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"Una guida ai profili più gettonati nei prossimi anni", di Iolanda Barera

Quali saranno le “professioni calde”del 2017? Abbiamo chiesto una previsione a un gruppo di esperti in materia. Risultato: nessun architetto galattico o hacker del pensiero umano, ma sicuramente qualche novità interessante per curricula diversi. Partiamo dall’ambito green: l’attenzione all’ecosistema è vista in crescita all’unanimità o quasi. Figure nuove nel campo? «I Sustainability Engineer, tecnici specializzati in tematiche legate alle fonti rinnovabili, che affiancheranno il Chief Sustainability Officer, la posizione al top su questo fronte in azienda — risponde Stefano Griccioli, responsabile in Accenture della service line Talent &organization performance —. E, per chi ha competenze più soft, i Change Sustainability Ambassador, agenti di cambiamento che si relazionano con la business community» . Altra possibile new entry è l’Energy Auditor, «un esperto in certificazione dei bilanci in campo energetico» spiega Giovanna Brambilla, ad di Value Search. Ma anche l’Ingegnere focalizzato sul project financing ambientale ed energetico potrebbe essere molto richiesto. «Ci sarà un’evoluzione dei grandi progetti impiantistici nel settore» prevede Fabio Ciarapica, senior partner di Praxi. Nonmeno importante la “rivoluzione web”su marketing e comunicazione. E un’ipotesi …

Documento di Economia e Finanza (DEF) 2011 – Relazione dell'on. Pier Paolo Baretta (PD)

Signor Presidente, Onorevoli colleghi, la discussione di oggi avrebbe meritato una ben maggiore attenzione da parte della camera dei Deputati e nell’opinione pubblica. Le scelte che stiamo per compiere potranno segnare le prospettive economiche e sociali del nostro Paese oltre la attuale negativa congiuntura. La introduzione, infatti, della nuova governance comunitaria – il “semestre europeo” – si proporne, con la presentazione da parte degli Stati membri, in tempi prestabiliti, del DEF (comprendente il Programma di Stabilità e il Programma Nazionale di Riforme), di rafforzare il coordinamento preventivo (“ex ante”) delle politiche economiche e di bilancio nazionali, nonché la sorveglianza macro-economica e fiscale. Ciò ha comportato la necessità di modificare la normativa contabile nazionale, ed è quel che abbiamo fatto poche settimane fa con legge 7 aprile 2011, n. 39, che ha adeguato la pur recente 196. Sono novità importanti che richiamano la esigenza di accelerare il processo di unificazione anche politica dell’Unione Europea. Il punto di partenza è l’affermarsi di una cultura economica che prenda coscienza del fatto che misure di stabilizzazione, necessarie e coraggiose, …

"Mr Cepu ora scende in politica", di Giampaolo Cerri

Mr Cepu scende in campo. Francesco Polidori, classe 1946, umbro di Città di Castello e assurto alle cronache appunto come fondatore del Centro europeo di preparazione universitaria-Cepu (100 milioni di fatturato e oltre 400 addetti), ha deciso di candidarsi a sindaco nella sua città natale. Il tycoon della formazione privata è candidato sindaco di ben quattro liste, a cominciare dal suo Federalismo democrati umbro-Fdu, costituito in occasione delle regionali del 2010, e in cui compaiono anche il nipote Francesco Pietro e il direttore marketing del Cepu, Maurizio Pasquetti. Le altre liste di supporter, sono eDemocracy (in cui è candiato il figlio, Pietro Luigi) e NoiDonne, direttamente riconducibili al suo entourge, e la filiazione locale di Nuova Forza Italia. Contemporaneamente, con un simboli identico, Polidori corre da sindaco anche nella vicina Borgo S.Sepolcro, dove si trova il quartier generale del suo Gruppo. Qui il Federalismo democratico da umbro è diventato, in un fiat, “unitario” e candida a primo cittadino Gianluca Polidori, parente del fondatore ma soprattutto storico manager delle sue numerose aziende. Programmi in fotocopia: a …

