Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Alla sinistra ora serve un nuovo Ulivo", di Pier Luigi Bersani

Caro direttore, dopo anni di illusione berlusconiana l´Italia continua a regredire sul piano economico e sociale e si allontana, alla luce di ogni parametro, dai paesi forti dell´Europa. Nello stesso tempo l´impegno a riformare e a rafforzare le istituzioni repubblicane si sta trasformando in una deformazione grave della nostra democrazia. Ci si vuole trascinare ad un sistema dove il consenso viene prima delle regole e cioè delle forme e dei limiti della Costituzione; dove si limita l´indipendenza della Magistratura; dove il Parlamento viene composto da nominati; dove il Governo ha il diritto all´impunità e ad una informazione asservita e favorevole; dove si annebbiano i confini fra interesse pubblico e privato. I segni di tutto questo li abbiamo potuti valutare in questi anni berlusconiani: regressione dello spirito civico e della moralità pubblica, politica ridotta a tifoseria, allargamento del divario tra nord e sud, nessuna buona riforma sui problemi veri dei cittadini. Il populismo infatti è, per definizione, una democrazia che non decide, specializzata com´è nell´usare il governo per fare consenso e non il consenso per fare …

"Il viaggio dell'Unità, 150 anni dopo. Torniamo a vincere tutti insieme", di Giuseppe Civati

È appena iniziato, il viaggio alla ricerca dell’unità perduta. Ci tocca proseguire, nella speranza che sia la democrazia a porre una lapide e a deporre, contestualmente, chi sapete voi. Dobbiamo fare in fretta e, per cambiare le cose, dobbiamo cambiare noi stessi. Perché più le cose sono semplici, più sembriamo inadeguati. E, dopo Mi fido di te, sembra che la colonna sonora del Pd sia diventata L’ombelico del mondo. Tutti a parlare di sé, a distinguere come entomologi tra mozioni, espressioni tecniche, modi di dire del burocratese. Con un vero trionfo della retorica politicista quando si è trattato di discettare di governi tecnici. Rispetto alle cose da fare, questi sono “puri nomi”. Anzi, “puri cognomi”. E non va bene. Per niente. Attraversando il Paese, parlando con le persone che ci vivono (e lo vivono), la politica sembra assente. Anzi, di più, sembra inutile. Non dimentichiamolo: si riparte dalla ‘A’ di astensione, la lettera scarlatta della politica italiana, che deciderà anche le prossime elezioni. Non lasciamo nulla di intentato. Anche Grillo, per dire: prendiamolo sul serio, …

"Quegli errori da evitare", di Tito Boeri

l Presidente Napolitano ha chiesto alla Fiat di rispettare le sentenze e quindi di reintegrare a tutti gli effetti i tre lavoratori prima licenziati e poi riammessi solo formalmente senza poter esser messi in condizione di lavorare. Nel ricordare opportunamente i principi cardine di uno stato di diritto, il capo dello Stato ha auspicato che si creino le «condizioni per un confronto pacato e serio su questioni di grande rilievo come quelle del futuro dell´attività della maggiore azienda manifatturiera italiana e dell´evoluzione delle relazioni industriali nel contesto di una aspra competizione sul mercato globale». Perché il Presidente ha inteso riferirsi a questioni di portata così generale anziché limitarsi al caso specifico dei tre lavoratori che lo avevano interpellato? E perché Fiat ha affrontato uno scontro così duro a Melfi, incorrendo nella censura della massima autorità dello Stato, in un momento in cui in Italia, a Pomigliano, sono in gioco accordi ben più importanti per il suo futuro? Marchionne è oggi impegnato nella realizzazione di un piano industriale ambizioso che, come negli Stati Uniti, richiederà la …

«Alleanza larga non vuol dire nuove ammucchiate», intervista a Piero Fassino di Mario Lavia

