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“Interpellanza urgente sul mancato pagamento degli scatti”, da Ufficio legislativo Camera PD

Alla Camera Svolgimento di interpellanze urgenti.
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per sapere – premesso che:
tutti i  comparti che prevedono scatti automatici di anzianità sono stati oggetto del blocco degli scatti per un triennio, ai sensi del decreto-legge 31 maggio 2010, 78, convertito, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 30 n. 122; luglio 2010, n.
anche per il personale della scuola, con il sopra    citato decreto-legge, sono state attuate misure che vanno dal blocco dei contratti e degli scatti di anzianità al congelamento degli stipendi, con l’obiettivo, realizzato, di un taglio della spesa superiore al miliardo di euro nel triennio 2011-2013;
solo per il personale della scuola, a causa delle    riduzioni di spesa che nello stesso periodo hanno caratterizzato il settore, si è prevista una specifica modalità di pagamento degli scatti maturati nel triennio 2010-2011-2012, in forza di quanto stabilito dall’articolo 8, comma 14, 78 del 2010; del medesimo decreto-legge n.
il mancato rispetto di tale  normativa ha comportato che gli stipendi del personale della scuola (già ampiamente sotto la media europea, a fronte di un costo della vita superiore, invece, alla media dei Paesi dell’Unione europea) siano rimasti sostanzialmente fermi ai livelli del 2009 e lo saranno fino a tutto il 2013;
questo    nonostante il fatto che il riconoscimento dell’anzianità di servizio nella scuola con un aumento di stipendio abbia rappresentato, finora, l’unica modalità di avanzamento di carriera possibile per i personale: un avanzamento legato a una maggiore esperienza lavorativa maturata sul campo;
per tali ragioni,  e conseguentemente all’impegno assunto dal Ministro interpellato all’inizio del suo mandato, il personale della scuola attende da oltre un anno una risposta chiara sul pagamento degli scatti di anzianità;
a giugno 2012, il  Ministro interpellato aveva annunciato una contrattazione in sede Aran per individuare le risorse finanziarie necessarie per poter liquidare quanto dovuto –: in materia agli insegnanti e a tutto il personale della scuola
quali    misure il Ministro interpellato intenda assumere per consentire, in tempi rapidi, il pagamento degli scatti di anzianità a tutti i lavoratori della scuola che li hanno maturati nel corso degli anni 2011 e 2012.
(2-01743)
«Coscia, Ghizzoni, Bachelet, De Biasi, De Pasquale, De Torre, Levi, Lolli, Mazzarella, Pes, Rossa, Antonino Russo, Siragusa, Tocci, Ventura».
(20 novembre 2012)
PRESIDENTE. L’onorevole De Pasquale ha dunque facoltà di illustrare l’interpellanza Coscia n. 2-001743 concernente misure volte a garantire il pagamento degli scatti di anzianità al personale della scuola (vedi l’allegato A – Interpellanze urgenti), di cui è cofirmataria.
ROSA DE PASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questa interpellanza chiediamo per l’ennesima volta e qui domando anzi la possibilità al Presidente di depositare gli atti con i quali diversi deputati del Partito Democratico solo negli ultimi due anni – quelli degli anni precedenti li tralascio vista la mole – hanno chiesto al Governo di tener fede agli impegni assunti per il pagamento al personale della scuola degli scatti di anzianità maturati nel triennio 2010-2011-2012.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ANTONIO LEONE (ore 17,20)
ROSA DE PASQUALE. Infatti, come anche precisiamo nella presente interpellanza: “tutti i comparti che prevedono scatti automatici di anzianità sono stati oggetto del blocco degli scatti per un triennio, ai sensi del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito con modificazioni dalla legge n. 122 del 2010. Detta misura nel comparto scuola unitamente al blocco dei contratti realizzava un taglio di spesa superiore al miliardo di euro nel triennio 2011-2013, taglio che si andava a sommare a quelli già operati dal decreto-legge n. 112 del 2008 convertito con modificazioni dalla legge n. 133 del 2008. Anche per quest’ultimo motivo, cioè il cumulo spropositato dei tagli al settore dell’istruzione, siamo riusciti a far in modo che gli articoli 8 e 9 del medesimo decreto-legge n. 78 del 2010 prevedessero solo per il personale della scuola una specifica modalità di pagamento degli scatti maturati nel triennio 2010-2012.
Ora, le motivazioni che ci hanno spinto e che ci spingono ad insistere sulla strada della richiesta al Governo di dare esecuzione ad un dettato normativo non sono solamente quelle legalitarie secondo cui le norme vanno osservate, ma anche il principio pacta sunt serranda, visto che il Ministro Profumo, interpellato all’inizio del suo mandato, si era espresso nel senso di voler onorare l’impegno di un celere e completo pagamento degli scatti di anzianità al personale della scuola, che, comunque, non vede crescere il proprio stipendio a causa del blocco contrattuale sopramenzionato.
