Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Lo schiaffo di Napolitano: «Siete stati scorretti», di Mario Lavia

Il Presidente non firma il decreto: «Il governo torni in parlamento». La firma non c’è, il decreto sul federalismo municipale è morto. Il governo ne riesumerà il cadavere, certo, ma lo schiaffo si sente. «Non posso sottacere che non giova ad un corretto svolgimento dei rapporti istituzionali la convocazione straordinaria di una riunione del governo senza la fissazione dell’ordine del giorno e senza averne preventivamente informato il presidente della repubblica, tanto meno consultandolo sull’intendimento di procedere all’approvazione definitiva del decreto legislativo. Sono certo che ella comprenderà lo spirito che anima queste mie osservazioni e considerazioni», ha scritto Napolitano a Berlusconi. Sono parole pesantissime, inutile minimizzare. Perché il presidente della repubblica questa non se la scorderà facilmente. Proprio nel bel mezzo di un ennesimo sforzo di mediazione e di invito a riprendere un confronto politico e non muscolare, è piovuto l’atto di forza dell’esecutivo. Quello del Colle quindi va interpretato come un “non ci sto” molto fermo. Ora il governo dovrà ritornare al senato e alla camera. In teoria, potrebbe anche prendere il tempo che la …

Bersani: "guardiamo oltre Berlusconi, saremo all'altezza del Paese"

Bersani all’Assemblea PD: “Noi che rispettiamo le donne saremo in piazza il 13″. “Siamo l’unico partito che si sta occupando di contenuti e alcuni giornali ci accusano di non averne, ma non ci preoccupiamo. Siamo gli unici che si occupano degli italiani che parlano di scuola,fisco,cultura,lavoro. Lavoriamo in parlamento e nel Paese, raccoglieremo 10 milioni di firme, 10 milioni di vai a casa Berlusconi el’8 marzo li porteremo a Palazzo Chigi. Saremo presenti alle manifestazioni in corso, invito tutti i democratici a sostenere la mobilitazione di . Se non ora quando il 13 mentre domani Franceschini ci rappresenterà alla manifestazione di Libertà e giustizia a Milano. Pensiamo anche a altre forme di mobilitazione con tutti coloro che sono disposti a muoversi”. Standing ovation per la difesa delle donne. “Rosy voglio dire che noi maschi saremo con le donne che il 13 saranno in piazza perché conosciamo le nostre mogli,compagne,figlie,amiche e le rispettiamo come persone, non sono merci da comprare e vendere con 1 dominio padronale e maschilista. Non eèaccettabile dare questo messaggio alle giovani generazioni, …

"Lo psicodramma delle imposte comunali", di Maria Cecilia Guerra e Alberto Zanardi

Il decreto sul federalismo municipale ha rischiato di mettere fine alla legislatura ed è ora al centro di una forte tensione istituzionale. Ma rappresenta davvero il passaggio cruciale per la costruzione del federalismo nel nostro paese? Il provvedimento è tutto sommato assai modesto. Manca comunque una regolamentazione adeguata del sistema perequativo dei comuni. Mentre l’ossessione per il vincolo di invarianza della pressione fiscale rischia di snaturare il federalismo, il cui principale obiettivo è rendere i sindaci responsabili davanti ai propri cittadini. MOLTO RUMORE PER UN PROVVEDIMENTO MODESTO La Lega aveva annunciato che nel caso in cui il decreto sul federalismo municipale fosse stato bocciato dalla Commissione bicamerale, le elezioni sarebbero state inevitabili. Il parere della maggioranza sul decreto – che durante i lavori della bicamerale era stato emendato in alcune parti per raccogliere il consenso dell’Anci – è stato respinto. In assenza di un parere da parte della bicamerale(1), si è fatto ricorso a una procedura di dubbia legittimità: il Consiglio dei ministri ha approvato “in via definitiva” il decreto legislativo, non nella versione originaria …