"Sull'imbroglio decida la consulta", di Stefano Rodotà

Sia lode al presidente del Consiglio. Con la disinvoltura istituzionale che lo contraddistingue ha svelato le vere carte del governo sul nucleare, carte peraltro niente affatto coperte. La frode legislativa, già evidente, diviene ora conclamata. Berlusconi è stato chiaro. Un tema tanto importante come il nucleare non può essere affidato a cittadini “spaventati” da quanto è avvenuto in Giappone, che debbono “tranquillizzarsi”. Meglio, dunque, non far votare un popolo emotivo, disinformato. Gli abbiamo scippato con uno stratagemma un referendum che avrebbe reso impossibile per anni il nucleare, e ora abbiamo le mani libere per tornare in pista già tra dodici mesi. Gabbati i cittadini, ma rassicurati gli imprenditori, poiché il presidente del Consiglio si è premurato di dire che i rapporti tra Enel e Electricité de France andranno comunque avanti. Un governo e una maggioranza senza dignità accantonano uno dopo l´altro gli strumenti della democrazia, non hanno neppure il pudore della reticenza, teorizzano il silenzio dei cittadini. Ma si può davvero restare passivi davanti a questo gioco delle tre carte istituzionali? Il famigerato emendamento approvato …

"Un futuro di tagli, ecco le cifre", di Corrado Zunino

Giovedì si inizia a votare il documento di Economia e Finanza 2011: lì dentro c’è lo “spianamento” della scuola italiana. Si arriva a 22 miliardi di “risparmi” nei 5 anni di questo governo. Mentre l’Occidente ha affrontato la crisi senza toccare tre voci: scuola, università, ricerca. Quattro miliardi e 561 milioni di tagli previsti ogni anno dal 2012 al 2014 (tabellone a pagina 37 del documento del Programma nazionale di riforme già approvato in Consiglio dei ministri). Tredici miliardi e 683 milioni succhiati via a un organismo in grave crisi di ossigeno a cui dal 2009 al 2011 ne sono stati portati via già otto miliardi e 13 milioni (con 87 mila cattedre annesse e 42 mila posti di personale amministrativo, tecnico, ausiliario). Tredici miliardi e 683 milioni più otto miliardi e 13: sono ventidue miliardi succhiati alla scuola pubblica italiana in una stagione di governo di centro-destra. Con numeri di questa entità si renderà così fragile e dissestata la nostra scuola pubblica da trasformarla in un istituto sostituibile. Con che cosa? Con la scuola …

"In missione per conto di Dio", di Marco Catteneo*

Dal tempo della vivace polemica scatenata dal suo convegno che celebrava la fine della teoria dell’evoluzione darwiniana, mi ero ripromesso di non parlare più del professor Roberto De Mattei. Negli ultimi tempi, poi, mi limitavo a registrare la progressione aritmetica della petizione che ne chiede le dimissioni dalla vicepresidenza del CNR, arrivata ormai a quasi 15.000 firme. Ma i suoi recenti interventi su Radio Maria mi impongono di infrangere il fioretto. Perché nel suo ultimo intervento il professor De Mattei ha rincarato la dose, dimostrando di essere non solo inadatto a ricoprire il ruolo di vicepresidente del maggior ente pubblico di ricerca italiano, ma anche uno storico mediocre. Lasciando perdere il tormentone sui terremoti punitivi, da Messina al Giappone (a proposito, sull’Aquila niente da dire?), e attendendo con impazienza una spiegazione dell’eruzione del Krakatoa del 1883, mi ha particolarmente colpito l’affermazione secondo cui Varsavia, durante la seconda guerra mondiale, sarebbe stata distrutta “per i peccati che in essa si commettevano”. Sfogliando poche pagine di libri di storia che al professor De Mattei non dovrebbero essere …

"Il ministro senza vergogna e senza portafoglio", di Marco Cattaneo*

Martedì, a Ballarò, il ministro Mariastella Gelmini ha vantato – di passaggio – l’approvazione del Piano Nazionale della Ricerca “che prevede un miliardo e quattrocento milioni di euro da spendere nei prossimi tre anni”. Il PNR 2011-2013, in effetti, era stato presentato il giorno prima, con due tavole rotonde dalla composizione almeno in parte imbarazzante. Al di là della presenza dei presidenti dei maggiori enti pubblici di ricerca (che dovrebbe essere un’ovvietà, ma non c’è da scommetterci), brillano per competenza l’introduzione di Maurizio Gasparri e la moderazione delle tavole rotonde, affidata a Bruno Vespa, capace di passare con la consueta eleganza dall’epigenomica alla comunicazione con l’Aldilà (per chi si fosse perso il tema della puntata di Porta a Porta di ieri). So che era presente qualche collega della stampa, ma noi non siamo stati invitati. E, data la parata di premi Nobel, c’è quasi da vantarsene. Allora, per curiosità, siamo andati a vedercelo il Programma Nazionale della Ricerca sbandierato dal Ministro come un’azione che avrebbe “l’obiettivo di allineare la spesa italiana per la Ricerca alla …