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Quasi quasi mi rileggo Marx. Intervista a Hans Magnus Enzensberger

Hans Magnus Enzensberger, lei ha investito in azioni? «No, non mi piacciono. È un gioco che mi annoia. Anche le sale da gioco mi interessano poco. Non ci resisto a lungo e quando ci vado perdo tutti i soldi il più presto possibile soltanto per potermene andare via prima. La Borsa è un po’ come un grande casinò, se osservata dal punto di vista dei giocatori – non di certo dalla prospettiva delle banche». Lei è nato nel 1929, l’11 novembre. Due settimane dopo il venerdì nero di Wall Street. Alla fine della seconda guerra mondiale aveva 16 anni. La generazione a cui appartiene conosce il caos. Quel che sta accadendo la rende diffidente? «Beh, ma essere diffidenti va bene. Chi in questo periodo è stato scettico se l’è cavata alla grande. Adesso le banche ci supplicano “Per favore, abbiate fiducia in noi!”. Tutta questa crisi finanziaria non è stata provocata di certo da una carenza di fiducia, quanto piuttosto da una quasi commovente ingenuità. Chi ha avuto fiducia nel proprio consulente finanziario ora è …

Strage Thyssen, applausi e rabbia al corteo. Cerimonie senza esponenti del governo

A Torino la giornata del ricordo delle sette vittime del rogo Corteo con 5mila persone. Alla messa assente anche Confindustria Fassino: “Sconcertante la mancanza di sensibilità dell’esecutivo” ROMA – Si è concluso con un applauso davanti al Palazzo di Giustizia di Torino il corteo in ricordo della strage della Thyssen. Oltre cinquemila persone hanno voluto sfilare dal luogo della tragedia, l’acciaieria dove lo scorso anno sono morti i sette operai, al tribunale dove il 15 gennaio è in programma la prima udienza del processo contro i sei imputati del disastro. Era la notte del 6 dicembre quando nella linea 5 dello stabilimento torinese della multinazionale tedesca si scatenò l’inferno. Le vittime si chiamavano Antonio Schiavone, 36 anni, Roberto Scola, 32 anni, Angelo Laurino, 43 anni, Bruno Santino, 26 anni, Rocco Marzo, 54 anni, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi, 26 anni. La messa. Dopo la fiaccolata di ieri sera, stamattina si è tenuto l’omaggio al cimitero. Una messa a cui hanno partecipato i familiari delle vittime, il sindaco di Torino e i presidenti di Regione e …

Invertire la rotta. Rapporto Censis: le famiglie preoccupate per la minaccia della crisi economica

Una famiglia su due si sente gravemente minacciata dalla crisi economica. È quanto emerge dal rapporto annuale del Censis, pubblicato questa mattina e diretto dal sociologo Giuseppe De Rita. Il 48,8% del campione intervistato si dichiara “a rischio default”. Tra le famiglie preoccupate per la propria situazione economica, spiccano i 2,8 milioni (circa l’11,8%) che hanno investimenti in prodotti rischiosi, come azioni o Fondi di quote comuni; di queste, 1,7 milioni vi hanno collocato più della metà dei propri risparmi. Altra massiccia voce dell’analisi è quella composta dalle famiglie impegnate nel pagamento del mutuo dell’abitazione in cui vivono, circa 2 milioni, fra cui oltre 250mila dichiarano di non riuscire a rispettare le scadenze di pagamento o di avere enormi difficoltà a pagare le rate. Vanno poi aggiunti i 3,1 milioni di famiglie (12,8%) che risultano indebitate per l’acquisto di beni al consumo. Infine 3 milioni e 873 mila famiglie (16%) non possiedono risparmio accumulato in alcuna forma e “potrebbero trovarsi nella condizione di non saper fronteggiare eventuali spese impreviste o forti rincari di beni di …

“Calamandrei. Scuola pubblica addio: la storia si ripete 60 anni dopo”, di Tullio De Mauro

