Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Riforma dell'istruzione, riordino con posti a rischio", di Gianni Trovati

Una riforma per innovare, ma anche per alleggerire organici e costi di una macchina scolastica accusata di inefficienza. Tra rivisitazione degli ordinamenti, riduzione degli orari e tagli delle compresenze, le scuole superiori mettono sul piatto anni 15.300 dei 45.300 posti che gli organici della scuola perderanno per strada nei prossimi tre anni. I primi 27mila (11.300 alle superiori) se ne andranno a settembre; il resto verrà dai primi due cicli di istruzione (con la rimodulazione di orari e tempo pieno) e dall’accorpamento delle classi, imposto a tutti gli ordini dalla manovra dell’estate 2008. Quando tutti questi provvedimenti concentrici andranno a regime sarà l’autunno del 2014, le forze in campo per l’avvio del nuovo anno scolastico conteranno in tutto 88.538 cattedre e 700 scrivanie da dirigente in meno rispetto a oggi, e saranno anche più leggere (1.838 posti in meno) rispetto agli obiettivi definiti dal governo nell’estate di due anni fa. La realtà, poi, potrebbe aggiungere qualche limatura ulteriore, perché i numeri calcolati dai tecnici dell’esecutivo in occasione della nuova riforma partono dal presupposto che il …

«Aspettando la riforma della scuola secondaria superiore», di Fabrizio Dacrema

Purtroppo i regolamenti approvati dall’ultimo Consiglio dei Ministri non solo non hanno nulla di epocale, ma non possono neppure essere definiti una riforma della scuola secondaria superiore. Una nuova forma del secondo ciclo di istruzione è invece una necessità prioritaria per un paese che non può più permettersi di essere fanalino di coda in Europa per dispersione scolastica e per esiti di apprendimento (positivi solo nei licei e nel centro nord, mai nei professionali). Un riforma capace di affrontare queste criticità deve avere il coraggio e la volontà politica di fare scelte innovative e radicali che cambino strutturalmente l’assetto della scuola secondaria: – realizzare un biennio obbligatorio, unitario e orientativo, con l’obiettivo di far pervenire tutti i sedicenni ad una solida cultura di base (competenze chiave di cittadinanza); – innalzare a 16 anni la scelta tra scuola e formazione professionale o apprendistato e tra i diversi indirizzi scolastici liceali o tecnico-professionali, confermando o meno la prima scelta effettuata all’ingresso della secondaria superiore a favore del settore del sapere meglio padroneggiato; – costruire un curricolo continuo …

«Le bugie sulle lingue nella (non) riforma Tremonti – Gelmini delle superiori», di Silvia Minardi*

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in data 4 febbraio 2010 la (non) riforma delle scuole superiori che prende avvio dal prossimo anno scolastico. Nei mesi scorsi, quando la rete ci consegnava versioni anche molto diverse tra loro sulle ipotesi di riforma, lend aveva messo in evidenza l’azione di propaganda del ministro che non solo elimina dal curricolo obbligatorio l’insegnamento della seconda lingua straniera, ma indebolisce anche l’insegnamento della lingua inglese. Ieri, però, dalla propaganda sulle lingue nelle ipotesi di riforma siamo passati alle bugie. Infatti con l’approvazione della riforma si parla – anche su molti organi di stampa – di un potenziamento dell’insegnamento delle lingue straniere nella riforma delle superiori. Così non è. Nei sei licei previsti dalla riforma resta una sola lingua straniera (“Lingua e Cultura Straniera”) nel curricolo obbligatorio. Non si parla di Lingua Inglese, è vero, ma quante scuole sceglieranno una lingua straniera diversa dall’inglese? Solo al Liceo Linguistico una seconda e una terza lingua straniere vengono insegnate per cinque anni, mentre nel Liceo delle Scienze Umane la seconda lingua straniera …

Ghizzoni: “Sulla scuola si rischia la paralisi”. Fortemente penalizzata la qualità del servizio scolastico e limitato il diritto all’istruzione

