Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

“Imposimato: Caro Polillo “Quota 96” ha ragione e voi torto, marcio”, da La Tecnica della Scuola

Il prof Ferdinando Imposimato, Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, scrive al sottosegretario Polillo sulla evidente ingiustizia perpetrata ai danni del personale della scuola bloccato dalla riforma Fonero sulle pensioni. Un errore tecnico e uno strafalcione gravissimi e insensati. Al signor Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze prof Gianfranco Polillo Gentile e caro sottosegretario prof Gianfranco Polillo, sono l’ex senatore Ferdinando Imposimato . Ho avuto il privilegio di conoscerLa alcuni anni fa ed ho apprezzato molto la Sua onestà e competenza professionale. Recentemente Lei mi ha autorizzato a rivolgermi alla Sua persona per questioni di interesse generale. Ed è quello che faccio, scrivendole questa lettera. Mi rivolgo alla Sua cortesia e sensibilità per segnalare una grave ingiustizia, di cui Lei non è responsabile ma che purtroppo è addebitabile ad altro Ministero. Tale ingiustizia mi è stata segnalata dal segretario del Comitato Civico «Quota 96», costituito lo scorso marzo per denunciare un ‘errore tecnico’ della ‘Riforma Fornero’, errore che ha comportato gravissime conseguenze per circa tremila lavoratori del Comparto Scuola (fra …

“Non torniamo alla scuola di Gentile”, di Giovanni Bachelet

La scuola è delusa dal ministro Profumo, è evidente. È delusa dalle promesse mancate, dalle speranze che lo stesso Profumo incarnava e dai passi falsi. Tremendo quello sull’aumento delle ore di lavoro per gli insegnanti. Lo sciopero della scuola e le manifestazioni collegate nascevano appunto da un forte aumento (30%) dell’orario degli insegnanti medi a stipendio invariato (che Bersani ha definito «invotabile» ed è stato ritirato dal governo), ma anche dal mancato recupero degli scatti stipendiali – giovedì il ministro ha illustrato una soluzione parziale del problema rispondendo a un’interrogazione del Pd, e una parte dei sindacati si è accontentata e ha revocato lo sciopero. Perché tutta questa delusione? Perché, dopo Berlusconi, Tremonti e Gelmini, dopo la denigrazione e il massacro della scuola, la nomina di Profumo al Miur aveva dato una speranza di cambiamento: a Viale Trastevere finalmente arrivava un Rettore che sembrava capace di parlare non solo alla politica ma anche al mondo dell’istruzione. I fatti, però, hanno deluso le speranze: in continuità con il governo precedente sono stati confermati i tagli. Per …

Troppi iscritti, slitta il «concorsone», di Luciana Cimino

Se ad una cena sono previste dieci persone e se ne presentano venti c’è il rischio che la cena debba saltare. Se ad un concorso pubblico invece di 160mila richieste ne arrivano 320mila, anche il concorso avrà seri problemi di realizzazione. Quello o nazionale della scuola infatti non ha superato il primo test, il più semplice e il più banale: l’indicazione dei luoghi e delle date di svolgimento della prima prova preselettiva. Migliaia di richieste sono arrivate al Ministero dell’Istruzione, molte più di quante ne avevano previste i tecnici ministeriali ed il Miur ha dovuto per ora posticipare alla prossima settimana, sulla Gazzetta Ufficiale del 27 novembre, la pubblicazione delle sedi di svolgimento della prima batteria di quesiti. Molte infatti sono state le difficoltà logistiche che hanno impegnato la macchina organizzativa sin dalla prima prova. Innanzitutto, oltre alla banale ricerca di centinaia di uffici pubblici dove ospitare migliaia di partecipanti, è necessario trovare i computer dove i concorrenti dovranno rispondere a 18 domande per testare le capacità logiche, 18 di comprensione del testo, 7 di …

“Interpellanza urgente sul mancato pagamento degli scatti”, da Ufficio legislativo Camera PD

