Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"La Protezione civile affondata come il Titanic", di Corrado Zunino

Gabrielli scrive a Berlusconi: “Prima di ogni intervento servirà il sì di Tremonti, così si blocca tutto”. Il successore di Bertolaso contro le nuove norme previste dal Milleproroghe. La nuova Protezione civile affonderà come il Titanic. Lo dice, impotente più che furioso, il prefetto Franco Gabrielli, che dallo scorso novembre ha preso in mano il ricco carrozzone di Guido Bertolaso scoprendo, da subito, che la Protezione era nel frattempo diventata un dipartimento spoglio e indebitato. Ora Gabrielli si è reso conto che con il prossimo decreto Milleproroghe, pronto all´ultimo passaggio alla Camera, il Dipartimento sarà costretto ad attendere i “visto di intervenga” del ministero delle Finanze prima di poter muovere caterpillar e tende sul prossimo disastro naturale. «Diventeremo la ex Protezione civile migliore al mondo», ha detto al Villaggio solidale di Lucca il prefetto, che di emergenze s´intende essendo stato commissario alla ricostruzione dell´Aquila. «Nel più assoluto silenzio il decreto Milleproroghe ha messo mano alla legge 225 del 1992 con riforme che, così come sono enunciate, ci affonderanno come il Titanic». Al suo fianco c´era …

"Fermiamo questo testamento biologico", di Stefano Rodotà

Il rischio del “dispotismo etico”, evocato a sproposito per inveire contro chi opera perché sia ricostruito quel minimo di moralità pubblica inscindibile dalla democrazia, si è già materializzato alla Camera dei deputati, dove è in corso la discussione sul progetto di legge che disciplina le modalità da seguire se si vogliono dare “indicazioni” per il tempo della fine della vita, ispirato non al principio di libertà, ma a quello di autorità. Se questa legge venisse approvata, ciascuno di noi perderebbe il diritto fondamentale ad autodeterminarsi, verrebbe espropriato del potere di governare liberamente la propria vita. Una politica incapace di guardare ai problemi veri della società si fa di colpo prepotente, si dichiara padrona dei corpi delle persone, pretende di impadronirsi davvero delle “vite degli altri”. Questo è il pezzo forte dell´ “agenda etica” del governo, rilanciata con evidenti finalità strumentali. Il presidente del Consiglio dichiara che «su temi etici e scuole cattoliche terrà conto delle indicazioni della gerarchia ecclesiastica», trasformando in offerta sacrificale i diritti dei cittadini, incurante di quel che dice la Costituzione. Dichiarazione …

"Atti sediziosi", di Massimo Giannini

L´Italia precipita in una rovinosa “democrazia del conflitto”. Come è evidente, si fronteggiano due forze. Da una parte c´è lo Stato, con le sue ragioni e le sue istituzioni. Il simbolo dello Stato, oggi più che mai, è Giorgio Napolitano. Dall´altra parte c´è l´Anti-Stato, con le sue distorsioni e le sue convulsioni. Il paradigma dell´Anti-Stato, ormai, è Silvio Berlusconi. Dall´esito di questa contesa dipenderà l´assetto futuro del nostro sistema politico e costituzionale. La giornata di ieri fotografa con drammatica evidenza questa contrapposizione irriducibile tra due modi diversi di vivere la cosa pubblica e di interpretare il proprio ruolo nella “polis”. Il capo dello Stato, in un´intervista al settimanale tedesco Welt am Sonntag, tenta di ricucire il tessuto lacerato delle istituzioni.Si fa interprete dell´esigenza di responsabilità che si richiede alla politica e del bisogno di normalità che chiede il Paese. Si fa ancora una volta custode della Costituzione. Non per conservarla staticamente, ma per farla agire dinamicamente nella naturale dialettica tra i poteri. Questo vuol dire Napolitano, quando parla dei processi del premier osservando che si …

