Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

“Le 27 e le 30 ore sono esche per far cascare i genitori nella trappola delle 24”, di Mario Piemontese

Sia nel Regolamento sulla scuola dell’infanzia e del primo ciclo che nella circolare n. 4/09 sulle iscrizioni, a proposito di scuola primaria oltre alle 24 e 40 ore settimanali si citano, sia per le future prime che per le classi successive, le 27 e le 30 ore. Per le 27 e le 30 ore i riferimenti legislativi sono rispettivamente il comma 1 e il comma 2 dell’art. 7 del decreto legislativo n. 59/04. Le 30 ore sono la somma delle 27 previste dal comma 1 e delle 3 opzionali facoltative previste dal comma 2. Il comma 3 del medesimo articolo prevede che sia le 27 che le 30 non comprendono ore dedicate alla mensa. Per quanto riguarda la mensa bisogna leggere il comma 4 che prevede fino a un “massimo” di 330 ore annue dedicate alla mensa, che in altri termini vuol dire fino a un “massimo” di 10 ore settimanali. Il comma 4 dell’articolo in questione è quello che ha permesso per 4 anni, a partire dall’a.s. 2004/2005 fino all’a.s. 2007/2008, di accumulare perlomeno …

Scuola, On. Ghizzoni: bene pausa di riflessione ottenuta dalle regioni

“La pausa di riflessione ottenuta dalle regioni sui regolamenti scolastici è importante. Le novità previste dal Governo sono di così tale rilevanza per la scuola e per i livelli di apprendimento dei bambini che bisogna agire con prudenza e consapevolezza. Ci auguriamo che la settimana richiesta porti consiglio al Governo e che venga rivista la grave decisione, non prevista dal piano programmatica, di abolire le compresenze anche nelle classi successive alla prima elementare. E’ un tempo utile per far comprendere alle famiglie che le opzioni sul tempo scuola sono aleatorie, perché il tempo che i bambini trascorreranno a scuola dipenderà dagli organici messi a disposizione dal ministero. E come sappiamo il Governo vuole ridurli considerevolmente”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni in merito alle decisioni prese oggi nel corso della Conferenza Unificata sul dimensionamento della rete scolastica. Roma, 22 gennaio 2009

Ghizzoni: “Ha ragione l’assessore Querzé”

“I 60 insegnanti in meno previsti nelle scuole elementari di Modena sono una delle conseguenze del piano di destrutturazione della scuola pubblica” “Ha ragione l’assessore Querzé. Il combinato disposto dell’avvio del maestro unico, dell’abolizione delle compresenze in tutte le classi della scuola primaria e dei tagli al personale, imporrà alle scuole piante organiche ridotte con evidenti ricadute negative sull’offerta formativa”. E’ quanto ha dichiarato l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd nella commissione Istruzione e cultura della Camera, commentando la risposta dell’assessore all’Istruzione del Comune di Modena a un’interrogazione in Consiglio. “I 60 insegnanti in meno previsti nelle scuole elementari di Modena – ha aggiunto la parlamentare – sono solo una delle conseguenze del piano di destrutturazione della scuola pubblica che il ministro Gelmini sta portando avanti”. L’on. Ghizzoni sottolinea in particolare il fatto che gli studenti delle seconde, terze, quarte e quinte della scuola primaria “non concluderanno gli studi secondo il modello educativo del team di docenti con cui hanno avviato i propri studi. E’ un fatto gravissimo, mai accaduto nella storia degli ordinamenti scolastici. Infatti …

La Ue critica l’Italia: a scuola non basta l’inglese, di Luigi Offeddu

Ne sono arrivate più di 400, in pochi giorni: email partite dall’Italia, un piccolo maremoto di protesta. Mittenti: in gran parte insegnanti, ma anche genitori. Destinatari: la Commissione europea, e soprattutto il commissario europeo al multilinguismo, Leonard Orban. La richiesta: salvare l’insegnamento alla scuola media del francese, dello spagnolo o del tedesco, cioè della «seconda lingua comunitaria » che dall’autunno diventerà facoltativa. Imputata, o presunta imputata: il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Che, a metà dicembre, stabilì: «a richiesta delle famiglie e compatibilmente con le disponibilità di organico e l’assenza di esubero dei docenti della seconda lingua comunitaria, è introdotto l’insegnamento potenziato dell’inglese per 5 ore settimanali complessive, utilizzando anche le ore d’insegnamento della seconda lingua comunitaria». Vale a dire: l’inglese potrà passare da 3 a 5 ore settimanali, e le 2 ore in più le cederà l’altra lingua. «Ma questo aiuterà gli italiani a sentirsi più europei?», chiedono i messaggi giunti a Bruxelles. «No, è un regolamento anti-europeo». E ancora: «È noto il gran divario linguistico che ci divide dagli altri Paesi Ue, parliamo poco …

