Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Quei "pezzi" che perde il Cavaliere", di Michele Brambilla

È azzardato cercare qualche punto in comune fra il botto che ha provocato Gianfranco Fini e quello che ha ottenuto il nuovo tg di Enrico Mentana? Forse no. E vediamo di capire perché. Fino a qualche tempo fa i due appartenevano in qualche modo all’universo berlusconiano. Il primo, dopo una vita passata in quell’angolo in cui era relegato il neofascismo italiano, fu sdoganato nel 1993 con una battuta che è il vero esordio politico di Berlusconi («Se fossi un cittadino romano voterei Fini sindaco»). Dopo di che, per sedici anni Fini è stato per il Cavaliere un alleato fedele: per certi versi ancora più fedele di Bossi, visto che mai si è presentato alle politiche da solo (a differenza della Lega); e visto che meno di tre anni fa ha accettato di sciogliere il suo partito, An, per fondersi con Forza Italia. Il secondo, Mentana, dei giornalisti delle aziende di famiglia non è mai stato uno dei più zelanti adulatori del capo: ma neppure si può dire che sia stato frondista, o men che meno …

"Sicurezza, il Pd: più agenti e soldi ai comuni", di Claudia Fusani

La paura e il senso di insicurezza ci inseguono fin dentro casa, la sera, lungo le strade buie, ad ogni minimo rumore, nelle periferie, specie «se ci sono gruppi di giovani che fanno schiamazzi». Fa paura il branco, perchè è una massa senza testa. Crea insicurezza abitare vicino a un campo nomadi e anche solo «incontrare» nomadi. Paure, insicurezze. Di fronte ai quali gli antidoti sono estremi: farsi giustizia da soli, scelta condivisa con più sfumature, da abbastanza (18,8%) a molto (11,2%) e la pena di morte, “soluzione” che trova «molto d’accordo» il 25,8 per cento degli intervistati e «abbastanza» il 21,9% (contro il 38,2% per niente d’accordo). Il Pd ha commissionato un sondaggio sui temi della sicurezza, della legalità e della giustizia. I risultati, spalmati su 26 cartelle di grafici (SCARICA IL SONDAGGIO IN PDF), sono difficili da maneggiare. Sicuramente vanno affrontati con chiarezza evitando, per la prima volta dopo oltre un decennio, che questi sentimenti siano esclusivo monopolio delle scelte e della propaganda della destra e della Lega quando invece il tema è …

"Intanto noi ci organizziamo", di Francesco Piccolo

Da elettore del Partito Democratico, finora ho capito questo: 1) bisogna cambiare la legge elettorale; 2) bisogna fare un’alleanza (la più ampia possibile) con altri partiti; 3) bisogna scegliere un candidato premier realmente autorevole. Ho capito che se il governo cade, le strade sono due: o cambiare la legge elettorale e poi andare a votare; o andare a votare e poi (se si vince) cambiare la legge elettorale. In tutti e due i casi, è necessario fare un’alleanza con altri partiti.In teoria, è tutto chiaro. Però finora non ho capito: 1) quale legge elettorale potrebbe sostituire quella vigente; 2) con quali partiti bisogna allearsi; 3) chi può essere il candidato premier. Tutti sono d’accordo quando si dice che bisogna cambiare la legge elettorale. Poi appena ne viene proposta una, succede un casino. Per calmare gli animi, si dice: quale legge, poi si vedrà. Tutti sono d’accordo quando si dice: bisogna allearsi con altri partiti per battere Berlusconi. Poi tutti i partiti dicono che sono disposti ad allearsi con il Pd a patto che non si …

E Fini mette fine alla maggioranza

“Mi sembra che oggi il partito dell’amore sia finito a schiaffoni, e che per il governo ci sia una crisi politica conclamata – ha detto il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, al TG di la7 – Oggi Fini ha demolito l’azione del governo e nei prossimi giorni comincerà il gioco del cerino ma il paese non può attendere, rischiano di mandare a fuoco i problemi che il paese ha su cui la loro politica non riesce a pronunciarsi”. Poi ha aggiunto: “Al patto di legislatura non ci crede neanche lui, si è capito chiaramente. Oggi ha dichiarato la fine del Pdl e certificato la crisi politica del centrodestra”. “E’ chiaro che nella maggioranza c’è una crisi esplicita. Berlusconi ora venga in Parlamento a dirci se ha o meno una maggioranza; non si puo’ far finta di nulla perche’ da oggi nulla e’ piu’ come prima”: cosi’Piero Fassino del Pd commenta l’intervento di Gianfranco Fini a Mirabello. “Il discorso di Fini – spiega Fassino al Tg1 – e’ stato chiaro, esplicito e molto duro. Ha …

