Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Salvare l'euro ora o mai più", di Antonio Polito

Forse un giorno questo dolore ci sarà utile. Non perché possa bastare l’austerità o perché la salvezza dell’Italia dipenda da quanto sudore e lacrime verseremo: più dei nostri compiti a casa, a decidere sarà l’esame di maturità che aspetta l’Europa tra domani e venerdì. Ciò che ha fatto il governo Monti è però una precondizione perché tre giocatori ben più decisivi, la signora Merkel, il signor Draghi e il signor Mercato, possano fare ciò che devono. L’Europa è chiamata al suo «momento Hamilton», chiedono a gran voce gli investitori. Il riferimento è al primo segretario al Tesoro dei neonati Stati Uniti d’America, leader dei «federalisti»: dopo una battaglia durata sei mesi riuscì a risolvere la crisi del debito pubblico facendo assumere al governo federale anche quello dei singoli Stati. Però anche allora c’era chi resisteva. Gli Stati-formica, più forti e meno indebitati, erano riluttanti a farsi tassare per ripagare i debiti degli Stati-cicala. Ci volle una contropartita. In cambio dei voti degli Stati virtuosi del Sud, Hamilton accettò che la capitale fosse spostata al Meridione, …

"Dopo il rigore ora una svolta culturale", di Luigi Zingales

Dopo le prime tre settimane è venuto il momento di tirare i primi (provvisori) bilanci sul Governo Monti. Nei rapporti con i nostri partner europei, Monti ha conseguito un istantaneo successo. La sua esperienza e competenza lo collocano una spanna sopra Sarkozy e la Merkel. Il suo programma di austerità, pur con luci ed ombre, è coraggioso. Rappresenta il massimo di rigore fiscale che il nostro Paese può sostenere (e forse anche di più). Il vero tallone d’Achille riguarda quello che io considero l’obiettivo principale: una riforma culturale. Può sembrare strano che un economista anteponga la riforma culturale a quella fiscale. Ma proprio perché economista mi rendo conto che il rigore fiscale è condizione necessaria ma non sufficiente per salvare l’Italia. Il vero problema dell’Italia è la mancanza di crescita e alla base di questa mancata crescita ci sono due cause: la peggiocrazia e la conseguente mancanza di fiducia che questa genera. La peggiocrazia non è solo mancanza di merito nelle nomine, ma anche mancanza di rigore logico e morale nelle scelte. I balzelli casuali …

"In politica anche il tono fa la musica", di Claudio Magris

Forse è vero che il tempo, come dicono non solo poeti ma anche scienziati, ha diverse misure; è un contenitore elastico, le cui dimensioni variano a seconda di ciò che lo riempie. Pure nella politica, nella vita sociale e civile, si sperimenta la diversa durata delle ore e dei giorni.Ne sono passati appena venti, di giorni, da quando l’Italia ha un nuovo governo e il tempo che li precede appare lontano, perduto nel passato. Le noiosissime e sguaiate serate televisive che imperversavano sino a tre settimane fa con le discussioni sulle nipoti di Mubarak, su vere o presunte notti brave, sui metri quadrati di appartamenti di onorevoli e altre spiritosaggini sembrano remote, improbabili commedie degli anni Cinquanta che nessun cinema oggi manda in sala. Come ha detto l’ex presidente del Consiglio commentando la sanguinosa fine di un potente leader, «sic transit gloria mundi». Non solo la gloria, anche la spazzatura. È cambiato pure il linguaggio politico, quel linguaggio rissoso, quelle facezie, quel turpiloquio, anch’essi remoti come le scurrilità di quando facevamo il servizio militare. Il …

"Il linguaggio da bonificare", di Raffaele Simone

Tra le disinfestazioni di cui il Paese ha bisogno in quest´intervallo post-berlusconiano ce n´è una immateriale ma non per questo meno urgente. Si tratta di bonificare a fondo il linguaggio che le persone pubbliche usano per rivolgersi ai cittadini e per parlare tra loro. Nei diciassette anni del berlusconismo questo terreno è stato infatti contaminato così in profondità che per renderlo di nuovo praticabile ci vorrà molto lavoro. Con un formidabile fiuto populista, il berlusconismo aggredì sin dal primo momento il linguaggio pubblico distorcendone il lessico, le regole e la pragmatica. Si cominciò dal linguaggio del capo, che con la complicità dei media impose in un lampo i suoi manierismi (il famoso “mi consenta”), le sue metafore sportive (soprattutto calcistiche: “Scendere in campo, mettere in campo, fare un passo indietro…”), le sue mediocri formule e tormentoni (“una scelta di campo”, “odio e invidia personale”, “non mi hanno lasciato lavorare”, “il partito dell´amore”). Poi furono aggredite le regole della conversazione politica, come si manifestano specialmente nei talk show televisivi. Molti di noi ricordano attoniti il momento …

