Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

Scuola, On. Ghizzoni: “le iscrizioni come un referendum, bocciata la riforma Gelmini”

“Le scelte delle famiglie parlano chiaro e sono una bocciatura a tutto campo delle politiche del governo sulla scuola ed una netta sfiducia dell’operato del ministro Gelmini. I nodi sono finalmente arrivati al pettine e adesso il ministro si trova ad un bivio. O dichiara esplicitamente l’impossibilità di non poter soddisfare le richieste delle famiglie oppure deve fare marcia indietro sui tagli e rifinanziare la scuola pubblica. Altre vie non esistono. L’unica cosa certa è che ben nove famiglie su 10 non potranno avere le 30 ore settimanali richieste al momento dell’iscrizione. Le scelte delle famiglie – sottolineano – sono state uno referendum spontaneo sulla riforma Gelmini e i genitori non hanno lasciato spazio a dubbi. La riforma Gelmini è stata bocciata e – conclude – il ministro ne dovrebbe trarre le conseguenze”. Lo dichiarano le deputate del Pd, componenti della commissione Cultura della Camera, Maria Coscia e Manuela Ghizzoni.

“Vincono le classi di 30 ore, fallisce la controriforma”, di Simone Collini

È una sonora bocciatura del governo». Anche per questo il 18 ci sarà uno sciopero di tutto il settore della conoscenza. Mimmo Pantaleo non ci gira troppo attorno. Il segretario della Flc-Cgil legge i dati degli scrutini intermedi forniti dal ministero dell’Istruzione e punta il dito soprattutto sulle scelte per le iscrizioni alla prima elementare: «È una sconfessione evidente delle politiche del ministro Gelmini sulla primaria». Perché dice questo? «Il 90% delle famiglie ha scelto il tempo prolungato: il 56% le 30 ore e il 34% le 40 ore, cioè il tempo pieno. Questo vuol dire che i moduli e gli orari che finora hanno caratterizzato la scuola primaria rispondono esattamente alla domanda espressa dalle famiglie, che non vogliono rinunciare ai tempi prolungati e al modulo dei tre insegnanti, due cose evidentemente interdipendenti». Però la Gelmini ha confermato il “maestro unico di riferimento”. «E allora ha confermato il tentativo di demolire la parte di eccellenza del sistema di istruzione italiano, che è appunto la primaria. Moduli e tempi orari garantivano una qualità di apprendimento molto …

Precari della scuola in mobilitazione. Fioroni: “si ignorano tutti i loro diritti”, di Maristella Iervasi

«Non si presta attenzione ai precari della scuola. Non c’è alcuna tutela, alcun ammortizzatore sociale», dice Bebbe Fioroni, responsabile Educazione del Pd, dopo la storia della prof che ha scelto di fare la bidella. Gli studenti sono tornati nelle piazze con il «Surging Day», un assaggio dell’Onda anti-Gelmini d’autunno che sta riorganizzandosi. 50 mini cortei in diverse città del Paese. E altre mobilitazioni sono già in calendario perchè sulla scuola tutta, la battaglia non è finita con l’approvazione definitiva dei regolamenti sul primo ciclo e la riorganizzazione scolastica. Proprio su questi provvedimenti di governo pende la spada di Damocle dei ricorsi: del Cidi e della Flc-Cgil, che ha anche impugnato davanti al Tar la circolare sulle iscrizioni. Già la scuola. Proprio oggi i presidi informeranno il ministero di viale Trastevere sull’esito della scelta delle famiglie: maestro unico o tempo pieno? Secondo indiscrezioni, sarebbe stato sconfitto proprio il maestro imposto dalla Gelmini. E non finisce qui. In commissione alla Camera c’è il disegno di legge Aprea con la trasformazione delle scuole in fondazioni, mentre è già …

Scuola, On. Ghizzoni: “maestro unico bocciato dalle famiglie ma promosso dal governo”