Non sussistono le condizioni per procedere all'emanazione del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in relazione al preannunciato invio, ai fini della emanazione ai sensi dell’articolo 87 della Costituzione, del testo del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale, approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri nella seduta di ieri sera, come risulta dal relativo comunicato, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in cui rileva che non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l’esercizio della delega previsto dai commi 3 e 4 dall’art. 2 della legge n. 42 del 2009 che sanciscono l’obbligo di rendere comunicazioni alle Camere prima di una possibile approvazione definitiva del decreto in difformità dagli orientamenti parlamentari. Pertanto, il Capo dello Stato ha comunicato al Presidente del Consiglio di non poter ricevere, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza, il decreto approvato ieri dal Governo. da www.quirinale.it

"La Lega democristiana", di Massimo Giannini

«Federalismo o morte», grida da mesi Umberto Bossi, brandendo la spada di Alberto da Giussano. Ma adesso che il federalismo muore, il leader della Lega rincula, ripiega. E balbetta, come l´arcitaliano di Mino Maccari: «O Roma o Orte». Nel gorgo in cui sta affondando il Cavaliere, dunque, sembra risucchiato anche il Senatur. Non solo il Carroccio non rompe, dopo il «pareggio» in Parlamento sul decreto federalista. Ma prova a tirare a campare, al fianco di un premier sempre più disperato. E così, a sua volta, accetta il rischio di tirare le cuoia.La giornata di ieri segna un altro passo verso il baratro. C´è un baratro nel quale precipitano le regole democratiche. Sulla drammatica scena del crepuscolo berlusconiano accade un´altra cosa mai vista. Un decreto, respinto da una Commissione bicamerale, viene riapprovato nella stessa formulazione dal Consiglio dei ministri. Il potere esecutivo, con un suo atto d´imperio, annulla il potere legislativo. Siamo all´ennesima «lesione» ordinamentale, voluta da un centrodestra che supplisce alla debolezza aritmetica con la scelleratezza politica. Davvero una «situazione senza precedenti», per usare le …

"Bersani: un inaudito schiaffo al parlamento il decreto del governo sul fisco municipale", di Claudio Tucci

Le opposizioni insorgono contro il libera del decreto del governo sul fisco municipale. C’è malumore anche al Colle, che, secondo quanto si apprende, non è affatto scontato che firmi il provvedimento varato ieri sera in fretta e furia dal governo sul nuovo fisco dei comuni, dopo il mancato disco verde in commissione bicamerale. «Siamo in una situazione senza precedenti» ha detto il leader di Fli e presidente della Camera, Gianfranco Fini. Soprattutto, ha osservato Fini, sul fisco municipale c’è stata una bocciatura in commissione che non è solo politica ma di merito. «Forze politiche di opposizione che sempre avevano sostenuto la trasformazione in senso federale dello Stato si sono trovate nella condizione obbligata di esprimere un diniego» spiega Fini. Bersani: inaudito schiaffo al parlamento «Uno schiaffo al Parlamento l’ok del decreto governativo sul federalismo municipale», ha commentato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Che ha rincarato la dose: «una lesione senza precedenti alle prerogative delle commissioni parlamentari fissate per legge. Un vero atto di arroganza». «Il governo Berlusconi-Bossi, dopo tanta propaganda – ha detto …

"Le riforme sono impossibili in questo clima", di Luigi La Spina

La coincidenza temporale è stata significativa. I due voti con cui ieri il Parlamento, prima, ha negato l’approvazione del decreto sul federalismo e, poi, ha respinto la richiesta di perquisire l’ufficio di uno dei tesorieri di Berlusconi hanno illuminato, con la massima chiarezza, la situazione in cui si trova la politica italiana. Da un lato, una fondamentale riforma, destinata a modificare radicalmente la struttura istituzionale del nostro Paese, a incidere sulle condizioni di vita degli italiani e sulle loro finanze, parte, se davvero riuscirà a partire, male, senza l’ampio consenso che sarebbe stato necessario. Dall’altro, i ripetuti tentativi dell’opposizione di sconfiggere, in aula alla Camera, la maggioranza si scontrano puntualmente con numeri risicati, sì, ma compatti e persino leggermente in aumento. Quella coincidenza, peraltro, non è solo temporale, ma politica. Dimostra, infatti, come siano indissolubilmente intrecciate questioni legate al futuro dell’Italia, al suo sviluppo economico, alla sua coesione sociale e nazionale, e problemi legati alla figura del suo premier, Silvio Berlusconi. Perché i rappresentanti della Lega e del Pdl, alla cosiddetta «Bicameralina» che doveva approvare …