Le scuole soffrono da molti mesi di una grave situazione finanziaria dovuta alla massiccia riduzione delle risorse che il Governo è venuto attuando fin dal suo insediamento e la situazione sta visibilmente peggiorando. Infatti la finanziaria 2010 ha ulteriormente ridotto di 226 milioni di euro gli stanziamenti dei capitoli destinati alle «competenze dovute al personale delle istituzioni scolastiche» e al «funzionamento delle istituzioni scolastiche». L’onorevole Manuela Ghizzoni interviene sulla questione denunciando come l’inadeguatezza delle risorse chiaramente ostacoli “il normale funzionamento didattico, per esempio impedendo la regolarità nel pagamento degli stipendi ai supplenti (ostacolando la nomina dei sostituti dei docenti assenti), riducendo le risorse destinate alla remunerazione del salario accessorio e del dovuto per gli esami di Stato ai docenti, tagliando sulle spese per le utenze, per gli appalti di pulizia e per le forniture di materiale didattico e di consumo. Da notare che attualmente, gli istituti scolastici vantano, nei confronti del Ministero, crediti per circa un miliardo di euro, e negli anni si sono trovati a dover anticipare risorse per affrontare le citate spese obbligatorie …

"La riforma "epocale" del ministro Tremonti", di Antonio Valentino

Lasciamo perdere le valutazioni auto elogiative del Ministro Gelmini (“Riforma epocale”) e quelle, diciamo così, non controllate di Berlusconi: “Con queste riforme …avremo delle scuole che possono essere comparate a quelle degli altri Paesi”. Meno male che non ha specificato quali. Diciamo in estrema sintesi che è stato confermato l’impianto iniziale dei Regolamenti approvati tra maggio e giugno 2009 (riduzione degli orari, forte diminuzione degli indirizzi, ampi spazi di flessibilità, richiami formali alle metodologia laboratoriali, due settori e 11 indirizzi per l’istruzione tecnica, 2 macrosettori e 6 indirizzi per gli IP, divaricazione netta tra istruzione liceale e tecnico professionale anche nel primo biennio….) con alcune modifiche, alcune delle quali andranno analizzate e considerate più nel dettaglio, quando si conosceranno i Regolamenti approvati nella loro versione ufficiale. Mi riferisco in modo particolare a quanto si legge nella parte riferita al primo biennio dei Tecnici e dei Professionali in cui si prevede l’acquisizione dei saperi e delle competenze previsti per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione; ma anche alla possibilità, per gli istituti professionali, di utilizzare le quote di …

"Altro che Finlandia, così la scuola torna ai modelli del 1800" di Benedetto Vertecchi

Le norme che modificano l’ordinamento delle scuole secondarie superiori si distinguono per l’assenza di un disegno interpretativo che riguardi, da un lato, le trasformazioni già avvenute altrove e quelle che stanno avvenendo, dall’altro i mutamenti intervenuti nelle condizioni di sviluppo degli adolescenti. Per quanto riguarda il modello organizzativo, siamo di fronte alla riproposta di una nozione ottocentesca del servizio scolastico, centrata sulla coincidenza tra orario della scuola e orario delle lezioni. Poiché è prevista una riduzione di tale orario, la conseguenza sarà una permanenza più limitata tra le mura scolastiche. È il contrario di quanto, da tempo sta accadendo in altri sistemi scolastici, dove i due orari, quello delle lezioni e quello di funzionamento della scuola, sono nettamente distinti e il secondo è ben maggiore dell’altro. Gli allievi frequentano le scuole non solo per fruire delle lezioni, ma anche per partecipare ad attività che concorrano ad estendere le loro esperienze e a favorire l’interiorizzazione di quanto hanno appreso. Ciò vuol dire utilizzare le strutture disponibili (per esempio i laboratori, le biblioteche, le palestre) in un …

Riforma Licei/ Unione degli Studenti: unico obiettivo è il risparmio

La riforma delle scuole superiori ci lascia profondamente insoddisfatti, l’unica strategia del governo è quella dei tagli, non vediamo progetti educativi dietro questo riordino. Se da una parte una riorganizzazione degli indirizzi era necessaria, dall’altra il taglio indiscriminato di ore in tutte o quasi le classi non è la risposta per riqualificare la scuola italiana. Seppur siamo in attesa del testo definitivo approvato dal Consiglio dei MInistri, dalle indiscrezioni risulta che ci sono stati degli aggiustamenti rispetto al testo inziale, anche a seguito dei parei delle commissioni parlamentari e del consiglio di stato. Come richiesto a granvoce anche dall’uds, la riforma partirà solo dalle prime classi, anche se il taglio al quadro orario riguarderà anche le altre classi e l’impianto generale rimane lo stesso. Non è previsto nessun intervento significativo per rendere più unitario il biennio iniziale in cui assolvere l’obbligo di istruzione, con il risultato di differenziare sin da subito i licei dall’istruzione tecnica e professionale. Il parere degli studenti rispetto a tali decreti approvati oggi dal governo è nettamente contrario, e lo dimostra …