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Università, Pd: via i baroni e largo ai giovani. Ghizzoni: Governo sbatte la porta in faccia ai giovani ricercatori

“E’ molto grave che la maggioranza abbia bocciato la nostra proposta per ringiovanire il corpo accademico italiano, che è quello più anziano di tutto l’occidente”. Lo ha dichiarato la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Manuela Ghizzoni, portando la solidarietà del gruppo democratico ai giovani ricercatori che stanno protestando sotto il Senato contro il ddl Gelmini. “E’ una bocciatura che svela da che parte sta questa maggioranza e questo governo: rinunciare ad abbassare l’età pensionabile dei docenti e continuare a bloccare il turn over significa sbattere la porta in faccia ai giovani ricercatori”.

Italcarni, la solidarietà del Pd ai lavoratori

Gli onorevoli Ghizzoni e Miglioli: “Trovare un accordo per scongiurare il licenziamento dei 43 lavoratori. È il momento della responsabilità” Gli on. Manuela Ghizzoni e Ivano Miglioli del Pd hanno espresso la loro preoccupazione per la crisi dell’Italcarni e la loro solidarietà ai lavoratori. “La crisi della filiera che ha colpito una delle aziende leader del settore agroalimentare – hanno affermato i parlamentari del Pd – non può essere scaricata solo sui lavoratori lasciando per strada 43 famiglie. Ora deve prevalere il senso di responsabilità. Si faccia di tutto e di più per trovare una soluzione positiva. La crisi del settore si aggiunge alla crisi generale che attraversa il Paese – hanno aggiunto Ghizzoni e Miglioli – e colpisce pesantemente anche i nostri distretti. Lo scenario è drammatico e conferma ogni giorno di più come la crisi non sia assolutamente passata e sia urgente una politica industriale anticiclica che rilanci la crescita”.

Università di Modena e Reggio, ricercatori in rivolta «Il nostro lavoro sottovalutato»

«Ancora una volta le leggi nazionali non riconoscono l’importanza del lavoro svolto da noi ricercatori, che da anni ci occupiamo anche di insegnamento a titolo volontario e gratuito. Per questo, fino a quando le cose non cambieranno, non accetteremo incarichi legati alla didattica». Ieri i ricercatori dell’Università di Modena e Reggio hanno occupato (pacificamente) la sede del rettorato, in via Università. A gran voce, i dottori hanno chiesto un incontro con il rettore, che al termine dell’iniziativa di protesta ha parlato con loro mezz’ora. Arrabbiatissimi, i ricercatori hanno posto un problema molto serio all’attenzione del Magnifico e degli studenti: «A Modena e Reggio Emilia — hanno spiegato — noi ricercatori copriamo circa il 30 % degli insegnamenti dell’università. Se smettiamo di accettarli, gli studenti rischiano di iscriversi a un corso di laurea per non vederlo partire, a ottobre». La protesta, scandita dai battimani e dagli slogan degli striscioni, ha amplificato le critiche che i ricercatori hanno fatto al disegno di legge Gelmini. Sono fondamentalmente tre. La prima: «Nel ddl non sono indicati il numero e …

Tv Digitale: Pd, sbalorditivo boicottaggio Rai in tempo di interim Berlusconi

Meta e Ghizzoni: Premier dica perché oscurata Rai Scuola. “Il ministro ad interim, Silvio Berlusconi, ci dica perché il canale Rai scuola è stato oscurato dal digitale terrestre”. Lo chiedono in una interrogazione parlamentare i capigruppo democratici nelle commissioni Trasporti e Cultura della Camera, Michele Meta e Manuela Ghizzoni che sottolineano ‘la gravità di una decisione che colpisce il servizio pubblico televisivo. Sembra un atto di vero e proprio boicottaggio della televisione pubblica. E poi – sottolineano – il fatto che siamo costretti ad interrogare su questo tema proprio Silvio Berlusconi dà l’idea dell’insostenibilità del suo conflitto d’interesse e della confusione di ruoli determinata dal suo prolungato interim al ministero dello Sviluppo economico. Tutto questo – concludono – è a dir poco sbalorditivo”.