«Federalismo al via senza cinque regioni», di Sergio Rizzo e Mario Sensini

ROMA— Per sputare il rospo Salvatore Bilardo aspettava solo l’occasione. Che finalmente, mercoledì 16 febbraio, è arrivata sotto forma di un’audizione alla Commissione Bicamerale sul federalismo. L’ispettore capo della Ragioneria si è seduto e ha scandito bene le parole: «L’eliminazione delle inefficienze e delle storture in materia di finanza pubblica, cui è finalizzato il processo di federalismo fiscale, non può che riguardare l’intero territorio nazionale» . Quindi, anche le Regioni a statuto speciale. Considerazione che ha provocato la replica stizzita («È il ministro che deve parlare di politica, non la Ragioneria» ) del presidente della Commissione Enrico La Loggia, siciliano, nonché nipote dell’omonimo uomo politico che fu fra i fondatori dell’autonomia regionale della Sicilia. Un autentico macigno, l’autonomia, sulla via del federalismo. Nonostante un paradosso. Sulla carta, infatti, le Regioni a statuto speciale sono già «federaliste» , se con questo s’intende trattenere sul territorio le tasse che lì vengono prodotte. Esattamente quello che accade in Sicilia, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta e nelle due Province di Trento e Bolzano, per un totale di 9 milioni …

"L'onorevole vuole la cyclette" di Daniela Minerva

Il numero due del Pdl alla Camera, Domenico Di Virgilio, chiede che tutti i deputati siano muniti di ‘pedaliere’ ai loro banchi, in modo da potersi tenere in forma durante le discussioni parlamentari. A spese del contribuente, è ovvio. Ci crediate o no, l’onorevole Domenico Di Virgilio, medico e vice presidente del Gruppo Pdl alla Camera, è tornato alla carica con la storia delle pedaliere da installare sotto i banchi di Montecitorio per gli onorevoli che possono così fare esercizio fisico mentre ciondolano stravaccati sui seggiolini. L’aveva proposta direttamente a Fini un paio di anni fa e, non pago del comune ridacchiare che l’aveva accolta, oggi ci riprova. Giacché il momento è topico: i decreti attuativi testé approvati negano i denari ai Pronto soccorso (come stigmatizza oggi l’Anaao, il sindacato dei dirigenti medici); le strutture sanitarie di molte regioni del meridione sono al collasso; i camici bianchi vanno scomparendo sotto i tagli della coppia Brunetta-Tremonti che è in disaccordo su quasi tutto tranne che sull’inutilità degli ospedali pubblici; il Mediterraneo è in fiamme e le …

«Nessun uomo cederà senza una regola che glielo imponga», di Maria Grazia Gerina

La platea apprezza l’impegno del segretario. «Nessuna pietà per i maschi: se gli toglieremo il posto sarà per il loro bene» Dopo la manifestazione del 13 «alleanza tra politica e società» La leadership, quel «passo avanti» che tutte, soprattutto le più autorevoli, sentono di dover fare è il grande tema che, a pochi giorni dalla piazza delle donne, aleggia nella platea delle democratiche riunite per la loro prima conferenza nazionale. E su quello, per ora, mettono alla prova il “loro” segretario, Pier Luigi Bersani. «Ha fatto un buon discorso», commenta Rosy Bindi, rimasta tutto il tempo al tavolo della presidenza. «Purtroppo sulla possibilità che Berlusconi ascolti il suo monito e faccia una legge perché ci sia un governo per metà di donne non mi faccio illusioni. Perciò mi interessa di più che Bersani si sia impegnato a rispettare questa regola in un futuro governo di centrosinistra», lo incalza. Apprezzano ma non fanno sconti le donne del Pd. «Caro segretario, volevo dirti che tu stai facendo bene, però non accetto il linguaggio che usi quando dici …

"Don Giovanni all'inferno e Benigni in paradiso", di Eugenio Scalfari

Tanto era stato retorico e melenso il Festival di Sanremo, con le sue canzoni nuove e mediocri e quelle antiche ridotte ad ali di farfalla appiccicate al muro con lo spillo, e tanto si è trasformato in una festa popolare, colorata, irriverente e istruttiva non appena Roberto Benigni è apparso sul palcoscenico dell´Ariston sul cavallo bianco e con in mano la bandiera dai tre colori. Così, per quaranta minuti, 20 milioni di italiani hanno riso, hanno applaudito, hanno preso a cuore il Risorgimento e una patria creata da una minoranza di giovani coraggiosi che hanno dato la vita per far sorgere una nazione. Benigni ha toccato tutti i tasti del suo inimitabile repertorio, ha lanciato bonariamente le frecce della sua micidiale comicità ed ha contemporaneamente dispensato preziosi insegnamenti di etica pubblica che forse molti degli ascoltatori avevano dimenticato. Ha dato anche notizie di fatti antichi probabilmente ignoti ai più; la più commovente è stata quella del ventenne autore del nostro inno nazionale che pochi mesi dopo averlo composto morì nello scontro di Porta San Pancrazio …