poca acqua sporca, anche il bambino (o il vecchione) e di rimpiangere poi la capacità di governo dei partiti d’antan. Da mesi e mesi si parla soltanto di “casta”. Sembra che non vi sia altro problema in Italia. Pagine su pagine, libri su libri, con molte critiche giuste, anzi doverose: itroppi parlamentari, le loro remunerazioni cresciute nell’ultimo quindicennio quasi del 100 %, (mi sono permesso di calcolare che, se, da allora, avessero seguito l’incremento del costo della vita, sarebbero al livello di quelle tedesche), la proliferazione di società partecipate, di scranni e relative prebende. Temo però due o tre cose: 1) che sparare ogni giorno a raffica equivalga a sparare nel mucchio, incidendo piuttosto poco, alla fine, sui tagli strategici; 2) che così si concorra a re/suscitare l’idea che tutto sia da buttare, politica, …

«Patrimoniale, evasori, Ici: dal governo vogliamo segnali», intervista a Pier Luigi Bersani di Aldo Cazzullo

Segretario Bersani, domani, oggi per chi ci legge, metà del suo partito manifesta con la Cgil contro la manovra che sostenete in Parlamento. Questo non le crea qualche disagio? «No. Noi siamo un grande partito, un partito che discute. Leggere la nostra discussione come una battuta di questo o di quello sarebbe riduttivo. Noi siamo a nostro agio, innanzitutto perché questa mobilitazione ricompone l’unità del sindacato; il che è un bene per la Repubblica». Ma divide il Pd. «La piattaforma dello sciopero non parla di bocciatura della manovra. Parla di modifiche. Diverse vanno nel senso in cui andiamo anche noi. Non vedo difficoltà se la nostra gente partecipa ai presìdi dei sindacati e noi si sta nel nostro, tentando di migliorare la manovra in Parlamento». Monti ha avvertito che lo spazio per le modifiche è stretto. «Noi non chiediamo al governo di fare al cento per cento quel che faremmo noi. Saremo responsabili: il nostro sostegno non è in discussione. Questa manovra è un messaggio all’Europa, è il segno di un Paese che si mette …

"Le donne riconquistano la piazza "Solo con noi si esce dalla crisi" , di Benedetta Tobagi

Il movimento aveva già dato chiari segnali di voler continuare a partecipare a pieno titolo al dibattito pubblico nel corso dell´anno. A Siena, il 9 e 10 luglio, erano state duemila le partecipanti al primo raduno nazionale del movimento, in rappresentanza di 130 comitati territoriali, per una maratona di seminari per confrontarsi ed elaborare proposte concrete. Nei giorni del frenetico toto-ministri tutto maschile che ha preceduto la nascita del governo Monti, il movimento Snoq si è fatto subito sentire con una lettera alla Presidenza della Repubblica: a parità di competenze, che non si cadesse nell´assurdo di un governo in cui le donne non fossero rappresentate. Confermando che questo movimento, senza diventare partito, rappresentava un nuovo canale per convogliare rapidamente verso i partiti e le istituzioni le istanze di centinaia di migliaia di donne. Ma le dimensioni della mobilitazione di ieri hanno superato le aspettative. Sono la migliore risposta a chi, un anno fa, esprimeva perplessità circa una manifestazione nata sull´onda dello sdegno per le “olgettine” e il bunga bunga, a chi temeva che, scendendo in …

"Il bisogno di giustizia sociale", di Massimo Giannini

Monti l´aveva annunciato: questo governo sarà costretto a rinunciare a certe liturgie, molto gradite nel passato. Ma la rottura che si è consumata con i sindacati è qualcosa di più di un semplice strappo al metodo della concertazione. È una lesione del principio dell´equità.l governo, dunque, ha ascoltato ma non ha raccolto le richieste formulate da Cgil, Cisl e Uil, e le proteste sollevate da tante parti della società italiana. Non era obbligatorio dal punto di vista politico: l´emergenza economico-finanziaria impone decisioni urgenti e, per quanto dolorose, non necessariamente condivise. Forse non era opportuno dal punto di vista istituzionale: mentre sulle modifiche alla manovra si sta trattando in Commissione alla Camera, non si possono fare concessioni al sindacato su altri tavoli. Ma era doveroso dal punto di vista della giustizia sociale. Graduare l´Ici-Imu sulla casa secondo i redditi e i carichi familiari, e innalzare almeno a 1500 euro al mese il tetto al di sotto del quale non scatta il blocco della rivalutazione delle pensioni, sono esigenze sacrosante di imparzialità redistributiva, e non pretese di …

Donne: «100mila in piazze, manovra ci penalizza»

Manifestazioni in tutta Italia, con piazza del Popolo a Roma come “cuore” pulsante che si è chiusa con un canto collettivo, le cantanti Paola Turci ed Emma Marrone, la colonna sonora di Patti Smit: le donne sono tornate in piazza e misurandosi con la manovra del governo. Sulla quale il messaggio lanciato è chiaro: la metà femminile del paese la paga più cara, anche perché non esistono sostegni e aiuti al carico familiare. E alzare la pensione delle lavoratrici “senza riequilibrare le responsabilità del lavoro – ha osservato la sociologa Chiara Saraceno – è “ingiusto e miope”. Con un altro messaggio lanciato in modo netto e limpido ai partiti: “Il prossimo governo sia almeno al 50% fatto da donne”. «Il problema – hanno proseguito – non è la mancanza di donne autorevoli, ma l’occupazione del potere da parte degli uomini. Anche se non ci sono elezioni in vista, lo diciamo chiaro: noi daremo il nostro voto solo su programmi concreti e sulla certezza che almeno la metà del prossimo governo sia composto da donne». Come …

"In cerca del popolo europeo", di Gian Enrico Rusconi

Che fine ha fatto il «popolo europeo»? Dov’è il demos europeo su cui sino a qualche anno fa si sono esercitati filosofi politici, giuristi costituzionalisti e pubblicisti? Intimiditi dalle brutali oscillazioni delle Borse, schiacciati dagli spread, frastornati dai toni apocalittici di politici e giornalisti, tartassati in modo più o meno consensuale dai rispettivi governi riemergono i popoli nazionali tradizionali. In carne ed ossa, con i loro giudizi e pregiudizi reciproci che si tenta invano di esorcizzare, correggere, rivisitare. Pensiamo agli imbarazzi con cui tedeschi e italiani oggi si guardano attraverso i loro giornali. È inutile protestare contro i giornalisti, che spesso scrivono sciocchezze da una parte e dall’altra. Rispecchiano una diffusa situazione sgradevole. Prendiamo atto che – a dispetto della retorica diffusa a larghe mani in questi anni – non si è formato affatto un «popolo europeo» inteso come comunità politica solidale quale anni fa si sperava fosse in fase di gestazione, se non di sviluppo. Il processo che avrebbe dovuto faticosamente costruire questo popolo unitario e solidale sembra ora essersi interrotto. È stupefacente l’emarginazione …