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“I consigli di Eco alle matricole”

«SE ora, come vuole la riforma, ad un esame dovete studiare cento pagine, voi studiatene trecento. Andate contro la legge. Perché alla fine della fiera ci sarà un dieci per cento di voi che avrà lavorato e sarà l´élite. Gli altri, che avranno seguito la legge, saranno dottori al parcheggio». Umberto Eco sprona oltre duecento matricole attonite al primo giorno di benvenuto al corso di Scienze di comunicazione all´università di Bologna. Quel corso che il semiologo ha fondato nel 1992 e che ora lo riporta in cattedra. A dare consigli. Quattro generazioni di matricole dopo: facce da liceali, smarrite al primo giorno, abituate a farsi portare per mano. Il discorso muove a braccio. Dalla “sua” università – la laurea in Filosofia a Torino dal 1950 al ‘54, i diciotto esami “abbastanza duri”, i corsi monografici e classici come “Essere e tempo” da leggere in più – ai corsi di oggi con esami da cento pagine. «Vi assicuro che nessuno è mai morto per la fatica, a 24 anni si può fare, si hanno tanti neuroni …

«Fabiani, allarme per le Università: “Bisogna cambiare la Finanziaria”», di Salvo Intravia

“Parlare di valutazione del merito è improprio e prima di ogni cosa, se si vuole veramente rilanciare il sistema universitario nazionale, occorre rivedere la Finanziaria per il 2010, come si è impegnato a fare il governo, altrimenti si costringeranno al collasso tanti atenei italiani”. Il rettore dell’università Roma tre, Guido Fabiani, ritorna sulla classifica del “merito” dello scorso luglio che premia l’ateneo di Trento e boccia quasi tutte le università del Sud. Che ne pensa della classifica stilata dal ministero? “Non si fa una classifica degli atenei a due mesi dalle immatricolazioni e sulla base di indicatori che le università hanno conosciuto a metà anno”. Come occorrerebbe procedere, secondo lei? “Ben venga la valutazione del merito, ma su indicatori conosciuti con largo anticipo dal mondo accademico in modo da consentire agli atenei di avviare strategie per potenziare gli aspetti in questione”. E del fatto che gli atenei meritevoli sono soltanto quelli del Nord e quelli piccoli, cosa ne pensa? “Nello stilare una classifica occorre tenere conto sia della dimensione dell’ateneo, sia del contesto territoriale in …

“Ingaggiato dal Miur per essere imparziale e poi bersagliato da raccomandazioni….”, di Rosaria Amato

ROMA – Claudio Fiocchi è un medico ricercatore nato a Roma, laureato in Brasile e residente da molti anni negli Stati Uniti. Per conto del ministero italiano dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca avrebbe dovuto dare il suo giudizio su un paio di progetti scientifici. E sulla base di questo giudizio il Miur avrebbe poi deciso se finanziarli o no. Ma il professor Fiocchi questo giudizio non se l’è sentita di darlo: pochi giorni dopo aver accettato l’incarico, gli sono piovute addosso insistenti richieste “di una decisione favorevole” e “del più alto voto possibile”. Tentativi di raccomandazione, insomma. Malgrado la garanzia avuta dal ministero sul mantenimento del suo anonimato. Una storia “forse fin troppo comune da voi”, commenta con amarezza Fiocchi. Ma per lui, che partecipa da tempo alla valutazione dei progetti dei National Institutes of Health Usa, sulla base dei quali vengono assegnati i fondi federali, queste pressioni non sono affatto normali, tanto che alla fine ha deciso di declinare l’incarico, “con disgusto”, “ma anche con molta tristezza”. E di raccontarlo a Repubblica: “Forse quando …

“Perchè protesta l’insegnante”, di Giunio Luzzatto

Dietro le proteste degli insegnanti precari ci sono due problematiche diverse. Quella di coloro che sono già abilitati e iscritti nelle graduatorie a esaurimento. E quella di chi invece aspira all’abilitazione. Il progetto del ministero non dà risposte né agli uni né agli altri. Perché non dice niente sui nuovi sistemi di reclutamento. E perché sulla formazione dei futuri docenti si è scelta una via opposta a quella seguita nel resto d’Europa. Quanto alla programmazione del fabbisogno di insegnanti, lo contraddice l’ammissione al tirocinio di soprannumerari. Con l’inizio dell’anno scolastico, la situazione degli insegnanti e dei loro posti di lavoro è tornata al centro dell’attenzione. È perciò opportuno fare un po’ di chiarezza, almeno per quanto riguarda gli insegnanti secondari, di primo e secondo grado, la categoria che registra le tensioni più forti. Le problematiche sono due ma strettamente connesse fra loro: gli abilitati già inseriti nelle “graduatorie a esaurimento” e coloro che invece aspirano all’abilitazione. CHI HA L’ABILITAZIONE Le graduatorie di coloro che sono in possesso dell’abilitazione, conseguita all’interno dei vecchi concorsi oppure tramite …

