Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Un governo per la nuova Europa", di David Sassoli

Giuliano Amato e Romano Prodi nel loro articolo sul Sole 24 Ore di martedì 6 dicembre sollecitano i deputati italiani al Parlamento europeo ad assumere un ruolo attivo nel promuovere la costruzione di un vero e democratico governo economico dell’eurozona. Questa sollecitazione non cade nel vuoto, perché da mesi la delegazione italiana del Pd è in prima fila su questo fronte e sta offrendo un ricco contributo di idee e di proposte all’iniziativa del gruppo dei Socialisti e dei Democratici e all’azione più complessiva di un più largo fronte europeista presente all’interno del Parlamento europeo. Anche noi, come Amato e Prodi, riteniamo che dal Consiglio europeo del 9 dicembre debbano uscire risposte forti, che puntino, in primo luogo, a una piena attuazione delle possibilità offerte dal Trattato di Lisbona in linea con il metodo comunitario. Ciò consentirebbe già da ora di rafforzare in modo sostanziale la convergenza delle politiche fiscali. Su questi punti abbiamo elaborato proposte puntuali che consentirebbero di evitare la strada insidiosa di una lunga e controversa riforma dei trattati per introdurre innovazioni …

"Le parentele pericolose di Cosentino. I fratelli sposati con le figlie dei boss", di Stella Cervasio

Nicola Cosentino e i suoi fratelli. Presi singolarmente non hanno commesso reati. Ma pare abbiano puntato quasi tutti su nozze “eccellenti”, in qualche modo inscritte nella gerarchia dei clan. Parlano chiaro le carte dell´operazione “Il Principe e la (scheda) ballerina” che ha portato a 57 arresti e alla richiesta di autorizzazione a procedere inoltrata dal gip alla Camera dei deputati nei confronti di Nicola Cosentino, già sotto processo a Santa Maria Capua Vetere per concorso esterno in associazione camorristica, e del presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro. Il giorno della cattura del superlatitante dei casalesi Zagaria, l´ex sottosegretario all´Economia non ha voluto far mancare il suo commento: «È un segnale tangibile di come possiamo estirpare la camorra e ridare ai nostri territori martoriati coraggio e dignità. Mi complimento con le forze dell´ordine e in nome della fiducia nella magistratura ho deciso di rimanere in silenzio dinanzi all´ennesimo colpo. È necessario uscire dal circo mediatico a causa di una parte minoritaria e risibile della magistratura che cerca fama attraverso la mia persona e la posizione …

"Evasione, è stato fatto tutto il possibile?" di Enrico Marro

Nella manovra Monti ci sono cose molto importanti per la lotta all’evasione, ma ne mancano tante altre. E il contribuente onesto si chiede perché. Per esempio: il premier, domenica scorsa, illustrando il decreto-stangata, ha solennemente annunciato che aveva deciso «per i membri di governo di adottare un criterio di trasparenza. Sulle nostre dichiarazioni dei redditi abbiamo deciso di dichiarare per intero i patrimoni, perché non vediamo per quale ragione il possesso di obbligazioni, azioni e fondi di investimento debba essere esentato da una dichiarazione patrimoniale». Giusto. Ma visto che c’era perché questa decisione non è stata estesa a tutti i contribuenti? Tanto più che un suggerimento del genere era arrivato da due economisti della Bocconi che Monti conosce molto bene: il rettore Guido Tabellini, che tra l’altro è stato in corsa per entrare nella squadra di governo, e il professor Angelo Provasoli. I due, in un articolo sul Sole 24 Ore del 3 settembre, proponevano questa soluzione: «La dichiarazione annuale dovrebbe fornire non solo i dati dei redditi conseguiti ma anche quelli della consistenza del …

"Dare un senso alla rinuncia", di Michela Marzano

Quando si parla di sacrifici non è tanto difficile deciderli quanto saper convincere gli altri che devono farli. Difficile è dare un senso alla rinuncia che viene chiesta. Perché il principio di utilità, che secondo Bentham è l´unico criterio con cui si può giudicare l´adeguatezza dell´azione umana, funziona perfettamente sul piano teorico, ma poi, quando dalla teoria si passa ai fatti, diventa molto meno seducente. Quando si parla di sacrifici, infatti, non è più solo una questione di calcolo razionale o di massimizzazione del bisogno collettivo. La voglia di agire per il bene del proprio paese e delle generazioni future – quello dei propri figli e dei propri nipoti – non può che scontrarsi con la durezza della realtà e con la necessità di mettere tra parentesi il proprio benessere individuale. Il desiderio di agire bene, si infrange inesorabilmente contro la violenza intrinseca del sacrificio. Soprattutto quando il sacrificio non riguarda solo il “superfluo” ma anche il “necessario”. Come si fa a sacrificare il poco, talvolta il “quasi niente”? Si può rinunciare a un beneficio, …

