Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"La nostra forza", di Francesca Izzo

In questi giorni si sono levate alcune voci per chiedere a Se non ora quando? se era davvero opportuno convocare una manifestazione-concerto delle donne nel pieno di una crisi drammatica e all’indomani di una manovra del governo che ha creato profondi disagi in molte famiglie. Noi pensiamo che sia stato non solo opportuno ma indispensabile. E che sia stato vitale se vogliamo che, nel mezzo della crisi, si accendano le luci del futuro. Perché è dalle donne che può giungere all’Italia il segnale più forte di risalita dalla china. E questo segnale dobbiamo darlo qui ed ora, mostrando pubblicamente la forza, unità e autonomia del movimento. Il 13 febbraio scorso abbiamo detto che l’Italia non era un Paese per donne, perché non solo veniva lesa la loro dignità di persone ma perchè tutta la loro vita non andava bene. E abbiamo soprattutto detto che dignità e destino delle donne coincidevano con la dignità e il destino dell’Italia. Un risultato l’abbiamo già ottenuto: l’Italia ora è rappresentata, nel governo, da volti e da figure, anche femminili, …

"I due Mario l'Europa l'hanno salvata", di Eugenio Scalfari

Due domeniche fa intitolai il mio articolo “Due Mario italiani per salvare l´euro”. Ero abbastanza ottimista in quell´articolo e così pure nell´altro della domenica seguente. Oggi lo sono ancora di più perché le previsioni sono diventate fatti e i fatti hanno un diverso peso, producono effetti, modificano aspettative, comportamenti e decisioni. Dopo la firma di Giorgio Napolitano e la presentazione alle Camere del decreto “Salva Italia”, dopo la decisione della Bce annunciata giovedì scorso di aprire un credito illimitato al sistema bancario dell´Eurozona e dopo il Consiglio dei capi di governo dei 27 paesi dell´Unione di venerdì, il mio ottimismo si è rafforzato. Lo dichiaro qui perché, oltre ad essere un giornalista, sono anche un risparmiatore, un consumatore, un elettore, sicché il mutamento delle mie aspettative potrebbe anche rappresentare un “test” di analoghi mutamenti sociali. Del resto i mercati di venerdì l´hanno già resi visibili ed è probabile che i mercati di domani emettano un giudizio ancora più esplicito per quanto riguarda lo “spread”, l´andamento delle Borse e il rendimento dei debiti sovrani. Il decreto …

"Cambiare ancora per rendere equa la previdenza", di Cesare Damiano

Il Partito democratico ha sostenuto la formazione di un governo di emergenza formato da soli tecnici. Si tratta di un passaggio necessario perché la casa brucia: le incertezze dell’Europa, che abbiamo registrato in queste ore, non aiutano a migliorare la situazione. Noi adesso, come Paese, dobbiamo fare la nostra parte ma senza rinunciare a quel principio di equità sociale e di spinta verso la crescita che il presidente Monti ha giustamente accompagnato al tema del rigore e del pareggio del bilancio. Per questo, il Partito democratico è impegnato a fondo in un’opera di correzione e di miglioramento della manovra. Si va verso un «mini emendamento» capace di comprendere le posizioni essenziali dei partiti che sostengono il governo, al fine di raggiungere un compromesso con l’esecutivo che faccia comprendere al Paese che non si colpisce dalla solita parte, cioè prevalentemente i ceti medio-bassi. Tra i temi sociali spicca quello della previdenza che riguarda milioni di persone, per il quale in commissione lavoro della Camera si sono raggiunti alcuni punti di intesa tra Pd, Pdl e Terzo …

