"Quel bisogno di alzare lo sguardo", di Mario Calabresi
Può un Paese vivere nella perenne attesa del Giorno del Giudizio, convinto che sia programmato sempre per domani mattina? Da mesi non si fa altro che parlare della resa dei conti finale e della caduta di Silvio Berlusconi e del suo governo, gli occhi sono sempre puntati su una data cruciale, considerata definitiva: il discorso di Fini a Mirabello all’inizio di settembre, quello di Berlusconi del 29 dello stesso mese alla Camera, le dimissioni dei ministri finiani, il voto di fiducia del 14 dicembre, le rivelazioni di Ruby, l’arrivo delle carte sulle feste di Arcore a Montecitorio, la decisione del giudice per le indagini preliminari di Milano, ora il giorno dell’apertura del processo al premier il prossimo 6 aprile. Nel frattempo il presidente del Consiglio ha prima visto franare la sua maggioranza fin sotto la soglia fatidica dei 316 voti alla Camera, poi l’ha ricostruita tornando a stare a galla e incassando svariati voti di fiducia (l’ultimo questa settimana al Senato). L’ attenzione del governo, dell’opposizione e dell’informazione è spasmodicamente puntata su questo pendolo, che …