Alla Camera Svolgimento di interpellanze urgenti. I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per sapere – premesso che: tutti i  comparti che prevedono scatti automatici di anzianità sono stati oggetto del blocco degli scatti per un triennio, ai sensi del decreto-legge 31 maggio 2010, 78, convertito, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 30 n. 122; luglio 2010, n. anche per il personale della scuola, con il sopra    citato decreto-legge, sono state attuate misure che vanno dal blocco dei contratti e degli scatti di anzianità al congelamento degli stipendi, con l’obiettivo, realizzato, di un taglio della spesa superiore al miliardo di euro nel triennio 2011-2013; solo per il personale della scuola, a causa delle    riduzioni di spesa che nello stesso periodo hanno caratterizzato il settore, si è prevista una specifica modalità di pagamento degli scatti maturati nel triennio 2010-2011-2012, in forza di quanto stabilito dall’articolo 8, comma 14, 78 del 2010; del medesimo decreto-legge n. il mancato rispetto di tale  normativa ha comportato che gli stipendi del personale della scuola (già ampiamente …

“La scuola dell’obbligo (digitale)”, di Simonetta Fiori

È una vera svolta culturale, ma rimane nascosta in poche righe del Decreto Crescita. Investe le generazioni future, l’intero corpo degli insegnanti, le famiglie, l’editoria, il modo di concepire la didattica, i processi cognitivi dei ragazzi, però rischia di passare inosservata nel grande calderone dell’agenda digitale. Un cambiamento radicale, predisposto dall’articolo undici del disegno di legge che dovrebbe essere approvato in Parlamento entro dicembre. Di che parliamo? Già a partire dal prossimo anno scolastico, ossia 2013-2014, la manualistica scolastica dovrebbe presentarsi sotto una veste quasi completamente smaterializzata. Così nelle prime medie e nel primo e terzo anno delle superiori. Non si tratta della commistione tra cartaceo e digitale, già prevista dalla precedente legislazione e già praticata da editori e insegnanti. Si tratta invece d’una separazione netta tra manuale di base e “contenuti digitali integrativi” che i professori potranno adottare anche in “modo disgiunto” rispetto al testo di base. Non più “libro misto”, che mescola carta ed elettronica. Ma testo scritto da una parte e contenuti digitali dall’altra. Con un ridimensionamento del primo a vantaggio dei …

Scuola: Ghizzoni e Coscia (PD), per qualità servono risorse e trasparenza

Chiesta audizione alla Ragioneria dello Stato. “La politica non resterà cieca e sorda di fronte alle richieste che vengono dal mondo della scuola. – lo dichiarano Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura della Camera, e Maria Coscia, capogruppo del Pd in Commissione – Alle mobilitazioni di questi giorni si deve rispondere con un investimento di risorse e con la trasparenza del loro impiego. Abbiamo chiesto di audire in Commissione la Ragioneria dello Stato per fare chiarezza sulle risorse del fondo della scuola, costituito dal 30% dei risparmi che si sono ottenuti con i tagli voluti dal precedente Governo e che dovrebbero corrispondere a 900 milioni a regime. La Ragioneria, però, ne ha certificati solo 400. La nostra attenzione alle esigenze della scuola e, più in generale, della formazione – proseguono le deputate – è stata dimostrata con gli emendamenti abrogativi per l’aumento dell’orario di lezione a 24 ore o con gli interventi a favore del diritto allo studio nell’esame della Legge di Stabilità. Ora – concludono Ghizzoni e Coscia – tutti dovranno fare la loro …

“Tempo pieno (2): le ore della verità”, di Pippo Frisone

Quel che è successo al tempo pieno si riassume nelle poche tabelle sugli organici, relative al 2012/13. Il tempo pieno in Italia è passato dal 24,15% del 2007/08 al 30,6% del 2012/13 portando le classi da 33.224 a 39.735 (+5,45%). Il totale delle classi nello stesso periodo cala progressivamente da 137.598 a 132.198 (-4,08%). Gli organici di diritto nel triennio dei tagli 2009/10-2010/11-2011/12 passano da 225.450 a 198.339 (-27.111) pari al 13,66% in meno. Questi dati nazionali dimostrano che in presenza di una diminuzione costante delle classi dovuta al calo della natalità e contemporaneamente di un costante aumento delle classi a tempo pieno, i tagli che hanno colpito soprattutto i moduli ( due su tre ) non potevano non colpire anche il tempo pieno. E cosi è stato. Con l’abolizione per regolamento delle compresenze nel tempo pieno, le 4h mantenute in organico d’istituto, sono state utilizzate dalle scuole in larga parte per mantenere un tempo lungo a 30h anche laddove si riceveva una dotazione a 27h. Infatti i due modelli che si sono maggiormente rafforzati …