"Le leve di comando", di Stefano Lepri

Ci vorrebbe più lotta all’evasione fiscale, ci vorrebbero più tagli alle spese: restano queste le due principali critiche alla manovra Monti. Benché contro l’evasione ci sia una novità importante nelle prime ore sottovalutata, la trasparenza al fisco dei conti correnti bancari, molti altri provvedimenti vengono suggeriti. Meno chiare invece appaiono le controproposte sulla spesa pubblica. Come ha detto ieri il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, per avanzare proposte valide sulla spesa occorrono «meccanismi idonei a formulare analisi dettagliate delle singole voci» e «indicatori accurati di efficienza delle diverse strutture pubbliche». Già: e perché non si è mai riusciti a farlo finora, quando è da vent’anni che i governi si impegnano a tagliare le spese? I limiti rivelati dai primi provvedimenti del governo Monti tornano utili a riflettere su quanto in profondità siano radicati i problemi da affrontare. Verifichiamo nella pratica che il male non può essere attribuito soltanto alla «casta» dei politici. Per l’appunto diversi esponenti di un altro governo tecnico, quello guidato da Carlo Azeglio Ciampi nel 1993, ebbero l’impressione che l’alta burocrazia …

"Ma le donne sono in credito", di Rita Ghedini

Cara ministro Fornero, nel corso della Sua prima audizione in commissione lavoro al senato si è parlato naturalmente di previdenza: tantissimi interventi, poco tempo e non sono riuscita ad intervenire. La commissione si aggiorna a martedì prossimo. Ma martedì prossimo è molto lontano. Martedì prossimo la manovra salva-Italia andrà in aula alla camera e spero che per allora si sia mantenuta tutta la sua forza, ma siano cambiate le cose che la rendono iniqua e perciò incomprensibile ai cittadini italiani che pure sono pienamente consapevoli del rischio che corriamo. Per questo, Signora Ministro, le chiedo di riflettere su alcune cose. Ci ha detto che la riforma delle pensioni da lei proposta si ispira ai principi di equità fra le generazioni, equità all’interno delle generazioni, sostenibilità e razionalizzazione del sistema, eliminazione dei privilegi. Bene, siamo d’accordo. Ma mi preoccupa che nel declinare il tema dell’equità Lei non abbia declinato quella fra i generi. Conosciamo la sua attenzione e la sua competenza sul tema e, certamente, orientare le primissime misure in favore dell’occupazione alle donne e ai …

"A caccia delle coperture, verso il miniemendamento", di Raffaella Cascioli

La commissione bilancio al lavoro ieri sulle modifiche per Ici e pensioni Si scioglierà entro oggi il nodo delle coperture finanziarie per le modifiche tese a rendere meno pesante il decreto salva-Italia. Insomma, in tempi di crisi si ragiona più su un mini che su un maxiemendamento. In attesa dell’incontro con il ministro Giarda – che, come nel suo stile, si è riaffacciato solo ieri sera a Roma per contrattare con i parlamentari entro stamattina le proposte di modifica – la commissione bilancio della camera ha individuato tre modifiche su cui puntare per rendere meno indigesta agli italiani la manovra del governo: a cominciare dall’indicizzazione delle pensioni fino a 1.440 euro lordi l’anno, equivalenti a tre volte il minimo, e dall’aumento da 200 a 300 euro della franchigia prima casa per l’Imu fino all’alleggerimento delle penalizzazioni per chi sceglie la pensione anticipata con un’età inferiore ai 62 anni al netto di 42 anni di contributi per gli uomini e 41 per le donne. Misure che da sole valgono diversi miliardi e per i quali i …

"I cinque nodi dell´equità", di Tito Boeri

La prima manovra del Governo Monti deve passare nel Paese prima ancora che in Parlamento. Solo in questo modo il nuovo esecutivo avrà il tempo di occuparsi davvero delle misure per la crescita, di cui sin qui non si ha traccia o quasi. Sono fondamentali per portarci fuori dal baratro perché con questa manovra, la pressione fiscale salirà ben oltre il 46 per cento e il peso delle entrate sul totale del reddito generato in Italia supererà il 50 per cento. Roba da uccidere un canguro di media stazza. Figuriamoci una lumaca come è stato il nostro paese in questi anni. Perché la manovra sia accettata dagli italiani deve apparire equa, deve richiedere sacrifici ben distribuiti. Diverse critiche mosse alla manovra in nome dell´equità non sono affatto eque, nel senso che sono sbagliate o superficiali il che distoglie dal trovare correttivi adeguati. Ma è indubbio che l´equità della manovra può essere molto migliorata nel passaggio parlamentare. Cominciamo dalle tre aree fondamentali su cui si gioca la distribuzione dei sacrifici – casa, pensioni ed evasione fiscale …