Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

“Gli affari tedeschi dei boss”, di Francesco La Licata

Quasi mille gli affiliati in esilio: è la Germania la nuova patria della ’ndrangheta calabrese. ’Ndrangheta regina delle mafie, più della celebratissima Cosa nostra. Sembra proprio la «Santa» calabrese l’organizzazione criminale più ricca e potente del momento. Traffica in droga, armi e rifiuti tossici e riesce, con relativa facilità, a riciclare e investire gli ingenti ricavati delle numerose attività illecite. Il territorio scelto per riprodurre il «brodo di coltura» calabrese è la Germania, dove le «famiglie» (le cosiddette ’ndrine) si sono insediate sin dagli Anni Ottanta, riproponendo l’identico modello sperimentato nelle varie zone della Calabria. Accantonato il business dei sequestri di persona – ritenuto «dispendioso» per gli affiliati esposti a troppi pericoli e poco remunerativo rispetto al rischio della gestione di un ostaggio – i boss calabresi si sono buttati su attività redditizie che consentono, proprio per la facilità di acquisizione del denaro liquido, l’ingresso nelle attività lecite. E così, secondo il Procuratore di Stoccarda, Helmut Krombecher, soltanto i mafiosi residenti in Svevia «hanno lavato e investito oltre 900 milioni di euro in immobili e …

“La paura a telecomando” di Ilvo Diamanti

Ora che il decreto sulla sicurezza è entrato in vigore siamo sicuramente più sicuri. Le ronde sono state, finalmente, istituzionalizzate. La clandestinità è reato. Tuttavia, la sicurezza si è affermata anche senza decreti. Lo confermano i dati del Ministero dell’Interno. Nel 2008 il numero dei reati è sceso di otto punti percentuali rispetto all’anno prima. La riduzione riguarda tutti i tipi di delitti. Dalle rapine agli scippi ai furti. Resta il problema della percezione, che tanto preoccupa il centrodestra. Oggi che governa. Assai meno ieri, quand’era all’opposizione. Negli anni del governo guidato da Prodi, quando al Viminale c’era Amato, era legittimo avere paura. Anche se il calo dei reati è cominciato nella seconda metà del 2007. Ed è proseguito nel semestre successivo. Andare troppo a fondo nell’analisi dell’evoluzione dei reati, però, potrebbe sollevare qualche dubbio. Sul fatto che la sicurezza in Italia costituisca un’emergenza. O almeno: un problema emergente. Nuovo. In fondo, risalendo al 1991, quasi vent’anni fa, si scopre che il peso dei reati è superiore a quello attuale: 4666 per 100mila abitanti, allora; …

“Conversazione sulla RU486: Avanti senza timori sulla strada della ricerca”, di Innocenzo Cipolletta

La ricerca e l’innovazione sono i motori dello sviluppo economico dei paesi. Questo è ancora più vero per i paesi industrializzati che non possono competere con quelli emergenti in base ai costi di produzione. L’uscita da questa crisi finanziaria globale sarà sicuramente trainata dalle innovazioni che si stanno manifestando, al punto che difficilmente la ripresa si baserà sugli stessi consumi e sugli stessi investimenti presenti prima di essa. Le imprese lo sanno e si stanno attrezzando. Quelle che saranno costrette a ripetere lo stesso ciclo di prodotto, dovranno fare molta attenzione ai costi e alla qualità della produzione, perché saranno attaccate dalle imprese dei paesi emergenti che hanno fatto passi da gigante. Come sostenere la ricerca e l’innovazione per permettere al nostro paese di agganciare anche in modo qualitativo la prossima ripresa? I soldi sono necessari e il governo, malgrado un contenimento complessivo dei fondi alle università, ha avviato un meccanismo, per ora solo marginale, che premia la ricerca. Ma la ricerca vive anche di un clima ad essa favorevole, fatto di tolleranza per chi …

“Università d’Italia. Del domani non c’è certezza”, di Pietro Greco

Le università riceveranno fondi in base ai loro meriti, l’ha detto il ministro Gelmini, ma non è chiaro chi e come ha stilato la classifica degli atenei. E i tagli favoriranno gli studenti più ricchi, specie al Sud. Ha fatto molto rumore l’annuncio dato dal ministro dell’università Mariastella Gelmini che il merito sarebbe stato finalmente premiato e, a partire da quest’anno, il 7% del Fondo di funzionamento ordinario (Ffo) sarà assegnato sulla base di una classifica degli atenei che promuove i più bravi e boccia i meno bravi. Occorre riconoscere che il passo portato dal ministro muove nella giusta direzione. Ma, dato atto di ciò, è difficile non rilevare alcune carenze di fondo della politica per l’università del ministro e del governo intero. La prima riguarda il metodo. In attesa che venga creata l’Agenzia per la valutazione (Anvur), non si capisce bene da chi e in base a quali criteri la classifica è stata elaborata. Tant’è che a tutt’oggi e fino a settembre – in una maniera non pubblica e quindi ancora una volta non …

Bologna ricorda quella mattina del 2 agosto 1980. Fischi a Bondi.