“Le iscrizioni parlano chiaro: il maestro unico è stato bocciato dalle famiglie e solo il governo continua a promuoverlo”. Così le deputate del Pd, componenti della commissione Cultura della Camera, Maria Coscia e Manuela Ghizzoni commentano l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri dei due regolamenti su maestro unico e riorganizzazione scolastica. “I primi dati che emergono dalle iscrizioni, seppur non definitivi (il termine è domani), sono un chiaro messaggio alla Gelmini: le famiglie chiedono il tempo pieno e i moduli con le compresenze e non vogliono il maestro unico. Purtroppo, il Governo, sordo all’ennesimo segnale del mondo della scuola, ha approvato oggi l’ultimo atto burocratico per l’istituzione del maestro unico e per avviare i tagli di risorse e di personale scolastico. I regolamenti approvati, senza tener conto delle osservazioni del Regioni e del Consiglio nazionale della pubblica istruzione – sottolineano – contengono anche pasticci amministrativi, si richiamano infatti ad un Piano programmatico mai definitivamente approvato, a conferma del dilettantismo e della superficialità con cui si stanno affrontando i temi della scuola. Oggi – commentano …

“Trentamila docenti a spasso da settembre”, di Maristella Iervasi

Il maestro unico terrà banco o sarà «bocciato»? Le famiglie hanno scelto: hanno iscritto i loro figli a scuola. Domani si chiudono le iscrizioni per l’anno scolastico 2009/2010: l’anno orribilis della scuola Gelmini. Una controriforma dagli effetti boomerang per tutti: famiglie, studenti, ma soprattutto per i docenti, i precari e il personale Ata (collaboratori scolastici, segretari e ammnistrativi) per via della mannaia Tremonti che sta per abbattersi senza pietà. Istruzione massacrata I bambini e i ragazzi che siederanno per la prima volta sui banchi – (nell’anno in corso c’è stato un trend di crescita di alunni intorno alle 10mila unità) – troveranno una scuola più povera, massacrata in ore di lezione, indirizzi, compresenze e contenuti. E più povera di lavoratori: 57mila i tagli imposti in Finanziaria per il 2009. Vale a dire in termini di personale: 42mila docenti e 15mila Ata. Oltre 30mila supplenti annuali saranno licenziati in tronco; oltre 10 mila saranno i docenti di ruolo in esubero, rivela il sindacato Flc-Cgil. Un taglio imposto da Tremonti che la Gelmini si appresta ad eseguire …

Scuola, On: Ghizzoni “il Pd aderisce alla manifestazione a sostegno insegnamento storia dell’arte”

“Aderiamo all’iniziativa dell’Anisa, Associazione nazionale insegnati di storia dell’arte, di cui abbiamo sottoscritto anche ‘l’ Appello per la storia dell’arte nella scuola’ promosso per scongiurare la drastica riduzione delle ore di insegnamento della storia dell’arte nella scuola secondaria. Si tratta di una scelta sbagliata e ancor più grave per un paese che vanta il patrimonio storico artistico di maggior rilievo mondiale e che rischia però di essere sconosciuto proprio alle future generazioni di italiani. Chiederemo al ministro Gelmini di rendere conto sulle sue reali intenzioni circa l’educazione all’arte e ai suoi linguaggi espressivi perché – conclude – proprio non comprendiamo come si possa solamente pensare di fare cassa tagliando ore di insegnamento di materie così importanti e fondamentali per il processo di apprendimento e per la costruzione di una appartenenza identitaria e per la valorizzazione del nostro inestimabile patrimonio”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni.

“Scuola, Surfing day: gli studenti dell’Onda tornano in piazza”, di Vincenza De Iudicibus

Il 13 febbraio sono scesi in piazza accanto a sindacati, precari, disoccupati. Gli studenti dell’Onda, movimento nato nelle scuole e negli atenei italiani lo scorso autunno contro la riforma Gelmini, hanno deciso di dare il via a una nuova stagione di mobilitazione. Prossimo appuntamento venerdì 27 febbraio, quando si terrà in numerose città italiane la manifestazione “Surfing day, studenti sull’onda della crisi”, organizzata dai ragazzi delle scuole superiori. “Noi la crisi non la paghiamo” è stato uno degli slogan simbolo delle proteste autunnali. Gli studenti lo hanno riutilizzato «per dire no alla rassegnazione di una generazione priva di prospettive e che ha davanti a sé un futuro precario». «Ci siamo mobilitati durante tutto l’autunno – spiega Roberto Iovino, coordinatore nazionale dell’Unione degli studenti, che organizza la protesta – Ma il ministro dell’Istruzione non ha prestato attenzione alle nostre richieste. Abbiamo quindi deciso di tornare in piazza contro le leggi 133 e 169, perché non si dica che le mobilitazioni degli studenti finiscono dopo le vacanze di Natale. Una manifestazione nel mese di febbraio è inusuale, …