Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Napolitano: «Decisioni governo non prorogabili»

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, considera «ormai improrogabile l’assunzione di decisioni efficaci nell’ambito della lettera di impegni indirizzata dal governo alle autorità europee». E’ quanto si legge in un comunicato del Quirinale «dinanzi all’ulteriore aggravarsi della posizione italiana nei mercati finanziari, e alla luce dei molteplici contatti stabiliti nel corso della giornata». La nota del Quirinale informa che il Presidente del Consiglio ha confermato al Presidente della Repubblica «il proprio intendimento di procedere in tal senso». «Dal canto loro, diversi rappresentanti dei gruppi di opposizione – continua il comunicato – gli hanno manifestato la disponibilità a prendersi le responsabilità necessarie in rapporto all’aggravarsi della crisi. Nell’attuale, così critico momento il paese può contare su un ampio arco di forze sociali e politiche consapevoli della necessità di una nuova prospettiva di larga condivisione delle scelte che l’Europa, l’opinione internazionale e gli operatori economici e finanziari si attendono con urgenza dall’Italia». «Il Capo dello Stato – conclude il comunicato – ritiene suo dovere verificare le condizioni per il concretizzarsi di tale prospettiva». Oggi Il presidente del …

"Sfiducia e incertezza: il dramma italiano e il peso del Quirinale", di Stefano Folli

Al termine di una giornata drammatica ci si domandava ieri sera cosa deve ancora accadere nei prossimi giorni e settimane. Il presidente della Repubblica non si limita più a suggerire coesione. Le sue parole sono ormai un grido d’allarme rispetto a una minaccia urgente. Una minaccia di fronte alla quale rischiamo di essere impotenti, cioè «inadeguati», prigionieri di «debolezze strutturali» di cui paghiamo il prezzo al mercato dei titoli di Stato. Volano gli spread e con loro i tassi d’interesse: un nodo scorsoio che annienta ogni speranza di contenere il debito e liberare qualche risorsa per dare respiro all’economia reale. Ancora Napolitano: «Si avverte acuto il bisogno di più cultura delle istituzioni, di più senso delle istituzioni, di più attenzione all’esercizio delle funzioni dello Stato e alla condizione in cui versano le sue strutture portanti». Il termine «istituzioni» ricorre in forme insistite nelle parole del capo dello Stato. Si capisce che qui è il cuore del problema: istituzioni indebolite, non sorrette dalla necessaria forza politica e morale, come si nota anche nelle incongruenze del processo …

Bersani sente il Colle: «Pronti a responsabilità»

Il segretario del Pd Bersani, secondo quanto si apprende, ha avuto un colloquio telefonino con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano che ha espresso forte preoccupazione per la situazione di queste ore sulla crisi economica. Nel corso della telefonata, secondo quanto si apprende, il leader dei democratici ha dato la disponibilità del Pd e delle forze di opposizione a prendersi le responsabilità necessarie per l’aggravarsi della crisi finanziaria dell’Italia. «È una delle giornate più drammatiche che l’Italia abbia mai vissuto in questa crisi finanziaria», è l’analisi del leader democratico. Giro di contatti anche con i big del Pd, a partire dai capigruppo Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, il vicesegretario Enrico Letta e il presidente dell’Assemblea del partito Rosy Bindi con i quali Bersani ha deciso di vedersi domani per una riunione urgente del Pd sull’evolversi della crisi finanziaria. Mentre il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, segue l’evoluzione dei mercati finanziari tenendosi in stretto contatto con Palazzo Chigi, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Non vi …

"Addio decreto sviluppo Berlusconi punta tutto sulla legge di stabilità" , di Federica Fantozzi

Al telefono Merkel e Sarkozy ripetono: fare presto. Il governo vuole il maxiemendamento in aula al Senato il 16. Il premier irritato dagli appelli di Montezemolo e Monti. Nel giorno dell’ennesimadisfatta delle Borse, il panico nel governor aggiunge il livello di guardia. Il lunedì nero di Piazza Affari&co spaventa: se i mercati non credono all’esecutivo né alle istituzioni europee che garantiscono per lui, la strada si fa davvero in salita. Per tutti. Berlusconi lo ha capito. Glielo hanno fatto capire: ieri c’è stato un giro di telefonate a tutto campo, con Draghi, con Bruxelles. Ha parlato con Merkel e Sarkozy con cui aveva avuto colloqui bilaterali: «Dobbiamo fare fronte comune, non per amore ma per necessità. È una crisi globale che riguarda tutti». I ministri al lavoro sulle misure economiche hanno insistito: «Silvio, a Cannes ti aspettano con le baionette puntate». Bisogna fare in fretta – è stato il refrain della giornata – Bisogna arrivare al G20 con le misure in tasca. Facile a dirsi. Le acque sono agitate anche dentro la maggioranza. La lettera …