"Un'altra destra", di Massimo Giannini

Forse è davvero finita un´epoca, per l´anomala destra italiana nata dalle macerie del popolarismo democristiano e forgiata nel fuoco del populismo berlusconiano. Con il Manifesto di Mirabello, Gianfranco Fini varca un confine e politico, ed entra in una terra incognita sulla quale può costruire finalmente un´”altra destra”. Compiutamente democratica e liberale, moderata e costituzionale. Nel solco delle grandi famiglie conservatrici europee. Era enorme l´attesa per questo rientro in campo del presidente della Camera, dopo un agosto trascorso nella trincea di Ansedonia a patire in silenzio l´assalto del “Giornale”. Quella di Fini, stavolta, è davvero una svolta radicale. Può ridisegnare geografie e geometrie della politica italiana. E può cambiare il corso della legislatura berlusconiana. Con un discorso di un´ora e mezzo, degno per toni e per temi di un congresso di fondazione e non certo di un raduno di corrente, Fini ha reciso per sempre le sfibrate e impalpabili radici che ancora lo tenevano unito a Berlusconi. Certo, le vicende personali hanno pesato. La “macchina del fango” messa in moto a Montecarlo dai giornali-fratelli del presidente …

"La storia di Shana. Ottenere la cittadinanza è un percorso ad ostacoli", di Stefano Morselli

Shana è nata in Sri Lanka, ma sta da sempre in Italia, ove è arrivata ancora in fasce. Ora ha 26 anni, abita a Reggio, ha una bimba piccola, lavora alla Camera del Lavoro e studia giurisprudenza all’Università di Parma. Naturalmente, parla perfettamente la nostra lingua. Le è capitato anche, avendo vinto una apposita borsa di studio, di “rappresentare” il nostro (e suo) Paese in Danimarca. Però, sta ancora aspettando un pezzo di carta che attesti il suo diritto alla cittadinanza, per la quale ha fatto domanda tre anni fa. Di storie come queste ce ne sono tante. Persone che vivono, lavorano, pagano le tasse, sono perfettamente integrate,ma devono affrontare un lungo e tortuoso percorso ad ostacoli per essere ufficialmente considerati cittadini italiani. Non basta nemmeno, per i bambini e i ragazzi figli di genitori immigrati da altre nazioni, essere nati qui, aver frequentato le nostre scuole: sulla base della legge attualmente in vigore, fino a 18 anni continuano ad essere “stranieri”. Poi si vedrà, dipende se trovano un lavoro, se hanno un buon rendimento …

"Il neoministro alla sfida risorse", di Carmine Fotina

Prima il rebus sul ministro, poi il problema, non da poco, delle risorse. Il nuovo corso dello Sviluppo economico, una volta nominato il successore di Scajola, partirà con una dote ridotta. L’ultima manovra economica ha sancito nel triennio tagli per 2,6 miliardi di euro e per il 2011 quasi un terzo delle riduzioni complessive dei ministeri graverà sul dicastero di via Veneto. Non è un dato facile da assorbire, soprattutto perché da due anni a questa parte sono andati a vuoto tutti i tentativi di reperire nuovi fondi condotti dall’ex ministro Claudio Scajola, dimessosi il 4 maggio per lo scandalo Anemone e l’affaire dell’appartamento con vista sul Colosseo. Una breve cronistoria può essere utile per capire quanto, oggi, sia arduo varare strategie industriali di largo respiro. Nel novembre 2008 al ministero viene predisposto un ambizioso piano da oltre 5 miliardi da sottoporre al Cipe, dalle bonifiche delle aree industriali da rilanciare (2 miliardi) alla banda larga (800 milioni) agli investimenti al Sud (1,8 miliardi). Non se ne farà niente e qualche mese dopo, a marzo …