Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Lo strappo finale", di Massimo Giannini

Chiuso nella trincea di Palazzo Grazioli, ormai trasformata in Palazzo d´Inverno, il premier incassa la sconfitta più amara. In tre anni di sfascismo politico e processuale, la Lega non lo aveva mai lasciato solo sul fronte della giustizia. Aveva coperto ogni sua legge-vergogna, ogni sua intemperanza verbale e costituzionale. Ma con il voto su Papa, il Carroccio consuma lo strappo finale. Il Cavaliere rimane davvero solo. Il moribondo governo Berlusconi-Bossi non esiste più. Resiste solo l´inverecondo sub-governo Berlusconi-Scilipoti.Il primo dato politico forte, che emerge dal doppio voto segreto dei due rami del Parlamento, è esattamente questo. Il Cavaliere esce a pezzi dall´ordalia di Montecitorio, dove le camicie verdi del Senatur, dopo un penoso tira e molla durato una settimana, sparano «fuoco amico» contro l´avvocato pidiellino sotto accusa nell´inchiesta sulla P4. Sono voti pesantissimi. Contraddicono clamorosamente gli appelli lanciati a più riprese dal premier e dalla sua claque. Svelano palesemente l´ormai insostenibile cortocircuito nel quale si avvita la strategia della Lega. La fedeltà personale di Bossi nei confronti di Berlusconi non può più coesistere con l´irriducibilità …

Papa, la Camera dice sì all'arresto. Al Senato la maggioranza vota no all'autorizzazione per Tedesco

Franceschini: “Alla Camera PD compatto, con noi 30 voti dalla maggioranza”. Bersani: “Voto alla Camera coerente, la maggioranza si è rotta”. Finocchiaro. “Al Senato nell’ombra la Lega ha votato no”. “Abbiamo accolto il voto senza esultanza, ma in modo sobrio visto che si tratta di una misura di custodia cautelare. I deputati del Pd erano presenti in 206 su 206 e come gli altri parlamentari dell’opposizione, come mostrano i tabulati, hanno votato compatti. Ci sono stati una trentina di deputati dei gruppi della maggioranza che hanno votato per l’arresto”. Cosi’ ha commentato il voto su Alfonso Papa alla Camera il presidente dei deputati democratici Dario Franceschini. “Si è votato in modo serio valutando nel merito. La Camera ha votato con coerenza e questo rassicura perche’ dimostra che i tentativi di richiamo all’ordine hanno dei limiti. C’e’ un risvolto politico in questo voto, la maggioranza rifletta”. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, giudica cosi’ il si’ all’arresto del deputato Alfonso Papa evidenziando che “in altri tempi il richiamo al vincolo di maggioranza avrebbe funzionato ma …

Rifiuti, governo battuto alla Camera poi il decreto torna in Commissione

Passa la mozione dell’Idv e del’Api. Il Centrodestra e l’esecutivo votano diversamente dalle indicazioni del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. L’opposizione urla “dimissioni”. Bersani alla Lega: “Scambio per il voto segreto su Papa”. Rissa tra Cicchitto e Brambilla. Governo e centrodestra in confusione alla Camera. L’esecutivo va due volte sotto sulle mozioni dell’opposizione, vota non seguendo le indicazioni del ministro dell’Ambiente e alla fine indirizza il decreto sui rifiuti (sgradito alla Lega) in Commissione. Tanto che il segretario del Pd Pier Luigi Bersani parla apertamente di uno scambio Lega-Pdl, tra lo stop al decreto e il voto segreto per il deputato del Pd Alfonso Papa. Governo battuto due volte. Con i voti della sola opposizione nell’aula della Camera è passata una parte di una mozione dell’Idv sui rifiuti, su cui il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, aveva espresso parere favorevole, ma contro cui hanno votato i deputati di maggioranza e tutti i ministri. Prestigiacomo si è astenuta mentre tutti i membri del governo in aula votavano no. Il testo dell’Idv, su cui comunque il ministro aveva espresso …