"Atenei pubblici verso il disastro. E crescono i numeri delle private", di Salvo Intravaia

Gli ultimi dati sull’università statale pubblicati dal Miur sembrano proprio la “cronaca di un disastro annunciato”. Iscritti e new entry in calo, ripetenti e fuori corso in aumento e boom di corsi con almeno un iscritto. Ma non solo, ogni provincia italiana ha la sua piccola sede universitaria che, in alcuni casi, funziona per pochissimi studenti. Per contro, gli atenei non statali sembrano vivere un’autentica primavera: iscritti e immatricolati in crescita e studenti più produttivi. In queste ore, è in corso la discussione al Senato (in commissione Cultura) il cosiddetto disegno di legge Gelmini e non passa giorno che in qualche città italiana, in alcuni casi in contemporanea, non si svolga un’assemblea di ricercatori, studenti e prof per illustrarne le linee generali della Riforma e, magari, tracciarne i tanti aspetti negativi. Riuscirà, con questa riforma, il governo a risollevare le sorti di uno dei settori più importanti del Paese? Oggi, si sono svolte assemblee e occupazioni simboliche 1 in diversi atenei italiani: da Bologna a Palermo, passando per Roma e Messina. Sta di fatto che, …

Atenei in rivolta contro i tagli «Stop alla controriforma», di Maristella Iervasi

Esami saltati, studenti e ricercatori in protesta contro la forbice del duo Gelmini-Tremonti. Raccolta di firme a Salerno e lezioni a rischio aRoma come Milano, Cagliari e Firenze. È la protesta degli Atenei. Ovunque manifestazioni contro la controriforma Gelmini. All’unisono, a mezzogiorno, tutti i rettorati sono stati occupati, simbolicamente. Ma la mobilitazione contro i tagli che mette gli Atenei in ginocchio non cessa: oggi la protesta si sposta sotto il Senato, dove è in discussione il contestatissimo ddl di riforma che prevede pesanti misure sul trattamento economico, il reclutamento e la riorganizzazione della governance, voluti dalla ministra “unica” dell’Istruzione. Una«ribellione» generale di tutte le università organizzata da un ampio cartello di sindacati e associazioni della docenza (una ventina di sigle), studenti inclusi. SOLDI La spina nel fianco sono i soldi («mentre in Parlamento si discute, il malato muore: tanti atenei nei prossimi mesi rischiano il collasso finanziario e altri sono già dovuti ricorrere all’esercizio provvisorio» ha sintetizzato il segretario generale della Flc, Mimmo Pantaleo). Ma preoccupano parecchio anche le novità previste dal disegno di legge …

Università, via i baroni largo ai giovani.

Al via la protesta in tutta Italia contro i tagli e la nuova riforma Gelmini all’esame in Senato. Il PD propone la pensione anticipata a 65 anni per assumere migliaia di ricercatori. Carrozza: “Serve uno shock generazionale” Oggi su La Stampa Carlo Bertini racconta le proteste in corso contro la riforma univeristaria e riporta le proposte del PD. Flavia Amabile ha intervistato Maria Chiara Carrozza, presidente del Forum Università, saperi e Ricreca del Pd e direttore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Riportiamo i due articoli. Mandare in pensione i baroni universitari a 65 anni e non a 72, tenendo in attività solo le «eccellenze» del sapere nazionale con contratti ancorati a ricerche in corso, per fare spazio ai «giovani» ricercatori che troppo spesso entrano in ruolo a 40 e passa. Lo «shock generazionale» è il primo dei 10 capitoli che compongono uno dei cinque documenti messi ai voti sabato all’assemblea del Pd, chiamata alla conta da Bersani sui temi cardine del «Progetto Italia»: lavoro, università, riforme e giustizia, Europa e green economy. Un pacchetto …