Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Perchè è incostituzionale l'inchiesta sui magistrati", di Alessandro Pace

Il proposito del Presidente Berlusconi di chiedere l´istituzione di una commissione parlamentare d´inchiesta sui pubblici ministeri «famigerati», enunciato domenica scorsa in chiusura della festa nazionale del Pdl a Milano, non ha il benché minimo fondamento costituzionale ed urta, anzi, contro due fondamentali principi del nostro ordinamento. Il primo è che l´istituzione di una commissione parlamentare d´inchiesta compete in esclusiva alle singole Camere, tant´è vero che su di essa il Governo non può porre la questione di fiducia (art. 116 comma 4 regolamento Camera). Il secondo è che il nostro sistema costituzionale presuppone una parità tra i poteri dello Stato e, quindi, tra gli organi che tali poteri esprimono, tant´è vero che la Corte costituzionale ha il compito di dirimere gli eventuali conflitti derivanti da reciproche menomazioni (art. 134 della Costituzione). Conseguentemente, come sarebbe farneticante che una Camera istituisse una commissione d´inchiesta sul funzionamento dell´altra Camera o che le Camere istituissero una commissione d´inchiesta sul funzionamento della Presidenza della Repubblica, è altrettanto farneticante il proposito di istituire una commissione d´inchiesta su singoli magistrati e, quindi, indirettamente, …

Federalismo svuotato

Quando si parla di federalismo non si capisce più quale siano le posizioni del governo e della Lega. Quando è tra i propri sostenitori, la Lega tuona contro tutti gli ostacoli alla realizzazione del decentramento. Quando è a Roma continua ad avallare le decisioni del governo che di fatto svuotano e rimandano alle calende greche la riforma federale. Per usare un’espressione del segretario Bersani “siamo di fronte al federalismo delle chiacchiere”. Sembra tutto troppo facile per Berlusconi & Co. parlare di riforme e di successi ottenuti, quando poi, conti alla mano, nessuna riforma è stata ancora realizzata e i successi si sono dimostrati evidenti fallimenti. In questi giorni l’esecutivo ha aperto un tavolo con le Regioni per discutere le criticità del federalismo: mettere in linea il decreto legislativo sulla fiscalità regionale con la legge delega 42. Restano dei miraggi per il governo prevedere come costi standard “non sanitari” l’assistenza, l’istruzione e la spesa in conto capitale del trasporto pubblico locale. Una difficoltà in più per le Regioni alle prese con la definizioni dei costi e …

"Via l´Irap, addizionali Irpef più alte così il federalismo rivoluziona le tasse", di Roberto Petrini

Rinvio sulla “fetta” di Irpef che l´Erario cederà. Niente maggiorazioni sui redditi bassi. Sanità, più morbidi del previsto i criteri per calcolare il fabbisogno standard. Costi standard per le prestazioni sanitarie, ampia autonomia fiscale alle Regioni che potranno arrivare ad azzerare l´Irap (l´imposta sulle attività produttive che oggi pesa il 3,95 per cento) ma avranno anche in mano la possibilità di aumentare le micidiali addizionali Irpef con una scalettatura che va dallo 0,5 per cento nel 2013 al 2,1 nel 2015 (comunque meno del testo entrato nei giorni scorsi che fissava il tetto massimo al 3 per cento). Tra le altre novità: un parte dell´accisa sulla benzina che passa alle Province e un fondo di solidarietà tra Regioni povere e ricche, finanziato con l´Iva, che garantirà trasporti e assistenza. La «grandissima riforma a bassa tensione» annunciata ieri da Tremonti segna una decisa accelerazione del federalismo fiscale che potrebbe arrivare al traguardo entro marzo 2011. Oggi il consiglio dei ministri varerà un solo provvedimento che comprende fisco regionale, costi sanitari standard e federalismo provinciale. L´accordo con …