Parla Piero Fassino: il candidato premier del Pd è Pier Luigi Bersani. «Siamo di fronte ad una crisi che non è né transitoria né temporanea, ma strutturale». L’impressione, parlando con Piero Fassino, è che “la fine è nota”, lo scivolamento verso le urne un esito quasi sicuro, anche se c’è un signore che ne è terrorizzato chiamato Silvio Berlusconi. La vulgata dice che è il Partito democratico ad avere paura. Dobbiamo cominciare a dire con più forza che noi le elezioni non le temiamo, anzi, e che al contrario è il premier ad averne paura perché sa che non otterrà mai più il 37 per cento del 2008. Alle europee era sceso al 35, alle regionali era sul 30, secondo i sondaggi è sotto quella soglia… D’altronde se davvero volesse aprire la crisi dovrebbe andarsi a dimettere. Avrebbe già potuto farlo e non lo ha fatto. E non lo ha fatto perché ha paura. Ma che margini ha per andare avanti in questa situazione? Strettissimi. Perché tutto quello che sta succedendo rende evidente l’esaurirsi di …

"Tra trono e altare alleanza al tramonto", di Carlo Galli

Che “Famiglia Cristiana” attacchi Berlusconi e la sua politica con argomenti – fondatissimi e di per sé evidenti – che mescolano l´indignazione civile e lo sdegno religioso non ha nulla di “disgustoso”. È semplicemente la dimostrazione di una verità quasi bimillenaria: che la Chiesa cattolica è capace di stringere compromessi con ogni potere, di allearsi con potenze mondane di ogni risma – da Costantino a Mussolini, solo per dare un´idea.Ed è capace di agire con la spregiudicatezza che la politica richiede, trovando sempre (del resto non è troppo difficile) il modo di giustificare il proprio operato, davanti a se stessa e davanti al mondo. Ma che da questi abbracci la Chiesa sa anche sciogliersi per tempo, quando le diventano scomodi. E questo perché la Chiesa non ha mai una politica soltanto, ma ne ha sempre altre di riserva. Ed è “con riserva” che sta nelle cose del mondo, senza sposare mai una causa una volta per tutte: del resto, è la Sposa di Cristo, non di questo o di quel potere. Questa intrinseca duplicità deriva …

La campagna porta a porta del Pd «Ecco cosa diremo sull’economia», di Stefano Fassina

Chiariamo subito il PD non teme le elezioni anticipate. Detto questo, è bene ricordare che in un quadro segnato da una grave crisi economica e occupazionale, da una legge elettorale mortificante per gli elettori e per gli eletti, le elezioni anticipate sono un grave atto di irresponsabilità della politica nei confronti del Paese. Davanti a uno scenario politico di tale incertezza, è chiaro che non si può restare in attesa delle mosse dell’avversario. Come indicato da Bersani nei giorni scorsi, di fronte all’implosione della maggioranza, il Pd accelera il percorso politico-programmatico avviato con l’assemblea nazionale del 21 e 22 maggio scorsi e lancia una mobilitazione porta a porta, casa per casa, azienda per azienda, facoltà per facoltà, scuola per scuola per raccontare ai cittadini italiani, ai lavoratori, agli imprenditori, agli studenti, il bilancio fallimentare del decennio berlusconiano e, in particolare, degli ultimi due anni di Governo. Oggi, la scusa per l’inadempienza sulle riforme e per i drammatici tagli ai diritti dei cittadini (dalla scuola al trasporto pubblico locale, dalle integrazioni al reddito all’assistenza agli anziani) …

Cercasi leader “costituzionale”, di Rudy Francesco Calvo

Sono iniziate le grandi manovre per trovare il capo della mega-alleanza antiberlusconiana. Dario Franceschini, nell’intervista pubblicata domenica su la Repubblica, ha chiarito la posizione del Partito democratico sulla via d’uscita dalla crisi politica in corso. La soluzione della “alleanza costituzionale” che unisca temporaneamente da Vendola a Casini per fermare la «svolta autoritaria di Berlusconi», è prospettata anche dal segretario Pier Luigi Bersani e non trova aperte ostilità nel gruppo dirigente del Nazareno. I dem, quindi, dimostrano la propria compattezza in una fase delicata, proprio mentre il finiano Bocchino prova a stuzzicare «i moderati del Pd ormai delusi», invitandoli a far parte di un nuovo governo sostenuto da una maggioranza aperta anche a Fli, Udc e Api. Per Beppe Fioroni si tratta di «colpi di sole», per Gianclaudio Bressa di «una fantasia d’agosto», ma perfino Moffa, Viespoli e Menia (tra le “colombe” finiane) invocano il «bando alle alchimie e ai machiavellismi », invitando a lavorare «alla ricomposizione e al rilancio del centrodestra». Anche nel Pd, la possibilità che il governo continui a vivacchiare per qualche mese …