"Attenti all’antipolitica", di Piero Fassino

Nel momento in cui sto per lasciare la camera dei deputati, desidero innanzi tutto rivolgere un ringraziamento affettuoso ai presidenti Scalfaro, Ciampi e Napolitano, che mi hanno onorato della loro amicizia e della loro fiducia. Il mio ringraziamento va naturalmente al presidente Fini e ai suoi predecessori – gli onorevoli Pivetti, Violante, Casini e Bertinotti – che, lungo il mio mandato, ho avuto l’onore di avere come presidenti di questa assemblea. Così come manifesto la più sincera gratitudine a tutti i colleghi parlamentari – di questa legislatura e delle precedenti – con cui ho condiviso un’appassionante esperienza politica e umana. E un ringraziamento particolare ai deputati dei gruppi parlamentari – del Pds, dei Ds, dell’Ulivo, del Pd – di cui ho fatto parte nell’arco di cinque legislature. E rivolgo un augurio di buon lavoro alla dottoressa Francesca Ciluffo che mi subentra nel seggio e che porterà in questa sede la ricchezza di un’esperienza professionale e politica che tutti i colleghi avranno modo di apprezzare. Lascio questa camera in un momento difficile per il paese e …

Bersani vuole evitare il ’92. «Una politica più sobria», di Rudy Francesco Calvo

I Democratici sono preoccupati del clima di antipolitica che monta nel paese. Non c’è parlamentare che non lo lasci intendere nei suoi discorsi e, inevitabilmente, la direzione che si è riunita ieri mattina ha cercato di trovare le contromisure, per evitare che si riproponga il temuto scenario del ’92. Tra i più allarmati c’è proprio Pier Luigi Bersani, il cui obiettivo numero uno è «difendere la buona politica», non certo la casta, dal «fango» che la destra sta mettendo nel ventilatore «per mandare tutto allo sfascio». Il segretario del Pd ha dunque proposto, in una relazione che è stata approvata da una amplissima maggioranza, una linea chiara che, a partire dall’analisi della crisi in Italia e in Europa, pone come condizione fondamentale le dimissioni dell’attuale governo. «La strada maestra è il voto», per Bersani, che non si oppone comunque alla «formazione di un governo di breve transizione per fare la riforma della legge elettorale». Il leader dem, e con lui tutto il partito, rivendica la scelta di aver permesso un’accelerazione sulla manovra economica, altrimenti «il …

"Irresponsabili al governo", di Guido Crainz

L´opposizione della Lega al decreto sui rifiuti, insieme al voto di oggi sull´arresto di Papa, non è solo l´ennesimo colpo di mano di un partito ormai allo sbando e privo di bussola.Forte solo per la debolezza e l´irresponsabilità civile del partito con cui governa, il Pdl. Intorno al voto segreto su Papa si intrecciano i sussulti di un centrodestra in agonia. La difesa estrema del parlamentare imposta da Berlusconi ha già fatto crollare nel ridicolo il “partito degli onesti” evocato da Angelino Alfano. La Lega vacilla e barcolla fino all´ultimo, senza una bussola riconoscibile, e Bossi stesso è ormai un elemento di crisi. Il no del Carroccio al decreto sui rifiuti in Campania, d´altro canto, non è solo un tentativo indecente di recuperare elettori delusi facendo appello ai loro peggiori istinti. È un intollerabile vulnus alla nazione, reso ancor più intollerabile dall´ipotesi che la maggioranza nel suo insieme ceda al ricatto. È un attacco alle ragioni che fanno di un Paese una collettività: attraversata da contrasti e tensioni, ma una collettività. Un insieme di sofferenze, …

"Il premier aggrappato a Scilipoti", di Marcello Sorgi

Il pasticcio in cui ieri il governo è andato a cacciarsi, durante la discussione parlamentare del decreto sui rifiuti di Napoli, non è certo di buon auspicio per la prossima votazione sulla richiesta di arresto del deputato Alfonso Papa, il braccio destro di Luigi Bisignani coinvolto nell’ inchiesta sulla P4. Ancora una volta a bloccare il governo è stata la Lega, contraria alla norma che avrebbe dovuto consentire l’invio dei rifiuti in eccedenza fuori dalla Campania anche senza il consenso delle regioni. Per tener duro sul punto che la monnezza del Sud non deve andare al Nord, il Carroccio, prima ha fatto un po’ di melina, e poi, quando era troppo tardi per far sì che il decreto fosse rinviato in commissione, ha visto soccombere la maggioranza in una votazione in cui appunto è stato deciso di proseguire la discussione in aula. Ma se sui rifiuti una soluzione in qualche modo si troverà, accontentando la Lega magari in altri campi e in altre trattative aperte, come quella sul rimpasto di governo che dovrebbe vedere un …