Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

«Le due agende etiche», di Stefano Rodotà

Due “agende etiche” sono comparse all´orizzonte politico, e vale la pena di metterle a confronto. La prima è stata presentata dal presidente del Consiglio nel suo discorso alle Camere, e contempla temi noti, nell´abituale cornice limitativa dei diritti delle persone – procreazione assistita, aborto, testamento biologico, ricerca scientifica. La seconda nasce dall´ordinanza con la quale il Tribunale di Firenze ha rinviato alla Corte costituzionale la legge sulla procreazione assistita perché vieta la cosiddetta fecondazione eterologa, così violando l´eguaglianza tra le persone. Qui l´impostazione è completamente rovesciata. Si vuole restituire a tutti la libertà di scelta nelle questioni di vita, come ha già fatto la Corte dichiarando incostituzionali alcune norme della stessa legge e come ha indicato la Corte europea dei diritti dell´uomo affermando l´illegittimità del divieto contenuto nella legge austriaca. Prevedibili le reazioni critiche di governo e Vaticano, fondate tuttavia su sgrammaticature istituzionali e falsificazioni della realtà. Non è vero che la legge sulla procreazione assistita sia inattaccabile perché confermata da un referendum: nel 2005 semplicemente non fu raggiunto il quorum necessario per l´abrogazione per …

Una vera riforma dell’Università: gli errori del governo, le proposte del PD

L’università italiana ha bisogno di norme e risorse che la rendano più moderna e capace di favorire una crescita sociale e dell’economia fondate sulla conoscenza, sull’innovazione e la mobilità sociale degli studenti. Un sistema universitario di qualità, con docenti motivati e selezionati in base al merito; con Atenei autonomi, responsabili, valutati in base ai loro risultati. Il DDL Gelmini non corrisponde a nessuno di questi obiettivi: questa è la ragione della nostra opposizione. Non stiamo affrontando il confronto parlamentare con la logica del “tanto peggio tanto meglio”, ma con le nostre proposte, che hanno un obiettivo chiaro: consentire all’università italiana di fare un deciso passo in avanti, mentre il progetto del governo vorrebbe certificare definitivamente il suo impoverimento e il suo arretramento, riportandola indietro di decenni ad una gestione centralistica della burocrazia ministeriale, del tutto inefficace e fuori dalla storia. In questi mesi il tema della riforma dell’università è passato sottotraccia nel dibattito pubblico, con la colpevole complicità di molti: crediamo che la parte più coraggiosa del mondo accademico, a partire dai ricercatori strutturati e …

Inaccettabile la pressione nei confronti dei ricercatori universitari indisponibili

Le legittime azioni di lotta di questi mesi, a partire dall’indisponibilità dei ricercatori a svolgere compiti didattici che esulino da quelli definiti dalle norme come “integrativi dei corsi di insegnamento ufficiali” (art. 32 DPR 382/80), hanno portato ad un rallentamento dell’iter del DDL. In questo senso lascia sgomenti l’iniziativa della commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali che chiede ai rettori di “conoscere, con riferimento al personale in servizio nel ruolo di ricercatore, quali attività tale personale si rifiuti eventualmente di svolgere e se tale rifiuto consista nel manifestare preventiva indisponibilità all’assunzione degli incarichi di docenza, o piuttosto consista in una mera astensione dall’attività didattica”. È singolare che proprio durante la massima pressione da parte di confindustria, governo e parte dei rettori per una rapida approvazione del disegno di legge arrivi questa missiva. Appare come l’ennesimo atto intimidatorio. Anche per questa ragione auspichiamo la piena riuscita della manifestazione/presidio del 14 ottobre a Montecitorio per riportare la discussione sulla riforma universitaria in un ambito accettabile, che veda il coinvolgimento di tutte le componenti …

"Cnsu bloccato per mesi e La Gelmini lo insedia in ritardo", di Manuel Massimo

Il nuovo Consiglio degli Studenti verrà convocato per il prossimo 26 ottobre, a oltre cinque mesi dalla sua elezione, e non potrà confrontarsi sulla riforma dell’università. Forse perché rischia di avere un presidente non gradito al ministro? Interpellanze parlamentari, lettere aperte, richieste d’incontro e dichiarazioni a mezzo stampa: dopo una lunga serie di sollecitazioni provenienti da più parti, il ministro Mariastella Gelmini si è finalmente decisa a convocare per il 26 ottobre prossimo la prima seduta del nuovo Cnsu (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari) eletto lo scorso maggio. L’organo consultivo di rappresentanza studentesca degli atenei, per poter cominciare i lavori, ha bisogno di essere “insediato” e, in base al regolamento del Miur, questo compito spetta appunto al ministro in carica. L’iter pianificato dal Ministero, però, non ha certo brillato per celerità: il decreto ufficiale di nomina dei consiglieri eletti è arrivato soltanto il 25 giugno (43 giorni dopo la chiusura delle urne), il 5 luglio (dopo altri 10 giorni) è partita la richiesta formale degli indirizzi e dei recapiti telefonici degli eletti da fornire “con …