A questo proposito voglio qui ricordare che se, da un lato, gli stipendi del personale scolastico risultano essere nel nostro Paese sotto la media europea, dall’altro, il costo della vita, sempre nel nostro Paese, non risulta essere inferiore rispetto agli altri Paesi dell’Europa stessa.
Inoltre, è essenziale a questo punto evidenziare che lo stato giuridico dei docenti non prevede una modalità di avanzamento di carriera né automatica né volontaria e, di conseguenza, l’unico modo per vedere via via aumentare negli anni lo stipendio del personale della scuola, indipendentemente dagli aumenti contrattuali uguali per tutti ed in ogni caso finché il contratto rimane bloccato, è quello di uno sviluppo stipendiale legato ad una maggiore esperienza lavorativa maturata sul campo.
Un notevole peggioramento già il detto sviluppo lo aveva subito negli anni precedenti, quando dagli scatti biennali si era passati agli scatti ogni sei anni. Ma ora il blocco degli stessi, con la conseguente immobilizzazione della progressione di carriera del personale scolastico, sembra davvero troppo.
Certo, siamo ben consapevoli che non basta restituire le somme relative agli scatti di anzianità per dare vita ad una ampia prospettiva di crescita professionale del personale scolastico, ma che occorre porre in essere riforme costruttive e lungimiranti nei confronti dello stesso: ad esempio (lo dico solo per fare un esempio), prevedere una reale e approfondita formazione in servizio per i docenti, rimodulare il reclutamento e la formazione iniziale degli stessi, potenziare la funzione docente con riforme che, mutuate dall’esperienza europea, collochino il nostro Paese a pieno titolo nell’Unione europea stessa, anche nel campo del sapere e della formazione.
È indispensabile, in cinque parole, rimettere al centro l’istruzione. Ed è per questo che non servono tanti altri discorsi. Già ne abbiamo dovuti, in questi anni e in quest’Aula, pronunciare troppi a difesa e per rilanciare la scuola. Ora occorrono fatti ed è per tale motivo che chiediamo al Ministro interpellato quali misure intenda assumere per consentire in tempi rapidi il pagamento degli scatti di anzianità a tutti i lavoratori della scuola che li hanno maturati nel corso degli anni 2011-2012.
Solo un’ultima raccomandazione, signor Ministro, o meglio un ultimo auspicio: che, da qualsiasi parte il Governo intenda reperire le risorse per il pagamento di quanto dovuto al personale scolastico, non ricorra per l’ennesima volta a decurtare risorse già previste per la scuola. Non solo non sarebbe giusto, visti i tagli sin qui operati, ma anche e soprattutto provocherebbe il definitivo collasso della scuola pubblica autonoma in questo Paese. D’altra parte, già la norma che all’inizio del mio intervento ho rammentato indica con chiarezza dove le risorse dovevano essere reperite. Infatti, il pagamento degli scatti maturati nel triennio deve essere garantito ai sensi degli articoli 9, comma 23, e 8, comma 14, del decreto-legge n. 78 del 2010, con il fondo costituito nello stesso bilancio dalle risorse derivanti da quel 30 per cento dei tagli destinato al merito, secondo quanto stabilito dall’articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008.
Questo per concludere naturalmente, a meno che il Governo non sia finalmente in grado di reperire risorse in spazi diversi dal bilancio dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
PRESIDENTE. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Francesco Profumo, ha facoltà di rispondere.
FRANCESCO PROFUMO, Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Signor Presidente, con l’atto parlamentare in discussione viene richiesta l’adozione di iniziative finalizzate al pagamento degli scatti di anzianità maturati dal personale della scuola negli anni 2011 e 2012.
Com’è noto agli onorevoli interpellanti, il decreto-legge n. 78 del 2010 ha previsto che negli anni scolastici 2010, 2011 e 2012 il personale scolastico non maturi anzianità ai fini economici. Tuttavia, lo stesso decreto-legge, all’articolo 8, comma 14, ha previsto che le risorse di cui all’articolo 64, comma 9, della legge n. 133 del 2008, sono comunque destinate al settore scolastico con le modalità indicate con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
Sulla base di tale normativa e del decreto interministeriale attuativo, sono state recuperate le utilità (cioè gli scatti) 2010, riducendo permanentemente di 320 milioni di euro le risorse derivanti dal fondo costituito dalle economie generatesi a seguito dell’applicazione degli interventi di razionalizzazione del sistema scolastico di cui all’articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008.
Relativamente all’anno 2011, sono state conseguite economie di spesa inferiori rispetto agli obiettivi prefissati in ragione di una riduzione dell’organico della scuola più contenuta del previsto e, soprattutto, di un incremento dei posti di sostegno determinato dalla ben nota sentenza della Corte costituzionale n. 80 del 2010. Pertanto, per il recupero degli scatti di anzianità del personale della scuola nel 2011, la quota del 30 per cento delle economie certificate, pari a euro 55 milioni di euro, non è sufficiente.