"L'ultimo camorrista della scuola siciliana", di Francesco La Licata

La cattura di Michele Zagaria, capo storico della «mafia dei Casalesi» e conosciuto ai più con l’eloquente nomignolo di «Capastorta», può davvero considerarsi una pietra miliare della lotta alla criminalità organizzata. Le stesse modalità dell’arresto (il bunker, la cintura protettiva dei fedelissimi, l’assenza di cellulari intercettabili, l’ostinata presenza nel «suo» territorio, l’ironia del capo che concede ai poliziotti la palma della vittoria), ci consegnano il profilo di una grande operazione per la presa di un grande capo. Grande, ma anche l’ultimo di una generazioni di criminali che, in Campania, hanno creato un gruppo nuovo e diverso, lontano dalla «cartolina» del guappo «anema e core» e molto più prossimo alla ferrea disciplina della mafia siciliana tutta tesa soprattutto alla concretezza degli affari. Michele Zagaria rappresenta l’ultimo discendente di una camorra cresciuta all’ombra e alla scuola della «migliore» Cosa nostra, quella della mafia di Ciaculli e di Michele Greco il «papa». Sono ormai decenni che i giornalisti, gli osservatori più accorti sottolineano la particolare pericolosità dei casalesi, giustamente considerati un qualcosa di diverso, di particolare rispetto alla …

"Il bisogno di equità sociale nell´epoca dei sacrifici", di Carlo Galli

La crisi e la manovra del governo impongono scelte radicali. Ma le élites, per essere credibili, non possono aumentare le disuguaglianze. Le situazioni di pericolo eccezionale dovrebbero produrre leadership che sanno condurre la lotta all´esterno e imporre la pace all´interno. Chi è veramente il nemico? Il nostro debito o chi ci specula sopra? La Bce o la politica che ha sempre rinviato la soluzione dei problemi? Il 13 maggio 1940, alla Camera dei Comuni, il nuovo premier e ministro della Difesa, Winston Churchill, presentando il suo governo e accingendosi a «guidare gli affari di Sua Maestà Britannica» nel momento più duro della storia inglese, disse: «non ho da offrirvi che sangue, sudore, fatica e lacrime. La nostra politica è fare la guerra: nostra mèta, la vittoria». La Camera gli diede unanimemente la fiducia, e anche tutta «la nazione fu unita e piena d´entusiasmo come non mai». Dopo la battaglia di Canne (216 a. C.) anche un altro impero, quello romano, era stato in pericolo mortale; perduti almeno sessantamila soldati, un console morto in battaglia, il …

"Il Pd aveva presentato al premier un dettagliato piano di undici punti sul tema specifico", di Bianca Di Giovanni

Appena tre misure, per di più blande o inefficaci, e in alcuni casi infilate all’ultimo minuto. Questa la «mini-cura» antievasione proposta dalla squadra Monti, che tuttavia chiede sacrifici «per salvare l’Italia». Non si sa cosa dicono nell’Ue dei record di infedeltà fiscale: pare che a Bruxelles preferiscano parlare di pensioni (almeno così raccontano). Così alla fine, come al solito, il Belpaese si salverà grazie agli onesti, che spesso si concentrano tra i meno abbienti e in quello sterminato ceto medio che sta diventando sempre più povero. Tracciabilità dei pagamenti a mille euro, regime premiale per gli autonomi che accettano di essere «radiografati» dall’amministrazione, e comunicazione degli operatori finanziari (banche e simili) alle agenzie delle entrate dei movimenti dei loro clienti. Questa la lista degli interventi. L’ultimo punto è entrato in zona Cesarini nel testo finale solo dopo un poderoso pressing del Pd. Peccato che non sia entrato nella versione che i Democratici volevano. Su questo fronte c’è stato un braccio di ferro: Pier Luigi Bersani ha incontrato Mario Monti e ha messo sulla sua scrivania …