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“Scuole d’infanzia, 180 bambini ancora senza posto”

Interrogazione dell’on. Ghizzoni (Pd) al ministro Gelmini: “Questi sono gli effetti dei tagli del governo che hanno impedito d’incrementare l’organico di insegnanti” Circa 180 bambini tra i 3 e i 5 anni, residenti nei comuni di Montese, Pavullo, Spilamberto, Vignola, Marano, Savignano e Mirandola, sono ancora in lista d’attesa per l’accesso alla scuola dell’infanzia. “Sono gli effetti dei tagli imposti dal governo – spiega l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd alla commissione Istruzione e Cultura della Camera – che hanno impedito di incrementare l’organico di insegnanti per soddisfare le richieste e coprire i 15 posti che mancano. Una situazione inedita per la provincia di Modena – prosegue la parlamentare del Pd – dove da anni tutte le domande hanno risposta positiva grazie ai servizi erogati dallo Stato e dagli Enti locali e all’attivazione di convenzioni con scuole private parificate”. Nell’interrogazione presentata ieri al ministro Gelmini, l’on. Ghizzoni porta due esempi emblematici della situazione di disagio: Spilamberto e Mirandola. A Spilamberto l’Amministrazione comunale ha predisposto nuovi spazi da adibire a sezioni dell’infanzia ma lo Stato non ha …

“Il dossier, la scuola de-formata”, di Maristella Iervasi

La scuola è appena cominciata è già cade a pezzi. Istruzione pubblica stravolta dai tagli, didattica frantumata e qualità scadente. E c’è di peggio: nell’era Gelmini gli alunni con disabilità restano ultimi. E’ l’impietosa fotografia della Flc-Cgil con il dossier: “La scuola de-formata”. Tagli e studenti. Una sforbiciata in tre anni di oltre 130mila posti tra personale docente e Ata (bidelli, personale di segreteria). Da subito un taglio di 42.104 insegnanti e 15.167 Ata. Il tutto mentre aumentano gli iscritti: 7milioni e 800mila gli studenti al 7 settembre 2009, quasi 8mila in più rispetto all’anno scorso. Precari. Oltre 18mila docenti e 7mila ausiliari, tecnici e amministrativi dopo anni di impegno nella scuola non avranno più un lavoro e uno stipendio. “Altro che i 12mila” conteggiati dalla Gelmini. La Lombardia ha perso 2.803 posti, le regioni del Sud hanno subito circa 12mila licenziamenti. “Emblematica la situazione di Napoli – sottolinea il sindacato – :lo scorso anno c’erano 401 posti di italiano alla scuola media. Quest’anno neanche uno”. Per la Flc-Cgil il problema del precariato si risolve …

«Miur e sindacati firmano il decreto attuativo salva-precari», di Ma. Ier.

La ministra unica dell’Istruzione è davvero unica. Un comunicato del Miur recita: “Precari, il Miur e sindacati firmano il decreto applicativo”. Ma è una bugia. Mimmo Pantaleo, segretario della Flc-Cgil: “Il ministro Gelmini è una bugiarda. Noi non abbiamo condiviso alcuna intesa. I contratti di disponibilità sono una vera presa in giro per i precari. Diffidiamo il ministro a fornire notizie false”. E viale Trastevere si giustifica: “Un refuso…”. Il decreto applicativo è stato dunque firmato, ma senza il principale sindacato della scuola. Un provvedimento che lascia per strada oltre 30 mila persone. Dunque, la protesta dei docenti e bidelli precari non cessa. Sabato tutti a Roma per la grande manifestazione di protesta che coinfluirà con quella sulla libertà di stampa. Alcuni docenti precari parleranno dal palco della Fnsi. Ed ecco il famigerato decreto applicativo tanto sbandierato dal governo. Riguarderà solo 18mila supplenti precari e non tutta la platea dei 250mila. Garantita la precedenza assoluta nel conferimento delle supplenze temporanee al personale docente e Ata a cui non è stato rinnovato l’incarico quest’anno. Solo dieci …

“Non tornano i conti per il sostegno”, di S.B.