Così, a seguito di un confronto con i sindacati del comparto scuola aperto al Ministero nel giugno 2012 e conclusosi con un tavolo a Palazzo Chigi, svoltosi questa mattina, e tenuto conto che il citato articolo 8 del decreto-legge n. 78 del 2010 prevede la possibilità di destinare a tali finalità anche risorse individuate a seguito di un’apposita sessione negoziale, il Ministero, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e il Dipartimento della funzione pubblica, ha predisposto una bozza di atto di indirizzo per l’ARAN per il reperimento delle risorse da destinare a detta finalità. Tale schema di atto di indirizzo prevede che, per il recupero delle utilità 2011, sono necessarie, per il 2011, risorse pari a 93 milioni di euro, che sono state così coperte: 31 milioni di euro derivanti dalla certificazione delle economie per l’anno scolastico 2009/2010; 55 milioni di euro derivanti dalla certificazione delle economie per l’anno scolastico 2010/2011; i restanti 7 milioni di euro derivanti dalla mancata distribuzione di economie FIS per l’anno scolastico 2011/2012.
Per gli anni successivi, a decorrere dal 2012, l’importo necessario per coprire gli scatti è ben più alto ed è pari a 384 milioni di euro. Pertanto, al fine di reperire le risorse necessarie ulteriori, l’apposita sessione negoziale presso l’ARAN consentirà alle organizzazioni sindacali di attingere risorse dal MOF, che è il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, su cui si effettua la contrattazione integrativa di istituto. La sessione negoziale presso 1’ARAN consentirà appunto la verifica puntuale della sostenibilità della capienza finanziaria del fondo stesso rispetto agli istituti contrattuali del trattamento accessorio del personale ritenuti incomprimibili.
A seguito dell’accordo raggiunto nella giornata di oggi, quattro dei cinque sindacati del comparto scuola si sono dichiarati soddisfatti e hanno revocato lo sciopero previsto per sabato 24 novembre. Ovviamente, mi auguro che tutte le forze sindacali del comparto possano e vogliano fornire il loro apporto costruttivo nel futuro confronto sul tema di un nuovo modello di scuola del futuro.
PRESIDENTE. L’onorevole Coscia ha facoltà di replicare.
MARIA COSCIA. Signor Presidente, ringrazio il Ministro, anche per il tempo breve che ha avuto per la risposta e anch’io con lei, Ministro, mi auguro che si recuperi un percorso unitario delle organizzazioni sindacali su un tema così importante e rilevante. In questo tema, non c’è dubbio che occorre una maggiore chiarezza rispetto alle risorse che si mettono in campo per dare finalmente una risposta alle attese dei lavoratori.
Ora, Ministro, noi abbiamo chiesto – e speriamo che questo avvenga, perché è già un po’ di tempo che lo abbiamo fatto – di audire il MEF per fare chiarezza definitivamente per quanto riguarda i 900 milioni di euro – tanti dovrebbero essere – di risparmi che si sono ottenuti con i tagli del precedente Governo (il famoso 30 per cento), rispetto ai quali francamente continuiamo a non capire per quale motivo siano stati certificati poco più di 400 milioni, e non i 900. Infatti, è ovvio che, se da questo punto di vista si facesse finalmente chiarezza, ci sarebbero le risorse e la capienza necessarie per dare una risposta anche per quanto riguarda le disponibilità per il 2012 e per gli anni a seguire.
Quindi, mi sembra di capire che nella direttiva che viene data all’ARAN per avviare la trattativa in sede negoziale, si parla – lo colgo come un possibile punto di ragionamento con tutte le organizzazioni sindacali – di verificare la compatibilità con le finalità cui è destinato il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, che, come lei sa, è assolutamente fondamentale per il miglioramento della qualità dell’offerta, ma anche per il funzionamento ordinario delle scuole. Da quel fondo, infatti, si attingono risorse per le funzioni obiettivo, per dare la possibilità di coprire le supplenze e per una serie di attività che le scuole spesso svolgono per migliorare l’offerta, ma anche per il proprio funzionamento quotidiano. Quindi, rimane assolutamente fondamentale e prioritaria la finalità di questo fondo.
Dunque, quando si dice, nella risposta che lei ha dato, di verificare la sostenibilità, la prendiamo come una verifica puntuale da fare nell’intento di lavorare soprattutto per fare chiarezza sul fondo del 30 per cento e, se è necessario, noi sosteniamo la necessità di reperire finalmente fondi per la scuola, anche aggiuntivi, perché la scuola sta soffrendo da troppi anni e ormai non ce la fa più.