Università: Ghizzoni, studenti bocciano Gelmini in matematica. Non tornano i conti su attribuzione Fondi agli Atenei, ministro spieghi in parlamento

“L’Unione degli universitari boccia il ministro Gelmini in matematica: gli studenti denunciano nel loro sito che la lista del ministero per l’attribuzione agli ateni di parte del Fondo di finanziamento ordinario, circa il 7% delle risorse pubbliche, sarebbe alterata, in barba alla tanto decantata trasparenza. Ora vogliamo vederci chiaro e aspettiamo che il ministro riferisca in parlamento”. Lo chiede la capogruppo del Pd in commissione Cultura di Montecitorio, Manuela Ghizzoni, la quale spiega che “secondo l’Udu la classifica dei dati ministeriali sarebbe basata non solo su criteri di ‘merito’ ma sarebbe stata ritoccata, applicando anche criteri contabili. Se avessero prevalso solo valutazioni sulla qualità della didattica e della ricerca, insomma, la classifica delle Università sarebbe diversa, come dimostrano i conteggi effettuati dall’Udu, in base ai quali, tra l’altro, molto degli atenei penalizzati sarebbero del Sud. Di conseguenza, esisterebbero incongruenze tra i finanziamenti che dovrebbero arrivare agli atenei in base al loro merito e quelli che invece sono stabiliti dalla graduatoria del Ministero. Chiediamo al ministro di Gelmini di chiarire quanto denuncia l’Udo, sperando davvero di …

«Luci e ombre nel fondo per l’università», di Matteo Turri

La ripartizione del finanziamento statale rappresenta l’atto fondamentale di governo del sistema universitario da parte del ministero. Dal 1994 le risorse sono trasferite con modalità che favoriscono una responsabilizzazione degli atenei. Il ministro Gelmini in luglio ha dato risonanza all’assegnazione del 7 per cento del Ffo sulla base di criteri meritocratici. Positivo che la quota ottenuta da ciascuna università si basi sulla capacità di produrre ricerca e didattica di qualità. Le ombre riguardano invece il modo in cui il processo di erogazione è stato gestito. BREVE STORIA DEL FFO Uno dei momenti principali dell’ancora incompiuto percorso di autonomia degli atenei statali italiani è la norma della Finanziaria del 1994 (legge n. 537/1993) che ha istituito il Ffo, Fondo di finanziamento ordinario, ovvero una assegnazione annuale complessiva per le spese di funzionamento degli atenei. Prima di allora le università ricevevano dal ministero finanziamenti suddivisi in oltre venti capitoli, ognuno dei quali vincolati a specifiche spese. Con il sistema in vigore dal 1994 vi è un unico stanziamento, nell’ambito del quale le università sono libere di decidere …

«La Gelmini mette a diete gli Atenei: tagliate gli sprechi, troppi docenti»

Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, chiede un’ulteriore dieta agli atenei italiani. perchè se tra il 2008 ed il 2009 i corsi universitari sono diminuiti, il taglio ancora «non basta», bisogna fare di più per eliminare quelli inutili. È il senso della nota che la responsabile del miur ha inviato ai rettori delle università italiane e ai loro direttori amministrativi negli scorsi giorni. titolo della «missiva»: “Ulteriori interventi per la razionalizzazione e qualificazione dell’offerta formativa nella prospettiva dell’accreditamento dei corsi di studio”. Tradotto: tagliate gli sprechi o i nuovi corsi rischiano di non essere accreditati dal ministero. La gelmini parte da un dato: l’attuazione della riforma (il cosiddetto 3+2) non ha prodotto «i risultati attesi». gli studenti che passano dalle superiori all’università sono in calo, gli abbandoni tra primo e secondo anno restano alti e gli studenti si muovono troppo poco. al contempo, però, l’università si è ingrassata: «sono fortemente aumentate – fa notare il ministro – le dimensioni dell’offerta formativa». Dunque la legge 270/04 per l’accreditamento dei corsi (con indicati i requisiti minimi) non è …