Ad esempio, in una scuola di Limbiate (Milano), a fronte di 46 alunni con disabilità, dei quali 8 gravi, sono state assegnate 16 cattedre di sostegno, ben lontane, cioè, da quel rapporto di un insegnante di sostegno ogni due alunni, ribadito anche di recente dal ministro Gelmini. E siamo in Lombardia, dove in generale si ritiene che la situazione in questo ambito dovrebbe essere migliore. Ma altrove cosa sta succedendo? Il ministro dell’Istruzione Mariastella GelminiÈ breve, ma essenziale la lettera inviata al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e agli altri esponenti istituzionali della scuola nella Regione Lombardia, da parte della Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) della Scuola Media Statale Leonardo da Vinci-Verga-Gramsci di Limbiate (Milano). Soprattutto essa tocca un problema che in queste settimane sta coinvolgendo numerose altre zone del nostro Paese, vale a dire i “conti che non tornano” rispetto al numero degli insegnanti di sostegno. Sono tre i fondamentali riferimenti legislativi citati nella lettera, ovvero la Costituzione Italiana (articoli 3 e 34), le Linee Guida per l’Integrazione Scolastica degli Alunni con Disabilità e la Convenzione …

“Così sfuma il sogno del posto fisso”, di Carlo Forte

I docenti precari che speravano di passare di ruolo ricorrendo al giudice possono metterci una pietra sopra. Idem per coloro che hanno un ricorso pendente per ottenere aumenti di stipendio legati all’anzianità di servizio. La pietra tombale su queste aspettative è stata messa dal governo con il decreto legge 134/2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 settembre scorso, che riportata la norma salva-precari espunta dal decreto legge Ronchi. La presidenza della repubblica contestava l’estranietà della norma sulla scuola rispetto alla materia del dl comunitario e così il governo ha fatto ricorso a un autonomo dl. Questo dispone un’integrazione alla legge 124/99 che suona più o meno così: niente stabilizzazione del rapporto di lavoro dopo 36 mesi e niente scatti di anzianità. E per contro: stipendio fermo al livello minimo (anche dopo vent’anni di servizio) e quando finisce il contratto chi si è visto si è visto. Vanno in fumo, quindi, le speranze di tanti precari che avevano avviato ricorsi davanti al giudice facendo leva su quanto previsto dal decreto legislativo 368/2001, il quale dispone che, …

“Non è una scuola per giovani”, di Franco Bastianini

Non decolla il ringiovanimento della categoria dei docenti delle scuole statali nonostante il recente blocco di neoassunzioni e i pesanti pensionamenti. E così continua ad aumentare l’età anagrafica media dei docenti titolari di un contratto a tempo indeterminato, in assenza di una politica contcreta di svecchaiemnto della scuola, che pure il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, aveva promesso. È quanto si ricava da una ricerca condotta da Azienda Scuola i cui sono state prese in esame l’età anagrafica dei docenti che risultano titolari di contratto a tempo indeterminato nell’anno scolastico 2009/2010 e quella dei docenti titolari registrati nel precedente anno scolastico. Dal 1° settembre 2009 oltre 34 mila dipendenti, di età compresa tra 58 e oltre 65 anni, sono cessati dal servizio per raggiunti limiti di età, per compiuto quarantennio di servizio e per dimissioni volontarie. Sono stati 8 mila invece gli assunti ex novo con un contratto a tempo indeterminato. I criteri della ricerca Gli autori della ricerca hanno preso in esame, quali elementi di partenza, i dati ufficiali relativi al numero dei docenti titolari …

«Disabili, la barriera delle superclassi», di Edoardo Stucchi

Sono circa 180 mila i ragazzi disabili che frequenteranno quest’anno le scuole pubbliche, da quelle dell’infanzia alle superiori. E per loro si stima la presenza di circa 90 mila insegnati di sostegno, se si manterrà lo stesso rapporto medio dello scorso anno scolastico, peraltro in flessione rispetto al 2007/2008. In alcune realtà però il rapporto è stato di 1 docente di sostegno ogni 3-4 ragazzi con handicap. Lo segnalano le Associazioni a tutela dei diritti dei disabili, Fish e Anffas, che lanciano un ulteriore allarme: in alcune scuole superiori ci sono classi con disabili troppo numerose. Gli allievi disabili sono circa il 2% della popolazione scolastica; tra questi anche ragazzi con problemi gravi, perlopiù neurologici (si va bambini con sindrome di Down, agli autistici, ai cerebrolesi). La normativa in vigore (DPR 81 del 2009, G. U. 2 luglio) fissa il limite di 20 alunni per le classi con allievi disabili, in rapporto alle esigenze formative dei disabili stessi. Ma a garantire ovunque il rispetto delle regole sembrano non essere servite nemmeno le recentissime Linee guida …