"Scene da fine impero. E Alemanno si genuflette", di Mariantonietta Colimberti

Sarà stato per avvicinare le istituzioni ai cittadini che ieri è stata inscenata a Roma la pagliacciata con location, come si dice oggi, in piazza Montecitorio. E per la stessa ragione i romani e il paese intero hanno potuto vedere il sindaco della capitale in veste di maggiordomo e la presidente della regione Lazio nelle funzioni di badante mentre, rispettivamente, accompagnavano e imboccavano il “nemico padano” divenuto ospite. Il pranzo “della pace” tra la delegazione leghista e le massime autorità locali (con l’eccezione encomiabile del presidente della provincia Nicola Zingaretti) si è svolto secondo un cerimoniale e una coreografia sguaiati, tanto più indecorosi per il valore simbolico del luogo scelto: tovaglia a quadroni da trattoria, gigantesco paiolo per la polenta, la Polverini che imbraccia il tarél per rimestarla mentre sorride giuliva ai fotografi, Alemanno che accende il sigaro a Bossi, il tegame per i rigatoni con la pajata, il parmigiano, la cicoria, la coda alla vaccinara, i cuochi padani col grembiale verde e Alberto da Giussano stampato sopra. E le guardie padane di fronte al …

"Due modi di scalare le istituzioni", di Michele Ainis

Futuro e libertà s’appresta a diventare l’ottantaduesimo partito della seconda Repubblica. Una madre generosa, dato che fin qui ha partorito cinque o sei figli l’anno, e senza l’aiuto della fecondazione artificiale. Cambia qualcosa per la politica italiana quest’ennesima creatura? E cambia qualcosa per le istituzioni, per i loro fragili equilibri? Domanda malandrina, perché chiama in causa il presidente della Camera, che del nuovo partito è fondatore e leader. Ma è un dubbio che ci era già rimbalzato addosso quando Berlusconi aveva giudicato incompatibile lo scranno di Fini con il battesimo dei gruppi parlamentari targati Fli. Sicché, a rigirarla fra le dita, la domanda di giornata è un’altra: cambia qualcosa per la sua permanenza in carica la trasformazione dei gruppi in un partito? In punta di diritto no, non cambia nulla. Perché i regolamenti parlamentari escludono la mozione di sfiducia verso il presidente d’assemblea. Una scelta fatta per liberare lo stesso presidente dai ricatti di questa o quella maggioranza, per renderlo indipendente, e perciò imparziale. Perché d’altra parte il cordone ombelicale che legava il presidente del …

"Rischio d'autunno", di Gad Lerner

Cominciano a volare gli avvoltoi, come spesso accade quando la controparte imprenditoriale e governativa alimenta le divisioni interne al movimento sindacale. Chi ha tirato uova e fumogeni contro la sede nazionale della Cisl, così come chi un mese fa impedì al suo segretario Raffaele Bonanni di parlare alla festa democratica di Torino – pure in quel caso ricorrendo all´aggressione con i fumogeni – sono personaggi dell´”area antagonista”, estranei al mondo del lavoro. Ma per certi versi appare ancor più grave la tensione sfociata giovedì scorso a Treviglio (Bergamo) in assalto alla sede locale della Cisl da parte di operai della Same iscritti alla Fiom-Cgil. Episodio che rischia di ripetersi altrove, se è vero che anche a Merate (Lecco) ieri degli operai della Fiom si sono introdotti minacciosamente negli uffici di un sindacato percepito improvvisamente come “nemico”. L´esasperazione per le deroghe contrattuali, peggiorative delle condizioni di lavoro, sta montando in una minoranza organizzata qual è la Fiom-Cgil, che pure resta il maggior sindacato per numero di tessere fra i lavoratori metalmeccanici. La gran massa dei quali …

Bersani a Palermo: "Prepariamo giorni migliori per la Sicilia e per l'Italia"

“Se c’e’ maggioranza per nuova legge elettorale, si faccia. Stiamo parlando di regole, non di governo. Il centrodestra non imputi ad altri il suo fallimento in Sicilia”. Il Segretario del Pd Pier Luigi Bersani si è recato a Palermo per una tappa della manifestazione: “Prepariamo giorni migliori per la Sicilia e per l’Italia”. L’iniziativa si è tenuta presso il Teatro Politeama con il Segretario regionale del Pd siciliano, Giuseppe Lupo ed i vertici regionali del Partito democratico. Tanti i temi affrontati, riguardo il difficile momento in cui verte la politica nazionale e in maniera più specifica le dinamiche politiche della Regione Sicilia, nella quale ci sarà un governo di alleanza costituzionale per traghettare alcune importanti riforme del territorio. E proprio sull’eventuale riforma della legge elettorale nazionale, tanto auspicata dal Pd e dalle altre opposizioni, il segretario si è mostrato disponibile a raccogliere tutte le forze in campo favorevoli a realizzarla. Bersani però commentando le dichiarazioni del finiano Italo Bocchino, ha chiarito: “Non stiamo parlando di una maggioranza di governo, ma di una maggioranza parlamentare che …