Bersani alla sfida della piazza «Italia in pericolo, ora la svolta», di Simone Collini

Bersani invita ad andare a San Giovanni «tutti coloro che hanno a cuore il futuro del Paese». La giornata di sabato come anticipazione della campagna elettorale. Il leader Pd: «Italia in pericolo, serve un colpo di reni». «Care italiane, cari italiani». E poi ci sarebbe anche un’altra sorta di missiva, che potrebbe cominciare con un «caro governo». Pier Luigi Bersani, rientrato da Napoli nella sua Piacenza e in attesa che riprendano i lavori parlamentari a Roma, ieri si è messo a scrivere. Il primo testo, un appello a partecipare alla manifestazione di sabato a San Giovanni, l’ha postato su Facebook. Il secondo, un allarme sui rischi che corre l’Italia se non ci sarà «un colpo di reni» che preveda «riforme vere» e una «novità politica», l’ha mandato alle agenzie di stampa dopo che sono stati diffusi i dati Istat sulla disoccupazione giovanile e i tassi dei titoli italiani. Berlusconi e soci intendono rimanere inchiodati alla poltrona? Bersani è convinto che la richiesta di dimissioni che arriverà dalla manifestazione di sabato sarà tale da non poter …

"Il Cavaliere inerte mentre Roma brucia", di Marcello De Cecco

«Mi sono trovato finalmente a pensare, questa settimana, che il valore della mia pensione potrebbe dipendere da Silvio Berlusconi». Lo scrive James Stewart sul New York Times.Così il nostro presidente del Consiglio è arrivato ad essere promosso dal ruolo di zimbello della stampa internazionale a quello di possibile innesco di una tragica crisi finanziaria mondiale. Il governo dell´attuale primo ministro, nei quasi dieci anni nei quali è stato al potere, avrebbe potuto rendersi conto che il debito pubblico pregresso del nostro Paese era un autentico barile di polvere pronto a esplodere quando le condizioni finanziarie internazionali lo avessero innescato. Avrebbe dunque dovuto agire in maniera appropriata per ridurlo e metterlo in sicurezza. Al contrario, lo ha addirittura fatto crescere, con le proprie improvvide politiche, vanificando la strategia di rientro che i ministri del centrosinistra, in particolare Visco, hanno tentato quando sono stati al governo. Altrettanto noto al nostro primo ministro e al suo governo era, come lo era ai mercati, che i due anni orribili, dal punto di vista della concentrazione dei rimborsi e delle …

"Non si allevia la disoccupazione con i licenziamenti", intervista a Pier Luigi Bersani di Adolfo Pappalardo

Quando mette in guardia dal rischio dei personalismi è chiaro che Pier Luigi Bersani ce l’ha con il rottamatore Renzi («Ma gli voglio bene»). Sulle elezioni pensa a un’alleanza tra progressisti e moderati «ma senza ammucchiate». Prima però ci sono le primarie di coalizione a cui il Pd arriverà «indicando un suo candidato». E sulla flexsecurity che pure affascina qualcuno nel Pd domanda schietto: «Scusate, mai soldi dove sono?». Segretario è in atto uno scontro: newwave contro nomenclatura. «Leggendo i giornali sembra uno scontro personale ma questa è una cosa che non mi appartiene, non ho mai voluto e non voglio. Ai duemila giovani venuti qui a Napoli ho detto chiaramente cosa penso del ricambio e del cambiamento. Ed ho cercato di spiegare i criteri secondo cui questo passaggio deve avvenire: su idee nuove che non siano rimasticature di quelle degli anni ’80 che abbiamo già ampiamente pagato». A cosa si riferisce? «L’eccesso della personalizzazione in politica è il passato. Perché si esce dai guai solo con uno sforzo collettivo, con giovani che crescono e …