Polemiche, fischi. Una Bologna preoccupata per la perdita della memoria e per l’umiliante vicenda delle pensioni che tardano ai partenti delle vittime, sta celebrando la strage di 29 anni fa, che provocò 85 morti e 200 feriti. Come avviene ormai ogni qualvolta ci sia un esponente di centrodestra a rappresentare il governo alla commemorazione della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, anche oggi la contestazione è arrivata puntuale nel momento in cui il ministro Sandro Bondi ha cominciato il suo intervento. Alcune centinaia di persone radunate nel piazzale della stazione hanno cominciato a fischiare e poi, continuando la contestazione, hanno voltato le spalle al palco sul quale c’erano gli oratori ed hanno abbandonato la manifestazione. I fischi a Bondi sono continuati anche durante il resto del suo intervento. Prima di lui, come da programma, erano intervenuti il sindaco di Bologna e il presidente della Associazione familiari delle vittime della strage. «Quelli che hanno fischiato sono coloro che hanno umiliato il significato profondo di questa celebrazione, che ha un significato in quantochè siamo …

Decreto sui criteri di valutazione ricercatori: una scelta anti-meritocratica da parte del MIUR. Disattese tutte le promesse di maggiore trasparenza nei concorsi

L’Associazione dei Precari della Ricerca Italiani esprime forte rammarico e contrarietà rispetto al testo definitivo del Decreto Ministeriale sui criteri di valutazione dei titoli e delle pubblicazioni per i concorsi da ricercatore, firmato il 28 Luglio 2009 dal Ministro Gelmini, con oltre 6 mesi di ritardo. A dispetto degli annunci mediatici del “Pacchetto Università” del 24 Luglio, in cui venivano annunciati criteri di valutazione basati su i tanto auspicati principi di trasparenza e meritocrazia, rimaniamo sconcertati di fronte ad un Decreto Ministeriale che nulla cambia rispetto ai precedenti criteri di valutazione, quelli del DPR “Berlinguer”, che tanti danni hanno fatto nel nostro sistema universitario. È sufficiente leggere il testo del Decreto per convincersi che le commissioni dei concorsi avranno una discrezionalità praticamente assoluta, sia relativamente al peso da dare ai titoli sia su come valutare le pubblicazioni. Inoltre, l’assenza di punteggi numerici o di altri accorgimenti (che pure avevamo puntualmente segnalato al Ministero) toglie alle procedure concorsuali la benché minima trasparenza. In particolare lascia interdetti la discrepanza tra il comunicato stampa del MIUR del 24 …

“Fondazioni, Craxi batte Pertini” di Antonio Carioti

Assegnati i fondi agli istituti culturali. Esclusi anche Di Vittorio e La Malfa Sono 121 i promossi, 148 i bocciati. Parliamo di istituti culturali e la «promozione» consiste nell`essere ammessi ai finanziamenti pubblici previsti da una legge degli anni Settanta. Per il 2009 la cifra stanziata ammonta a 6 milioni e 527 mila euro, mezzo milione in meno rispetto allo scorso anno. L’apposita tabella predisposta dal ministero dei Beni culturali ha ottenuto ieri il via libera dalla commissione Cultura della Camera e vale per il triennio 2009-2011. I1 Popolo della libertà ha votato a favore, avanzando alcune osservazioni per bocca della relatrice Fiorella Ceccacci: fra l’altro ha chiesto che si adotti un criterio di pluralismo nella scelta degli enti da finanziare. E il Partito democratico ha reagito votando contro: «E la prima volta – ha detto la capogruppo del Pd Manuela Ghizzoni – che si pone questo problema, si è sempre cercato di avere criteri scientifici, il riparto dei fondi non deve avvenire su motivazioni ideologiche». La polemica nasce dal fatto che i beneficiari di …