L’analisi di Calamandrei si impone oggi come ieri. Passa attraverso la capacità di promuovere una istruzione che rialzi in tutta la società i livelli di cultura la possibilità di realizzare una compiuta democrazia che dia a tutte e tutti una effettiva pari dignità: «L’UOMO NON PUÒ ESSERE LIBERO se non gli si garantisce un’educazione sufficiente per prender coscienza di sé, per alzar la testa dalla terra e per intravedere, in un filo di luce che scende dall’alto in questa sua tenebra, fini più alti». In libreria torna il famoso testo-pamphlet contro l’istruzione privata. Uscirà a giorni, edito dalla Sellerio, nella collana «La memoria», una nuova edizione del libro di Pietro Calamandrei «Per la scuola». La prefazione che riportiamo in ampi stralci in queste pagine è del linguista Tullio De Mauro . Calamandrei considerava la scuola un organo costituzionale della democrazia e come la più iniqua e dannosa delle disuguaglianze il privilegio nell’istruzione. Privilegio rafforzato dall’indebolimento della scuola pubblica a vantaggio di una privata ricca e protetta. Un governo che come quello italiano attuale con la …

“I soldi per il terremoto del Molise: seppie, ippovia, museo del profumo”, di Sergio Rizzo

Anche i pescatori di seppie molisane dovranno ringraziare il terremoto. Vi chiederete: che cosa c’entrano i cefalopodi dell’Adriatico con le scosse telluriche? Già. E le api da miele, allora? O gli zampognari di Scapoli? Oppure il canneto di Roccavivara e il Museo del profumo di Sant’Elena Sannita? E il programma televisivo «On the road», c’entra forse qualcosa? Troverete le risposte in altrettanti decreti firmati da Michele Iorio, esponente di Forza Italia, commissario del terremoto (e della successiva alluvione). Una pioggerellina di denaro, fitta fitta, che ha bagnato praticamente tutta la Regione di cui Iorio è presidente dal 2001. Per la «sperimentazione del ripopolamento della seppia» nelle acque del Molise, 250 mila euro. Per il monitoraggio dell’«apis mellifera ligustica », 90 mila euro. Poi 220 mila per la lirica, 450 mila per il museo naturalistico di Monte Vairano, 425 mila per un centro di equitazione, 100 mila per la patata turchesca di Pesche, 800 mila euro per sistemazione di «sentieri di ippovia e ippoterapia» e altre amenità del genere. Fino ai 144 mila euro destinati alla …

Decreto Legge Anti-crisi: prime e parziali valutazioni

Stefano Fassina (da www.stefanofassina.it) Il cosiddetto Decreto Legge Anti-crisi (DL 185/08), approvato dal Governo il 28 Novembre scorso, e’ inadeguato e, per alcune misure in esso contenute, controproducente. Innanzitutto, va sottolineato che, in termini macroeconomici, non da alcun sostegno alla domanda aggregata, in quanto le minori entrate e le maggiori spese, sono , sulla carta, interamente compensate. Infatti, i 6 miliardi di euro indicati some sostegno alle famiglie e alle imprese per il 2009 sono interamente “coperti” da aumenti di entrate o riduzioni di spese. A livello macroeconomico, quindi, non e’ anti-ciclico, neppure in misura modesta. Semplicemente neutrale. Nessun impulso alla crescita. Siamo l’unico Paese europeo a rinunciare all’apporto delle politiche di bilancio al fine di attutire le conseguenze della crisi in atto. L’analisi delle singole misure evidenzia un impatto pro-ciclico, ossia di peggioramento delle dinamiche in corso. Sono pesantemente pro-cicliche le misure di cui all’art. 29, le quali di fatto annullano gli incentivi agli investimenti in ricerca ed innovazione e le spese per le ristrutturazioni edilizie con finalità ambientali, poiché rendono le agevolazioni fiscali …

“Il fuorigioco di Tremonti”, di Tito Boeri

Perché Tremonti si è messo a fare il rigorista proprio quando G20, Fondo Monetario e Commissione Europea non solo gli concedono, ma addirittura gli chiedono insistentemente di allentare i cordoni della borsa? È una domanda che mi sono posto più volte in questi giorni. Finché, girando per librerie, mi sono imbattuto in un volumetto dal titolo accattivante: “La persecuzione del rigorista” di Luca Ricci. Narra di un giovane prete molto ambizioso spedito in un paesino di montagna e roso dall´invidia per l´idolo locale, un contadino, che non ha mai sbagliato un calcio di rigore in tutta la sua carriera di calciatore dilettante. Il parroco vive nella spasmodica attesa del primo errore del suo antagonista nella gerarchia locale. E fa di tutto per farlo sbagliare. I tedeschi sono noti per essere dei grandi rigoristi. La loro nazionale di calcio è quella che ha la percentuale più alta di vittorie ai calci di rigore nella fase finale della Coppa del Mondo. Ben l´85 per cento di successi contro un misero 29 per cento dell´Italia. E italiani sono …