"Scuola, 300mila in piazza contro i tagli Gelmini: chi protesta non vuole riforme", di Oriana Liso

Si sono ritrovati ieri nelle stesse piazze italiane, negli stessi cortei, in una fusione di movimenti e istanze sempre più piena. Studenti delle superiori e universitari, ricercatori precari, insegnanti, genitori: 300mila persone in corteo, per la prima di una annunciata, nuova stagione di protesta contro la riforma Gelmini, tra preoccupazione per i tagli ai fondi di istituti e di atenei, al numero di insegnamenti e insegnanti. Oltre 90 i cortei (non solo nelle grandi città, per la prima volta anche nei comuni più piccoli) – organizzati da Rete degli studenti, Unione degli studenti, Link-coordinamento universitario -, momenti di tensione e scontri a Milano, Torino, Verona, Firenze. A Roma la sede del ministero dell´Istruzione è stata cinta dal pacifico assedio di 30mila persone, ma il ministro Maria Stella Gelmini ha commentato al ribasso, definendo le proteste come la riproposizione di «vecchi slogan di chi vuole mantenere lo status quo, di chi crede di usare la scuola come luogo di indottrinamento politico della sinistra». Parole contraccambiate dai manifestanti, che sul ministro hanno sfornato slogan e striscioni di …

"Mariastella delle gaffe. Il ministro senza fondi che Tremonti snobba", di Federica Fantozzi

“Pregiudizi contro chi, come me, ha gli occhi a fessuretta» si difendeva la vaporosa Caterina Guzzanti-Mariastella Gelmini a Parla con me. Chissà se, in consiglio dei ministri, la vera titolare dell’Istruzione ha opposto lo stesso argomento allo sferzante sarcasmo di Giulio Tremonti con le forbici in mano. In fondo, il mite collega Bondi, che ha minacciato dimissioni dalla Cultura stanco di fronteggiare la rivolta di teatri, musei, fondazioni, enti lirici, siti archeologici, etc, ha incassato non soldi ma almeno umana solidarietà. Lei, invece, tutti si chiedono se sia cattiva o la disegnino così. L’avvocato dalle mise grigio acciaio, i lineamenti appuntiti e gli occhiali aguzzi; il ministro ribattezzato dall’Onda «della Pubblica Distruzione»; la cattolica ritratta come Beata Ignoranza in irridenti santini; la neo-mamma che ha fatto imbufalire mezza Italia dichiarando che «il congedo di maternità è un privilegio, tutte dovrebbero tornare subito a lavorare come me». 37 anni, liceo a Desenzano del Garda, laurea a Brescia, praticantato ed esame da avvocato a Reggio Calabria (trasloco foriero di molte illazioni), sposata a Sirmione con un aitante …

Migliaia gli studenti in piazza in tutta Italia «Gelmini dimettiti». Tafferugli a Milano

La rete calcola che oggi siano scesi in piazza in tutta Italia «circa 300mila studenti» in «più di 100 piazze italiane». Chiedono investimenti nell’istruzione, provvedimenti per l’edilizia scolastica, una didattica nuova e più diritti per gli studenti. Insomma, una scuola pubblica e non la sua demolizione di fatto. A Firenze, il corteo vede una folta partecipazione. Qualcuno dalla testa della manifestazione ha lanciato un fumogeno, bottiglie di vetro e uova contro la sede della scuola privata degli Scolopi, in via Cavour. Un gesto che ha suscitato la reazione e la protesta degli altri studenti che sfilavano. Piccolo tafferuglio poi davanti alla prefettura: spintoni e qualche pugno, alcuni ragazzi sono poi identificati dalle forze dell’ordine intervenute. Gli animi si sono placati e il corteo ha ripreso la sua marcia. Cortei anche a Siena e Livorno. A Milano ci sono stati tafferugli vicino all’Università statale. Gli studenti, 20mila per gli organizzatori, la metà per la Questura, verso il Provveditorato hanno lanciato uova e petardi verso la sagoma di Mariastella Gelmini. E, dicono agenzie di stampa, sono state …