«Pensioni, Iva, evasione si deve cambiare Pd unito e responsabile», intervista a Rosi Bindi di Maria Zegarelli

Noi abbiamo scelto la linea della responsabilità e saremo coerenti, anche se sappiamo che dovremo pagare un prezzo». Un prezzo anche in termini di consenso, perché se il premier Mario Monti non dovesse recepire le proposte di modifica alla manovra avanzate dal Pd, sarà difficile spiegare al proprio elettorato il voto favorevole in Aula a interventi che entrano nella carne viva del ceto medio-basso del Paese. Rosy Bindi lo sa bene, ha letto tutti i messaggi arrivati al suo indirizzo di posta elettronica, su Facebook e al Nazareno. La base è in sofferenza e il partito non ha l’umore alto. Bindi, voi chiedete a Monti di modificare la manovra, la base chiede a voi di essere più incisivi. Si troverà la quadra? «Spero che il nostro elettorato capisca che la nostra sofferenza dipende dalla consapevolezza della loro sofferenza e di quella di tutto il popolo italiano. Ma anche in queste ore stiamo lavorando affinché questa manovra diventi più equa». Non teme che nonc apiscano un voto favorevole se non dovessero arrivare quei miglioramenti che chiedete? …

"La favola interrotta nel salotto di Vespa", di Curzio Maltese

Se la terza repubblica comincia a “Porta a Porta” significa che non è ancora cominciata. La presenza di Mario Monti nel principale teatrino del berlusconismo ha avuto un primo impatto terrificante. Erano irritanti le prime domande di Bruno Vespa, al solito le più gradite all´ospite di turno: «Eravamo ormai vicini alla Grecia? A un passo da non poter pagare gli stipendi agli statali?». Già, perché non se n´era accorto nessuno. Ma soprattutto non se n´erano accorti gli spettatori di Porta a Porta, dove per tre anni si è raccontata un´altra favola. La favola che la crisi non c´era. Se c´era, riguardava altri. La Grecia, l´Irlanda, la Spagna, ma anche Germania e la Francia stavano «molto peggio di noi». In Italia c´era Tremonti che teneva «i conti in ordine» e Berlusconi sempre in procinto di varare una grande riforma fiscale, con ricchi doni per i contribuenti. Il rischio di default poi era impensabile, «un´ipotesi che non sta né in cielo né in terra». Ed ecco, in dieci secondi, la nuova Italia di Porta a Porta, tagliata …

L’offensiva del Pd: in Parlamento bisogna cambiare", di Maria Zegarelli

Il Pd lavorerà affinché la manovra venga modificata per allegerire le misure su pensioni e Ici. «Ci aspettavamo misure più eque». Bersani: «Proporremo agenda di riforme in Parlamento». Una manovra dura, «di cui si percepisce la dolorosa necessità», come dice Pier Luigi Bersani, ma «ce l’aspettavamo più equa». Per questo ora ci si aspetta «correzioni, anche se ci sono tracce delle nostre proposte». Il segretario Pd commenta così gli interventi da 30 miliardi di euro lordi tesi a «salvare l’Italia» dal rischio fallimento. Si può e si deve migliorare, lo dice il numero uno del Nazareno nel corso del coordinamento del partito, lo dicono i due capigruppo di Camera e Senato Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, e lo dice la quasi totalità dei democratici, compresi i Modem, con sfumature più morbide i lettiani. Ed è per questo che da ieri pomeriggio, subito dopo il discorso del premier alla Camera, è entrata in azione l’alta diplomazia dei partiti con il governo alla ricerca di una «sintesi» che lo stesso esecutivo dovrebbe trovare sulla base delle indicazioni …