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Ghizzoni: “Ha ragione l’assessore Querzé”

“I 60 insegnanti in meno previsti nelle scuole elementari di Modena sono una delle conseguenze del piano di destrutturazione della scuola pubblica”

“Ha ragione l’assessore Querzé. Il combinato disposto dell’avvio del maestro unico, dell’abolizione delle compresenze in tutte le classi della scuola primaria e dei tagli al personale, imporrà alle scuole piante organiche ridotte con evidenti ricadute negative sull’offerta formativa”.

E’ quanto ha dichiarato l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd nella commissione Istruzione e cultura della Camera, commentando la risposta dell’assessore all’Istruzione del Comune di Modena a un’interrogazione in Consiglio.

“I 60 insegnanti in meno previsti nelle scuole elementari di Modena – ha aggiunto la parlamentare – sono solo una delle conseguenze del piano di destrutturazione della scuola pubblica che il ministro Gelmini sta portando avanti”.

L’on. Ghizzoni sottolinea in particolare il fatto che gli studenti delle seconde, terze, quarte e quinte della scuola primaria “non concluderanno gli studi secondo il modello educativo del team di docenti con cui hanno avviato i propri studi. E’ un fatto gravissimo, mai accaduto nella storia degli ordinamenti scolastici. Infatti la circolare prevede che anche per le classi successive alle prime siano abolite le compresenze, minando in questo modo alla base il modello educativo del modulo di docenti e pregiudicando i livelli di apprendimento”.

Ufficio stampa Pd Modena

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  1. Comunicato stampa del Comune di Modena
    60 INSEGNANTI IN MENO NELLE SCUOLE ELEMENTARI DI MODENA
    “E’ il primo risultato della legge Gelmini”: la Querzè risponde al coinsigliere Garagnani.
    Lo slittamento della riforma delle scuole medie superiori al 2010, dopo una fase di completa incertezza per quanto riguarda i contenuti della legge, la modifica dei curricoli, le riduzioni d’orario conseguenti al taglio del personale docente, che ha persino indotto il Ministero a far slittare di un mese il termine delle iscrizioni, non ha tranquillizzato genitori e insegnanti. I problemi sono solo slittati di alcuni mesi. Lo ha spiegato l’assessore all’Istruzione Adriana Querzè rispondendo all’interrogazione “Iscrizioni a rischio nelle scuole superiori di Modena?” presentata durante la seduta del Consiglio comunale di ieri dal consigliere William Garagnani (Pd). Garagnani ha stigmatizzato la confusione creata allorquando si chiedeva ai ragazzi di scegliere la scuola superiore “praticamente al buio” e lo stato di assoluta incertezza che permane ora a causa “delle incongruenze della riforma che determina tra l’altro una disarticolazione totale del mondo scolastico, facendo saltare le passerelle tra licei e istituti tecnici”. L’assessore ha anche sottolineato che (circolare 4 del 15.01.09 sulle iscrizioni) le scuole elementari e medie che vedono applicata pienamente la riforma, ne risultano profondamente e negativamente modificate. “Due i fattori particolarmente negativi: la frammentazione dei modelli scolastici alle elementari in quattro modelli di 24, 27, 30, 40 ore settimanali e la totale eliminazione della compresenza in tutte le classi a tempo pieno prolungato. Oltre a dequalificare la scuola e a smantellare i modelli organizzativi – ha detto la Querzè – questi interventi avranno una forte ricaduta sugli aspetti occupazionali: nelle scuole elementari del solo Comune di Modena a settembre entreranno 60 insegnanti in meno. E’ il contributo che la scuola modenese dovrà dare al raggiungimento dell’obiettivo del taglio di 87mila docenti in tre anni stabilito dai provvedimenti Tremonti/Gelmini. Non saranno insegnanti licenziati ma supplenti non assunti”. Garagnani ha ringraziato l’assessore per la puntualità della risposta e ha concluso che “il risultato della riforma sarà un ulteriore impoverimento della scuola italiana”.

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