La scuola non può «tagliare» la scienza, di Edoardo Boncinelli

Nel vortice della cattiva informazione imperante, soprattutto in campo tecnico-scientifico, e contro i proclami privi di fondamento di tutti i tipi è la scuola e solo la scuola che può giocare un ruolo determinante, ergendosi a baluardo contro l’ignoranza e offrendosi come autorevole guida e solido termine di riferimento. In tutti i campi, dalla storia alla biologia, dalla filosofia all’ecologia. Se vogliamo cittadini informati e capaci di riflettere dobbiamo avere scuole all’altezza del compito. Dispiace quindi particolarmente che si ventili in questo periodo una drastica riduzione delle ore dedicate alla scienza nei Licei Scientifici, che sono quelli dove i ragazzi hanno più probabilità di familiarizzarsi con i successi e le problematiche del mondo scientifico moderno e contemporaneo. Si parla di passare dalle attuali 25 ore di moltissimi Licei Sperimentali a solo 15 ore o peggio. Le conoscenze scientifiche aumentano in continuazione, di giorno in giorno, e richiederebbero casomai sempre più tempo, non meno. Non è possibile trattare ad esempio le innumerevoli acquisizioni della biologia di oggi con un numero di ore corrispondenti a quelle che …

“Giusto l’allarme dei sindacati, a rischio l’attività didattica”

La sen. Bastico e l’on. Ghizzoni presenteranno un’interrogazione parlamentare. “Grave situazione finanziaria degli istituti scolastici nella provincia di Modena” La preoccupazione sollevata dalle organizzazioni sindacali sulla grave situazione finanziaria degli istituti nella provincia di Modena è condivisa dalle parlamentari Mariangela Bastico e Manuela Ghizzoni del Pd, “poiché – si legge in una nota – rischia di bloccare l’attività didattica soprattutto per l’impossibilità di procedere alle nomina dei supplenti e al pagamento di quelli in servizio e al saldo delle forniture.” Nei prossimi giorni le due parlamentari modenesi presenteranno un’interrogazione per sapere quali iniziative il Governo intende assumere per dare risposta alle difficoltà di funzionamento denunciate dalle scuole della provincia di Modena. “Difficoltà – precisano Bastico e Ghizzoni – che certamente contribuiscono a compromettere l’immagine e la credibilità che famiglie e opinione pubblica hanno della scuola statale”. A giudizio delle due parlamentari del Pd il problema vero “non risiede tanto nell’assegnazione diretta delle risorse alle istituzioni scolastiche quanto nei tagli e sottofinanziamenti relativi alle leggi finanziarie varate dal Governo Berlusconi nel periodo 2002-2006”. In quegli anni …

“Scuola, Gelmini beffa i genitori: iscrizioni blindate e famiglie alla cieca”, di Maristella Iervasi

Iscrizioni alle porte ma come sceglieranno i genitori? E sopratutto, quale sarà l’offerta didattica? Quante prime avranno il maestro unico? Quanti studenti potranno usufruire della mensa? E le classi successive alla prima, troveranno in cattedra gli stessi insegnanti? Saranno sempre consentite le uscite didattiche? Non solo: l’educazione fisica avrà ancora un voto in pagella o sarà valutata a parte come religione? Fatti, pilastri dell’istruzione, che i direttori scolastici e i presidi non potranno garantire. Hanno le mani legate: illustreranno un Pof, piano dell’offerta formativa, che sarà solo virtuale. Perchè non sanno se saranno in grado di garantire il tempo pieno, gli anticipi alla scuola dell’infanzia e tutto il resto. E la circolare Gelmini (forse oggi la firma) non aiuta: è un rebus di contraddizioni. 22 pagine compresive dei moduli che le famiglie dovranno compilare alla cieca. Già i genitori, i grandi beffati della controriforma Gelmini. Berlusconi e la ministra unica dell’Istruzione fin dal «golpe» d’autunno non hanno fatto altro che cercare il consenso delle famiglie. «Il maestro sarà unico solo se le famiglie lo scelgono», …